Su Lettera43, l’obliqua testata online diretta dal retroscenista Paolo Madron, il 7 aprile è uscita un’indiscrezione sul potenziale successore di Gian Marco Chiocci alla direzione del Tg1. Ormai da tempo si parla del fatto che il giornalista originario di Gubbio, fatto il suo “ottimo lavoro” in via Mazzini, si stia preparando a diventare il portavoce di Giorgia Meloni e a trasferirsi definitivamente in Piazza Colonna, lato edificio del governo. Un trasloco che però non arriva mai. A proposito Lettera43 ha fatto il nome di Francesco Verderami, la storica penna del Corriere della Sera e uno tra i più stimati volti del giornalismo italiano, nonché retroscenista della prima ora. L’indiscrezione suona come piuttosto particolare, se non come una polpetta avvelenata, ma a che pro? E soprattutto, chi l’ha messa in giro?
Rilanciarla senza capirne un po’ di più sarebbe stato scorretto. D’altronde, cosa c’entra Francesco Verderami con il Tg1, con Chiocci e con l’entourage meloniano? Siamo sicuri che l’autore della storica rubrica “Onorevoli Segreti” sia davvero disposto a prendere un posto che, per quanto prestigioso, andrebbe ad appianare la sua intelligenza giornalistica, oltre ad esporlo alla critica di esser divenuto il nuovo “yes man” di Meloni? Pare difficile, ma il tempo potrà sempre darci torto se riterrà giusto farlo. Lo “spiffero” ad orologeria spuntato su Lettera43, ad ogni modo, lascia adito a qualche dubbio e soprattutto pare capace, ad occhio, di seminare un po’ di zizzania in via Solferino, lasciando credere a chi volesse crederci, che il collega sia pronto ad assumere una carica che però è anche una nomina politica. Un ottimo modo per bruciare il suo nome come potenziale Corriere della Sera. Problematico sul fronte di Verderami, infatti, smentire un’indiscrezione simile. Una smentita, si sa, è una notizia data due volte e perciò questa storia non dev’essere affatto piaciuta alla grande firma del Corsera che, raggiunto al telefono per un commento sulla vicenda, ha risposto seccamente con un “ma non avete niente di meglio da fare? Non ho niente da dire”.
D’altronde un conto è il desiderio da parte di un certo ambiente politico, di reclutare un grande giornalista alla direzione del Tg1, tutt’altra faccenda è aspettarsi che un retroscenista di questo calibro sia disposto ad accettare. I ben informati ci raccontano che questa sarebbe una vera e propria “polpetta avvelenata”. Ma lanciata da chi? Forse qualche interno al Corsera nella delicata vigilia alla successione di Luciano Fontana? Nell’articolo di Lettera43, quasi a voler depistare (e a sfrugoliare la pazienza dell'interessato), si riportano voci interne a Fratelli d’Italia che definiscono Verderami “volitivo e spietato, molto più di Chiocci. ‘E poi è pure calabrese, una terra che piace tanto ai siciliani di Messina’. Un modo astuto per evocare le origini di Giovanbattista Fazzolari, il ‘panzer’ di Palazzo Chigi”. Ma chissà, l’unica cosa certa è che la lotta per la successione di Fontana, è appena entrata nel vivo.