10 luglio 2026, Sanremo, Senza compromessi, Mens sana in corpore sano… Portarsi il costume. A parte che Roberto Vannacci che fa una tre giorni sportiva per i suoi futuristi è un po’ come se Calenda facesse una tre giorni di gara di tabelline e programmazione informatica. O come se Elly Schlein facesse una tre giorni di karaoke proletario. È banale, tautologico, pure un po’ cringe.
Il rimando è facile. Il culto del corpo, il fatto che i giovani italiani debbano, oltre che la mente, temprare il fisico. Si torna con la mente al Ventennio mussoliniano. E dunque al fascismo. E Vannacci lo sa benissimo, infatti ci gioca. Come ha giocato con la X Mas, come ha giocato con l’espressione “camerati”, o col saluto gladiatorio con Alemanno. Ci gioca e sale nei sondaggi, e il motivo è semplice.
La verità è che in Italia, non avendo avuto il trauma del fascismo (visto che i nostri bisnonni erano tutti fascisti), abbiamo il tabù del fascismo. E Vannacci ci gioca raccogliendo consensi giocando sui riferimenti espliciti a quel mondo lì senza mai dichiararlo davvero. Futuro Nazionale è l’OnlyFans della politica. Un vedo non vedo costante che eccita la destra sociale italiana.
Allora la sinistra che dovrebbe fare? Il resto della destra, non vannacciana e liberale, che dovrebbe fare? Una cosa: ridicolizzare il nemico nel suo campo, dimostrare che della vecchia destra sociale, quella che in Italia è stata prima fascista e poi neofascista, i vannacciani hanno solo le parole e i gesti. Dimostrare che sono una parodia di tempi marciti. Bisogna andare a Sanremo, nuotare e fregarli. Correre e fregarli. Andare in bici e fregarli. Ma la domanda è: chi, tra gli antifascisti di oggi, avrà abbastanza fiato per farlo.