image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Sport

5 luglio 2026

Altro che remigrazione, per tornare ai Mondiali l'unica speranza dell’Italia sono i maranza. Guardate la Francia che ha picchiato più duro del Paraguay: noi bianchi borghesucci non ce la potremmo mai fare

  • di Gianni Miraglia Gianni Miraglia

5 luglio 2026

Se pure i fenomeni della Francia hanno giocato sporco per battere il Paraguay, perché non dovrebbero farlo anche le Nazionali meno forti? Il calcio italiano non deve ripartire dai bianchi figli di papà: ripartiamo dai quartieri difficili, dai maranza, da chi non ha paura di mettere “le mani nella m*rda”. E tanti saluti a chi parla di remigrazione

Foto: Ansa

Altro che remigrazione, per tornare ai Mondiali l'unica speranza dell’Italia sono i maranza. Guardate la Francia che ha picchiato più duro del Paraguay: noi bianchi borghesucci non ce la potremmo mai fare

“Pensavano che saremmo venuti a giocare in smoking. Sappiamo anche mettere le mani nella m*rda quando serve. E anche nel gioco sporco siamo stati superiori”. Parole del Comandante Mbappé, subito dopo la guerra tra Francia e Paraguay. Traduzione: avete provato a destabilizzarci coi vostri atteggiamenti da quartiere malfamato, ma noi veniamo proprio da lì. E abbiamo vinto. Perché questa Francia non è una squadra di calciatori. È una squadra di sopravvissuti. Mbappé cresciuto a Bondy, Seine-Saint-Denis, una delle giungle urbane più dure della Francia. E poi Koundé, Saliba, Upamecano, Koné, Dembélé… tutti loro vengono da quartieri dove la vita vera inizia con le sirene della polizia e finisce con la scelta tra la strada o il pallone. Non sono talenti scoperti a otto anni in una scuola calcio privata con campo in erba sintetica e genitori biondi che applaudono. Sono ragazzi che hanno imparato a gestire la tensione, l’ingiustizia, le provocazioni e le botte, prima ancora di imparare a tirare di destro: giocando in strada contro i più grandi, i cani e parenti o amici che scommettono quel poco che hanno su di te e quindi sei costretto a vincere. I francesi hanno mantenuto la calma. Non si sono fatti provocare. Non hanno perso la testa. Non hanno preso rossi inutili. Hanno aspettato il momento, hanno sfruttato il Var e hanno chiuso. Mbappé ha calciato quel rigore come se stesse tirando contro il muro del cortile di Bondy: freddo, preciso, senza emozioni da vendere. Questo è il vantaggio di essere cresciuti dove la vita ti insegna che se perdi la testa, perdi tutto. Ora provate a immaginare la stessa partita con i nostri bambocci in azzurro. Dall’altra parte gli sgherri guaranì del Paraguay, ragazzi recuperati dalla strada bravi negli scontri e nelle risse, con motivazioni che renderebbero cattivo anche l’uomo più buono al mondo: il portiere ad esempio non viene pagato da mesi. Sarebbe stato un disastro, come ci hanno mostrato i tedeschi. Anche loro hanno mancato di quel testosterone stradaiolo, arrivando da quella sorta di bambagia che va bene per il tennis, ma non per il calcio. Sempre più giovani generazioni di calciatori europei crescono tra academy, stage, etica borghese in cui il fair play è importante. E poi quando perdono dalla squadra dei brutti sporchi e cattivi, la solita litania: “Siamo stati sfortunati”, “l’arbitro…”, “non era il nostro giorno”. E quindi un messaggio ai nostri signori del pallone, quelli che parlano di “identità italiana” e “bel gioco”: studiate la Francia, il suo modello. Fino agli anni Settanta, prima dell’avvento di Platinì, non vinceva niente. Poi la grande riforma e la nascita di centri federali nei cuori delle banlieue: da più di vent’anni pesca i suoi migliori giocatori proprio da quei quartieri che il resto del Paese vorrebbe dimenticare. Li prende, li plasma, gli dà disciplina e un obiettivo. E poi li butta in campo sapendo che quei ragazzi non si spaventano facilmente. Non perché siano più forti fisicamente (a volte lo sono), ma perché mentalmente sono già temprati.

Mbappé porta la Francia ai quarti
Mbappé porta la Francia ai quarti Ansa

Sì, la Francia ha sempre saputo trarre vantaggio dai cosiddetti stranieri e dai duri di periferia. Già i Normanni, ex vichinghi bravi a saccheggiare, vennero trasformati in mercenari che proteggevano Parigi e divennero il nucleo della futura potenza francese, in cambio di terre e di una nuova religione che ti comprava con oro, affreschi e alleanze. Secoli dopo, la stessa logica ha generato la Legione Straniera. Avendo troppa soldataglia straniera in patria, la reclutarono per farla combattere per la Francia e le sue colonie. Lo stesso modello applicato al calcio: prendere chi arriva dalla strada, temprato dalla vita vera, e trasformarlo in arma vincente. E il Paraguay – che così tanto ci avrebbe impensierito – ha provato a fare la guerra psicologica, fallendo miseramente. Perché contro chi viene dalla guerra vera, le tue piccole finte guerre fanno ridere. Quindi sì: la Francia è andata ai quarti. Meritatamente. Con un gol, con il sangue freddo e con la consapevolezza che quando serve sanno anche loro giocare sporco e senza perdere la testa. I duri vincono. I mollaccioni chiedono scusa nelle interviste. E ora sono a Formentera coi loro simili tedeschi a guardarsi i Mondiali in tv. Fine della storia.

https://www.youtube.com/watch?v=qyCAv_YrKCQ&t=1400s

More

Nessuna bottigliata, per la Procura di Torino è stato un lacrimogeno sparato da un agente a colpire il tifoso della Juve durante gli scontri tra ultras e polizia prima del derby

di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

E ora?

Nessuna bottigliata, per la Procura di Torino è stato un lacrimogeno sparato da un agente a colpire il tifoso della Juve durante gli scontri tra ultras e polizia prima del derby

Silvia Sardone si candida a sindaca di Milano e se vince potrebbe portarsi dietro due assistenti molto chiacchierati. Si tratta di due ex ultras dell’Inter: ecco chi sono, il passato in curva Nord e la politica (oltre il calcio)

di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

Elezioni e striscioni

Silvia Sardone si candida a sindaca di Milano e se vince potrebbe portarsi dietro due assistenti molto chiacchierati. Si tratta di due ex ultras dell’Inter: ecco chi sono, il passato in curva Nord e la politica (oltre il calcio)

L’inarrivabile goduria di vedere il Paraguay prendere a botte la Germania ai Mondiali. Capocciate, difesa e calcio anti-contemporaneo: i tedeschi sono fuori e solo chi è senza cuore non gioisce

di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

Come un riccio

L’inarrivabile goduria di vedere il Paraguay prendere a botte la Germania ai Mondiali. Capocciate, difesa e calcio anti-contemporaneo: i tedeschi sono fuori e solo chi è senza cuore non gioisce

Tag

  • Mondiale
  • Maranza
  • Calcio
  • Francia

Top Stories

  • Sentito Valentino Rossi celebrare Kimi Antonelli? “Mi ricorda me stesso, per l’Italia ora è un eroe. Può diventare uno dei più forti della storia”

    di Luca Vaccaro

    Sentito Valentino Rossi celebrare Kimi Antonelli? “Mi ricorda me stesso, per l’Italia ora è un eroe. Può diventare uno dei più forti della storia”
  • The Kimi’s way, parla Toto Wolff: “Ha dimostrato come si deve vincere oggi. Serva d’esempio, non solo ai giovani”

    di Luca Vaccaro

    The Kimi’s way, parla Toto Wolff: “Ha dimostrato come si deve vincere oggi. Serva d’esempio, non solo ai giovani”
  • Tutti lo incensano, ma il nuovo stadio di Milan e Inter (Generali Stadium) è una cagata pazzesca. Questi sono i motivi

    di Gianni Berto

    Tutti lo incensano, ma il nuovo stadio di Milan e Inter (Generali Stadium) è una cagata pazzesca. Questi sono i motivi
  • “La direzione gara vuole che vinca Leclerc!”: Hamilton furioso dopo il caos Ferrari in Messico, ne approfitta Verstappen che brucia tutti quanti

    di Luca Vaccaro

    “La direzione gara vuole che vinca Leclerc!”: Hamilton furioso dopo il caos Ferrari in Messico, ne approfitta Verstappen che brucia tutti quanti
  • Kimi Antonelli? Tutto immenso, ma ricordiamoci di essere padri e della lezione di Marco

    di Emanuele Pieroni

    Kimi Antonelli? Tutto immenso, ma ricordiamoci di essere padri e della lezione di Marco
  • Quel fuoriclasse di Kimi Antonelli l’ha fatto davvero: in Messico diventa il nuovo Campione del Mondo di Formula 1

    di Luca Vaccaro

    Quel fuoriclasse di Kimi Antonelli l’ha fatto davvero: in Messico diventa il nuovo Campione del Mondo di Formula 1

di Gianni Miraglia Gianni Miraglia

Foto:

Ansa

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

Nicolò Bulega domina la gara del WDW, ma che è successo ai piloti della MotoGP? Lo spiega Baldassarri: “Marc sta invecchiando e usando la testa”

di Cosimo Curatola

Nicolò Bulega domina la gara del WDW, ma che è successo ai piloti della MotoGP? Lo spiega Baldassarri: “Marc sta invecchiando e usando la testa”
Next Next

Nicolò Bulega domina la gara del WDW, ma che è successo ai...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy