Un suicidio cinematografico e un (forse) suicidio reale. A Capri finzione e realtà si sono mescolate due anni e mezzo fa durante le riprese del film Parthenope di Paolo Sorrentino. Nel settembre 2023, proprio mentre uno dei personaggi della pellicola – Raimondo - si getta dalla scogliera di Capri, anche la realtà segue il copione. Il costumista del film Luca Canfora viene ritrovato in mare da un canoista alle 11:30 del 1 settembre. Il fatto viene rapidamente liquidato come un suicidio. La solita storia di depressione. La classica vita dell'uomo di spettacolo in cui il successo spesso non va di pari passo con la serenità emotiva. Non c'è spazio per un cold case nell'idilliaca cornice di una Capri di fine estate e nel programma serrato di un film che deve andare avanti.
Ma i dubbi restano. A portarli avanti rimane la famiglia di Luca Canfora, secondo cui “Non aveva motivo per togliersi la vita”. Del resto non ci sono spiegazioni, lettere di addio o messaggi che potrebbero lasciare presagire la volontà di togliersi la vita. A gran voce arriva così la richiesta di riaprire il caso, e la seconda autopsia effettuata lo scorso marzo dà ragione alla famiglia. Il corpo di Luca Canfora è praticamente intatto. Non porta i segni e le fratture di una caduta da una decina di metri, che tra l'altro prima di impattare sul pelo dell'acqua lo avrebbe portato a precipitare lungo gli spuntoni e la vegetazione della scogliera bianca e rigogliosa.
Allora l'ipotesi cambia, e da suicidio si passa a un'accusa contro ignoti per omicidio. Ma ora la nuova svolta. C'è un indagato. A far insospettire gli investigatori la sua ricostruzione dei fatti, lacunosa e contraddittoria. Sarebbero stati sentiti dai pm molti dei colleghi della troupe di Parthenope, compreso lo stesso Paolo Sorrentino. Un collega del costumista avrebbe fornito dei dettagli che sono stati smentiti dalle telecamere di sorveglianza. L'uomo ha dichiarato di aver incontrato Canfora intorno alle 10:30 di quel primo settembre, all’altezza dell’ingresso principale del parco Giardini di Augusto. Ci avrebbe scambiato qualche chiacchiera, prima di salutarsi e della scomparsa. Le telecamere che pattugliano la zona però dicono altro. Inoltre, queste avrebbero ripreso Luca Canfora entrare all'interno del set di Giardini di Augusto, ma non ne avrebbero mai ripreso l'uscita. Un buco nero da cui Canfora è riaffiorato galleggiante nell'acqua che circonda l'isola. Per ora l'accusa è di false dichiarazioni ai Pm ma potrebbe presto trasformarsi in altro. Non è l'unica zona d'ombra di una faccenda che sembra tutt'altro che conclusa. In un tratto di mare così affollato, di giorno e durante la stagione turistica, è possibile che nessuno abbia visto un uomo precipitare da una scogliera? E poi, che fine ha fatto il suo telefono cellulare? Che ha continuato a funzionare per almeno 24 ore dopo la morte del costumista. Che fine hanno fatto la sua felpa? Il suo portafogli? Mai ritrovati nelle acque di Capri. Un suicidio imperfetto, in cui finzione e realtà continuano ad intrecciarsi, anche dopo che la macchina da presa si è spenta.