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24 marzo 2026

Gli Elkann si sbarazzano di Repubblica e cedono tutto al Gruppo Antenna? “La loro scelta mostra la verità sulla razza padrona”. Parla lo scrittore Paolo Di Paolo: “Il Gruppo Gedi? Una delle proprietà più inutili di questi decenni”

  • di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

24 marzo 2026

Repubblica non è più Repubblica, almeno per come l’aveva immaginata Eugenio Scalfari. Dalla cattiva gestione, che ha portato a importanti scioperi e alle dimissioni dell’ex direttore Molinari, alla cessione al 100% annunciata durante il Referendum. Exor si si sbarazza del Gruppo Gedi e del quotidiano storico della sinistra riformista italiana (antiberlusconiana e borghese). Abbiamo chiesto un commento allo scrittore Paolo Di Paolo, che ha scritto molto di giornalismo, ha curato un’antologia di Montanelli ed è contributor proprio di questo quotidiano

Foto: Ansa

Gli Elkann si sbarazzano di Repubblica e cedono tutto al Gruppo Antenna? “La loro scelta mostra la verità sulla razza padrona”. Parla lo scrittore Paolo Di Paolo: “Il Gruppo Gedi? Una delle proprietà più inutili di questi decenni”

Una storia lunga che si chiude in modo prevedibile ma non per questo meno tragicomico. La vita recente di Repubblica è stata pessima. Il giornalismo di sinistra e riformista, antiberlusconiano e trasversale, il giornalismo della “gente per bene” che spesso e volentieri è stato ospitato da Repubblica, non ha avuto alcun valore agli occhi del Gruppo Gedi, che ora cede al 100% il giornale al Gruppo Antenna. La notizia arriva lunedì 23 marzo, nel giorno dei risultati del referendum, mentre la redazione era completamente assorbita dalla copertura delle notizie che stavano uscendo. Una mossa che gli stessi giornalisti, in un articolo pubblicato online, hanno notato, e che non è troppo difficile da spiegare. Lo abbiamo chiesto a Paolo Di Paolo, scrittore, firma di Repubblica e curatore di vari lavori sul giornalismo (non da ultimo un’antologia di Indro Montanelli): “Se fossi solo ingenuo o naïf penserei soltanto alla sciatteria e alla disattenzione. Invece credo ci sia un tempismo clamorosamente stonato, come è stato spesso nel caso delle comunicazioni e di questo lungo ed estenuante passaggio societario”. Il riferimento è ovviamente agli ultimi mesi di scioperi, proteste e scarsissima empatia nei confronti di una redazione che nulla ha saputo del futuro del quotidiano fino a poche ore fa. 

Paolo Di Paolo
Paolo Di Paolo

“Credo ci sia la volontà,” continua Di Paolo, “che questa notizia non diventi troppo una notizia e resti dietro la nebbia dei risultati referendari. Più in generale è abbastanza deprimente tutto ciò che è stato fatto e detto in questi mesi, l’attesa dei giornalisti di sapere il destino del gruppo per cui lavorano, una mancanza di comunicazione chiara, un atteggiamento liquidatorio e poco accorto anche solo formalmente”. Il problema, infatti, non è solo quanto accaduto, ma il come. “Non c’è stata più neanche l’ipocrisia. Qualche volta l’ipocrisia può essere anche l’immagine che ti salva”. Exor, la holding della famiglia Elkann, cede il Gruppo Gedi ad Antenna dopo cento anni di attività nel settore dell’editoria. Prende la sua storia, la mastica, e la sputa, poi se la prende con l’Italia: “L’editoria è una professione che può essere esercitata in modo indipendente solo se si hanno i conti in regola. La mia famiglia e io stesso abbiamo sempre considerato l’editoria come un mestiere che vive grazie ai suoi lettori, ma purtroppo in Italia avere un giornale è considerato uno strumento di influenza e di potere, non una professione”. Ma cos’hanno fatto, gli Elkann, per l’editoria e il giornalismo indipendente in questi ultimi anni? Il Gruppo Gedi è stato all’altezza delle parole e persino dei rimproveri della famiglia Agnelli-Elkann? Probabilmente no, come nota Di Paolo: “Abbiamo di fronte una delle proprietà più inutili degli ultimi decenni nell’ambito giornalistico italiano, senza vera passione. Un’inerzia fredda che nasce da un’ipoteca fallimentare fino agli inizi. è davvero triste per il patrimonio giornalistico, ma anche perché illumina la verità della ‘razza padrona’, che è poi il titolo di un libro proprio di Eugenio Scalfari”. 

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