Avete visto cosa sta succedendo in Europa nel campo dell'automotive? Il fenomeno più evidente riguarda già da tempo la continua ascesa delle auto cinesi. Attenzione però, perché sta prendendo forma un fenomeno parallelo. Le case automobilistiche del Dragone, infatti, non si accontentano più di proporre veicoli elettrici economici per conquistare la fetta di mercato più generalista. Eh no, perché adesso vogliono puntare direttamente a quei segmenti un tempo appananggio di Mercedes-Maybach, Porsche e BMW, con modelli che mettono insieme prestazioni elevate, abitacoli tecnologici e prezzi competitivi rispetto alle rivali occidentali. Tre nomi aiutano a capire la portata di questa trasformazione intanto ben visibile in Cina: Huawei Maextro S800, Xiaomi SU7 e XPeng G9L. La prima è una grande berlina di rappresentanza sviluppata dalla collaborazione tra Huawei e Jac; la seconda è la sportiva elettrica con cui Xiaomi ha dimostrato di poter trasformare la propria esperienza nell'elettronica di consumo in un prodotto automobilistico credibile; la terza è un Suv di fascia alta che punta su intelligenza artificiale e produzione europea. Sono auto nettamente diverse tra loro ma raccontano una strategia comune.
Il caso Maextro è particolarmente significativo. Come ha ricostruito CnEVPost la versione S800 Grand Design parte da 1,388 milioni di yuan, circa 204.000 dollari al cambio indicato dalla testata. Lunga 5,48 metri, con un passo di 3,37 metri, offre configurazioni elettriche e ad autonomia estesa e punta su materiali ricercati, finiture elaborate e sistemi di assistenza alla guida sviluppati da Huawei. La versione a tre motori raggiunge una potenza massima dichiarata di 635 kW. Numeri che spiegano perché il riferimento non sia una comune berlina elettrica, ma il mondo delle ammiraglie tedesche. Non è ancora disponibile in Europa ma in Cina questo gioiellino ha già fatto una notevole differenza. Se Maextro vuole conquistare chi cerca una limousine tecnologica, Xiaomi gioca invece la carta delle prestazioni e dell'immagine sportiva. La SU7 ha permesso al gruppo fondato da Lei Jun di entrare in un settore industriale nel quale la reputazione non si costruisce con uno smartphone ben riuscito. Eppure il modello ha attirato rapidamente l'attenzione, tanto da essere indicato come concorrente di Tesla Model 3 e Porsche Taycan a seconda delle versioni e del posizionamento. A rendere interessante Xiaomi non è soltanto la velocità: è il tentativo di collegare l'automobile all'ecosistema digitale dell'azienda, facendo dialogare vettura, telefono e dispositivi domestici.
La XPeng G9L porta infine la sfida sul terreno dei Suv premium, uno dei segmenti più importanti per i costruttori europei. Il modello di punta del marchio cinese è disponibile in Cina nelle varianti elettrica e ad autonomia estesa e misura 5,12 metri, con un passo di 3,10 metri. XPeng lo presenta come un'ammiraglia sviluppata attorno all'intelligenza artificiale e ha annunciato il lancio internazionale all'imminente Salone di Parigi. Ma il dettaglio forse più interessante riguarda la produzione: la G9L ha completato una prima prova produttiva nello stabilimento Magna di Graz, in Austria, diventando il quarto modello XPeng assemblato in Europa. Il quadro generale, insomma, è quello di una competizione che l'Europa non può più considerare marginale. La stessa Reuters, del resto, ha descritto un Salone di Parigi segnato dalla presenza record di 20 marchi cinesi, mentre i produttori europei devono fare i conti con costi elevati dell'elettrificazione, domanda debole e pressioni sui margini. La partita non è già chiusa - distribuzione, assistenza, valore residuo, fiducia dei consumatori e regole commerciali possono ancora cambiare gli equilibri - ma la direzione è chiara e la Cina vuole ridisegnare regole, stili, tendenze del gioco.