Stellantis potrebbe presto perdere un altro pezzo della propria identità industriale. C'è il condizionale, d'obbligo, perché al momento sono solo arrivate conferme di una trattativa ben avviata per una singolare partnership tra Maserati e due colossi cinesi: Huawei, gigante di Shenzhen famoso per i suoi cellulari ma da qualche anno attivo anche sul fronte dell'automotive, e Jac Motors, acronimo di Jianghuai Automobile Company, la casa automobilistica statale cinese con sede a Hefei, nella provincia dell'Anhui. In sostanza, dopo aver aperto le porte europee ai costruttori cinesi con Leapmotor e aver rafforzato l'asse con Dongfeng, altro player d'oltre Muraglia, Stellantis continua a guardare a Pechino, questa volta per provare a rilanciare uno dei suoi marchi più prestigiosi. Allo studio, dicevamo, c'è una ipotetica collaborazione industriale a tre tra Maserati, Huawei e Jac. L'obiettivo di questa fantomatica triplice alleanza? La costruzione di nuove automobili elettriche con tecnologie cinesi.
Il possibile accordo di Maserati si inserisce in una strategia che in realtà Stellantis sta portando avanti su più fronti. A maggio il gruppo ha rafforzato la collaborazione con Dongfeng, con un piano per produrre in Cina nuovi modelli elettrificati Peugeot e Jeep a partire dal 2027, destinati anche all'esportazione. L'investimento complessivo previsto supera gli 8 miliardi di yuan, circa un miliardo di euro, di cui Stellantis dovrebbe mettere circa 130 milioni. Pochi giorni dopo le due aziende hanno annunciato l'intenzione di creare una joint venture europea per distribuire le auto premium Voyah e valutare la produzione di modelli Dongfeng nello stabilimento francese di Rennes. C'è poi il dossier Leapmotor, di cui Stellantis detiene circa il 20%, con una società comune per portare le vetture cinesi sui mercati internazionali. Il filo conduttore è chiaro: sfruttare tecnologie, capacità produttive e velocità di sviluppo dei partner cinesi per ridurre i costi e accelerare il lancio di nuovi modelli. Nel caso Maserati, dicono voci non ancora confermate, Huawei potrebbe fornire sistemi digitali e tecnologie per la mobilità intelligente, mentre Jac contribuirebbe allo sviluppo e alla produzione. Dalla Cina si parla già addirittura di due progetti elettrici in cantiere: una grande Gt e un Suv.
Cos'altro sappiamo? Che tra le ipotesi in circolazione troviamo una possibile doppia identità commerciale, con vetture vendute in Cina con il marchio Maextro di Jac e sui mercati internazionali con quello Maserati. Sono dettagli ancora da confermare, così come l'eventuale coinvolgimento degli stabilimenti italiani nella produzione finale. Pare invece che a spingere Stellantis verso un'intesa con i cinesi sino soprattutto i numeri di Maserati. Nel 2025 il marchio ha consegnato meno di 8.000 vetture in tutto il mondo e ha registrato una perdita operativa rettificata di 198 milioni di euro. Sviluppare da sola una nuova generazione di auto elettriche e sistemi digitali richiederebbe investimenti ingenti, mentre l'appoggio di partner cinesi potrebbe ridurre tempi e costi. Il rischio, però, è che il rilancio finisca per dipendere da tecnologie e competenze sviluppate altrove, lasciando all'Italia soprattutto il design e il marchio. L'amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, ha per ora escluso la vendita di Maserati spiegando le collaborazioni industriali come uno strumento per sostenere il brand e aumentare l'attività negli stabilimenti. La strategia definitiva di Maserati è attesa a dicembre.