"Voglio mandare un messaggio fondamentale agli insegnanti del futuro". Così il Prof più seguito e amato sui social Vincenzo Schettini de 'La Fisica che Ci Piace', 3.5 milioni di seguaci soltanto su Instagram, principia un delirio anticostituzionale sganciato chez Gianluca Gazzoli al 'BSMT', il podcast numero uno in Italia per views. L'intervista (se così dobbiamo proprio chiamarla, ndr) è di tre settimane fa, ma una clip tratta proprio da lì è diventata virale su X da diverse ore. Conosciuto e apprezzato, in particolare dalla Sinistra (se così dobbiamo proprio chiamarla 2, ndr), per i reel in cui divulga nozioni scientifiche in modo 'semplice', solare, coloratissimo e sempre tempestato di cuoricini pucciosi, Schettini, considerato per acclamazione di se stesso e dei più unico e sovrano guru dell'insegnamento nazionale, riesce a dire, parlando di scuola, che la scuola, appunto, 'cambierà'. Che uscirà 'dalle quattro mura delle aule per spostarsi anche online'. Gli si deve essere inceppata la sfera di cristallo perché ciò avviene già dalla pandemia, se non da addirittura prima. Ma qual è la sua conclusione, la previsione che auspica per questo 'futuro' dell'istruzione: lezioni online a pagamento messe a disposizione da insegnanti che offrono i loro 'contenuti'. La cultura è un prodotto, specie quando è un 'buona'. E allora perché non dovrebbe essere in vendita come nei supermercati?". La Sinistra riparta... no, aspettate: la Sinistra rifugga da questo qui! E pure chiunque conservi ancora un briciolo di buonsenso in capo. La speranza è che Schettini non fosse consapevole di cosa stesse dicendo, il timore è, invece, che lo sapesse benissimo. In ogni caso, manco la stessa Daniela Santanché si sarebbe mai sognata d'azzardare tanto. Di certo, non in presenza di testimoni.
Il 'futuro' della scuola italiana, prospettato da Schettini come uno scenario buono e giusto, di fatto darebbe la possibilità di accedere all'istruzione (diritto garantito dall'articolo 33 della nostra Costituzione) soltanto a chi potrà permettersi di pagare per studiare. Immaginate vostro figlio o nipote che a un certo punto si ritroverà bocciato perché non avete trovato i soldi per (tutte) le lezioni di Fisica online su Sciences Plus, in abbonamento Premium. Grazie al cielo non è così che funziona e non è nemmeno come 'dovrebbe' funzionare. L'istruzione, appunto, è un diritto non un 'prodotto in vendita al supermercato'. E non importa il contesto in cui una raggelante boiata del genere venga pronunciata: alcuni, forse pochissimi punti cardine della nostra società non si possono mettere in dubbio. Perché farlo aprirebbe tante piccole vie che porterebbero, inevitabilmente, al privilegio come unico strumento di conoscenza. E quindi di potere.
Gli insegnanti oggi (e forse da circa sempre) sono sottopagati e precari? Purtroppo, sì. Come tantissime altre categorie di lavoratori, ahinoi. La soluzione, per esempio se non soprattutto nel caso della scuola, non può però arrivare 'dal basso', nella solita guerra tra poveri in cui qui vengono fatte scendere in campo due parti, professori e famiglie degli studenti. E 'vince' chi riesce a diventare un po' più ricco, ai danni dell'altro. Facendo soccombere l'altro. Mentre lo Stato è troppo indiffarato a occuparsi del comico Andrea Pucci che non presenzierà al Festival di Sanremo. Ci indigniamo ogni giorno sui social, per qualunque cosa, dalla cantante che preferiamo se qualcuno osa criticarla online, agli ingredienti per la carbonara. Ingaggiamo crociate per questioni 'politiche' che di 'politico' non hanno un belino perché, qualsiasi potrà esserne l'esito finale, nel concreto della nostra quotidinianità non cambierà assolutamente nulla. Ci indigniamo, insomma, per retorica. Retorica a cui nemmeno abbiamo pensato noi, ma è trend e allora tocca discuterne per non perdere la santa fetta di engagement che ci spetta. Ancora una volta, per non perderci il nulla. Ci indigniamo perché qualcuno di potente, non importa dentro quale ambito, ci posta di farlo. Imboccandoci pure il motivo. E noi eseguiamo, tante piccole Alexa di chi detta l'agenda, dai politici agli influencer passando da Fabrizio Corona, non cambia nulla, sono tutti la stessa cosa. Quella che vi ho appena descritto.
Ora, il guru dell'insegnamento Vincenzo Schettini è un personaggio, nel percepito, stimatissimo dal pubblico come dalla Sinistra perché entrambi vedono in lui la plastica rappresentazione di tutto ciò che è buono e giusto: il suo coming out virale e commovente nonché d'ispirazione (postato poco prima di far uscire un libro autobiografico sul tema, ndr), un approccio gentile e 'petaloso' alla scienza, un impegno divulgativo utile che forse può riuscire ad avvicinare davvero i più giovani, gli studenti che lui tanto ama, a materie da sempre ostiche e 'noiose'. L'opera può pure essere meritoria in sé, ma 'come' la si porta avanti non può che essere un tema. E non può che essere un tema perché di questo personaggio 'petaloso' si fida tantissima gente. Un messaggio così, dunque, una roba che suona tipo 'mettiamo in vendita l'istruzione per chi ha i soldi e tutti gli altri amen', non se lo può permettere, stavolta lui, per il drago della comunicazione che dovrebbe essere (ha fatto fortuna diventando milionario sui social così, non certo per il posto da Prof di Fisica in un Liceo) e per il ruolo che tiene tanto, appunto, a rappresentare. Ripeterà lo stesso concetto sul palco del prossimo Concertone del Primo Maggio? Osiamo dubitarne, a spanne. E se non ci indigniamo per questo, ossia perché un personaggio (che abbiamo reso) influente tramite i nostri cuoricioni social scilindra una destrata di tale portata, accarezzando di fatto il sogno che la scuola non possa più essere un diritto costituzionale per tutti, allora significa che tutta quella indignazione l'abbiamo sì, insieme a una mira di merda.
Ora posso dirvi anche cosa succederà: Schettini sta vedendo il malcontento galoppare su X, ne sono piuttosto certa, fa parte del suo lavoro (non didattico, ma di quello principale, l'influncer). Aspetterà che la polemica si sgonfi da sola, senza intervenire. Se non accadrà, se proseguirà, non potrà più fare a meno di ignorarla. E si produrrà in una o più storie Instagram dai toni pacati e amorevoli (è già successo in risposta a diverse possibili rogne d'immagine, ndr) in cui sosterrà che 'amici, ci sono persone a cui io non piaccio, come è normale e giustissimo che sia. Soprattutto in questo Paese, l'Italia, che, lo sappiamo, è purtroppo ancora tanto omofobo. Non lo dico per me, a me certi commenti nemmeno feriscono, io oggi ne parlo perché il mio pensiero va sempre ai ragazzi, a quelli che, come sappiamo, non riescono a gestire l'ondata d'odio che spesso vediamo galoppare incontrollata sui social'. Chiuderà con un incoraggiamento random verso 'tutti quelli che stanno soffrendo, magari in silenzio' augurandogli di non mollare'. Perché lui è un buono, questo il suo personaggio, non si arrabbia nemmeno, ha sempre il cuore proteso verso gli altri, verso di noi, specie se in svantaggio. E così diverse testate parleranno di nuovi, orrendi attacchi omofobi nei confronti di Vincenzo Schettini. Quando e se leggerete mai questi titoli, vi prego di ricordare che nessuno reagendo al suo delirio sulla scuola a pagamento lo abbia etichettato con epiteti riguardanti il suo orientamento sessuale. Nessuno.
Invece, moltissimi si sono indignati, hanno espresso delusione perché 'da Schettini non me l'aspettavo proprio!', oppure hanno scritto che dopo aver sentito queste sue parole, gli fosse scaduto e quindi avrebbero tolto il follow. Tutto all'interno dei confini della libera scelta e della civiltà. Parecchio sostegno, invece, lo ha ricevuto da utenti che si dichiarano di destra, sempre che voglia ancora oggi dire qualcosa, al grido di "sì, privatizziamo tutto e via, finalmente!". Dubito Schettini possa ritenerlo un buon feedback, per una questione di posizionamento. Vincenzo Schettini, lo stesso personaggio che risponde all'unica recensione critica verso il suo programma tv su Rai 2 di un paio di anni fa tramite la sempre simpatica e gentile arma della gogna social contro chi quel pezzo lo aveva scritto e firmato, rimanendo in piedi oltre le due di notte (andava in seconda serata, ndr), per seguirlo e scriverne, quindi per lavorare. Tutta la storia qui, nel caso ve la foste persa.
Quando una persona, una qualunque persona, si vede accentrare nelle proprie mani (sempre più) potere, succede anche questo: diventa una contraddizione ambulante. Si produce in accorati appelli contro l'odio online, salvo poi scatenarlo contro chi non lo venera pubblicamente (non sto certo parlando di 'hater' qui, ma di gente che, appunto, lavora. E magari non concorda sempre con lui). Divulga ai più giovani la Fisica che gli piace, diventa una sorta di istituzione del settore. Però non lo è. È un signore con simpatico ciuffo in testa, seguito da milionate di persone che pendono dalle sue labbra prendendo per buona la qualunque 'perché la dice lui'. E che in questo speficico caso ha parlato, come fosse da cosa niente, del futuro della scuola, in un discorso fatto di tempi verbali al futuro indicativo, manco l'ombra di un condizionale, che lui vede spostarsi sempre più online (ok possibile, ndr), mentre prospetta insegnati che propongono 'contenuti', come su TikTok o OnlyFans a pagamento: "La cultura è un prodotto e allora, specie quando è 'buona', perché non dovrebbe essere messa in vendita come nei supermercati?".
I supermercati dell'istruzione, in arrivo prossimamente, solo per chi se li potrà permettere. Quale bisogno ci sarà mai dei diritti quando bastano i soldi? Vincenzo Schettini Ministro dell'Istruzione subito (ma, per cortesia, solo entro i sicuri confini del 'GialappaShow'). Grazie.