Da quando Andrea Pucci ha annunciato il ritiro dal ruolo di co-conduttore al Festival di Sanremo, la destra non ha esitato a mostrargli supporto. Si sono scomodati persino il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e quello del Senato Ignazio La Russa; testate come Libero, Il Secolo d'Italia, Il Giornale e La Verità non hanno esitato a parlare di censura, deriva illiberale. Giorgia Meloni in particolare, ha scritto un messaggio in difesa della satira: “È inaccettabile che la pressione ideologica arrivi al punto da spingere qualcuno a rinunciare a salire su un palco. Ma anche questo racconta il doppiopesismo della sinistra, che considera ‘sacra’ la satira (insulti compresi) quando è rivolta verso i propri avversari, ma invoca la censura contro coloro che dicono cose che la sinistra stessa non condivide. La deriva illiberale della sinistra in Italia sta diventando spaventosa”.
Giorgia Meloni è la stessa Presidente del Consiglio che, lo scorso marzo, aveva querelato per diffamazione il comico Daniele Fabbri chiedendogli 20mila euro. Il motivo? Un episodio del suo podcast Contiene Parolacce, in cui Fabbri commentava la vicenda di un professore universitario che aveva insultato la Meloni con offese sessiste e da cui Fabbri prendeva le distanze; ironicamente, suggeriva infatti di sfogare il dissenso con parole che non fossero offensive, usando termini infantili come "puzzona" o "caccolosa". E tanto è bastato.
Chi meglio di Daniele Fabbri allora, per capire meglio cosa è successo?
Andrea Pucci a Sanremo: secondo te era giusto o no che fosse stato scelto come co-conduttore?
Più che "giusto", direi "doveva succedere prima o poi": è un comico di destra, ovvio che venga invitato nella principale kermesse di TeleMeloni. Come era ovvio che molta gente protestasse, e giustamente: Pucci molte volte è stato proprio spiacevole, io difendo sempre (o quasi) quello che fanno i comici sul palco anche quando non condivido, ma le storie di Instagram non sono un palcoscenico! E anche sul palco non è che va sempre tutto bene (vedi la famosa battutaccia su Zorzi...).
Comunque, il canone Rai lo paghiamo tutti, è giusto che ci siano le proteste se qualcuno è in disaccordo, è proprio il senso della democrazia.
Alla fine si è ritirato: possiamo parlare di censura?
Ma proprio no! Non è stato cacciato via da qualche dirigente né ha subìto pressioni da qualche politico, anzi è stato Pucci stesso a rinunciare a causa degli insulti ricevuti. Cosa che mi lascia molto perplesso perché se sei un comico, specie del suo calibro, gli insulti li devi saper gestire. Forse ha preferito stare tranquillo, dato che l'anno scorso ha avuto un malore ed è stato operato alle coronarie: già Sanremo è una rogna normalmente, e vista la piega che stava prendendo già dall'annuncio, magari ha voluto pensare prima alla salute, lo capirei e in caso avrebbe fatto benissimo!
Resta il fatto che non è censura, i cittadini non hanno il potere di censurare nessuno, far passare le proteste per censura è tipico di chi non tollera il dissenso.
Giorgia Meloni lo ha difeso, però con te la pensava diversamente riguardo la satira: che è successo?
Non te lo posso dire quello che penso, che di querela me ne basta una. Il Presidente Meloni ha un'idea della satira tutta sua, ma in generale non è che gli interessi molto, la usa solo come argomento quando gli serve. Dice che "la deriva illiberale della sinistra sta diventando spaventosa"... mah... forse è preoccupata che la destra perda uno dei suoi tratti distintivi.
I colleghi ti hanno supportato?
Ho ricevuto supporto da colleghi che non mi sarei aspettato e li ringrazio, mentre sono stato ignorato da altri che quasi davo per scontato prendessero le mie difese, se non altro perché anche loro fanno satira ed eventuali risvolti negativi contro di me ricadrebbero anche su di loro.
Ma lo sappiamo che il problema della satira in Italia, spesso, è proprio lo scarso coraggio. Certo, la facilità con cui certi politici ti querelano e ti costringono a spendere soldi in avvocati non aiuta eh, però proprio dove la politica è prepotente serve che la satira sia coraggiosa.