Un giubbotto antiproiettile sul palco del Super Bowl, è la nuova teoria cospirativa sartoriale che circola sui social riguardo l'outfit indossato da Bad Bunny durante l'halftime show. Ma la questione non è nata questa domenica. Già ai Grammy Awards il cantante portoricano era apparso con un abito dalla vestibilità abbondante e sembrava avere movimenti limitati nel momento del ritiro del premio per il suo album "Debì tirar màs fotos". Il motivo? Secondo il web la star latina si sarebbe presentata alla Crypto.com Arena di Los Angeles con un giubbotto in kevlar. Le sue dichiarazioni e l'annuncio della sua presenza al Super Bowl, tempio dello sport americano, avrebbero suscitato forti reazioni negli ambienti Maga, secondo qualcuno addirittura minacce di morte, tanto da spingere l'artista a tutelarsi con un giubbotto antiproiettile sotto lo smoking. Insomma più che Bad Bunny sembrerebbe l'agente 007 in missione. Peccato che fosse tutto una bufala. La teoria è stata smontata poco dopo da Vanity Fair, che ha spiegato che il fit sarebbe dovuto a una scelta dello stilista, Schiaparelli, e a un corsetto indossato sotto la camicia, confuso proprio per la misura di sicurezza dai complottisti del web. Proprio il corsetto poi ne avrebbe limitato i movimenti.
Ma proprio ai Grammy Bad Bunny si è scagliato contro Trump, l'Ice e i suoi metodi brutali contro i latini e gli immigrati: “Fuori l'Ice! Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni. Siamo esseri umani e siamo americani” ha detto dal palco, facendo infuriare ancora di più i conservatori. E allora ecco che torna il presunto giubbotto antiproiettile. Bad Bunny ha cantato all'halftime show del Super Bowl, celebrando le sue origini e l'intera America. Quindici minuti di show in cui il campo da gioco si è trasformato in Vega Baja, il paese di origine di Bad Bunny, e l'artista ha messo in mostra il meglio della sua musica. Lo ha fatto con un outfit targato Zara: prima una camicia con cravatta, sopra una t-shirt che richiama le maglie da gioco del football americano con il suo cognome “Ocasio” sul retro e il numero 64, poi un ampio abito con giacca a doppiopetto. Tutto totalmente bianco. Ancora una volta vestibilità larghe, “padded” che hanno lasciato spazio ai complottisti. Servono a coprire le protezioni balistiche? Ha paura che Trump lo spari? Non lo sappiamo, certo che farlo in uno degli eventi più grandi e controllati del mondo non sarebbe facile. Fatto sta che per ora non ci sono fonti che confermino in alcun modo l'ipotesi dell'armatura in kevlar, e la vestibilità degli abiti è dettata probabilmente da una scelta di styling. Anche questa volta gli investigatori di TikTok potrebbero aver fatto un buco nell'acqua.