Be’ la classe non è acqua e signori si nasce. Quante volte lo abbiamo sentito e verificato? Così come quante volte abbiamo sentito parlare di rispetto per le istituzioni e del ruolo inclusivo che pro tempore si ricopre? Qualche giorno fa il presidente del consiglio nel bel mezzo della crisi globale, ma pure in piena campagna elettorale, è venuta a godersi un po’ di buon vino, orgoglio italiano, per non pensare alle roboanti dichiarazioni di Trump sul Papa e su di lei. Cosicché la premier si è fatta il solito bel giro alla Fiera con grigio diluvio diplomatico di ministri, parlamentari, presidenti e sindaci locali al seguito. Un bagno di folla, soliti selfie pericolosi che evidentemente però la tranquillizzano circa il suo presunto consenso. Ma ecco, il punto è un altro, la presidenza inizialmente aveva comunicato che non avrebbe incontrato le Associazioni (CIA, Confcooperative, Confagricoltura, Coldiretti ecc) per concentrarsi sulle imprese.
Così, dopo la visita ad alcune aziende scelte con cura dal ministro e cognato, ha pranzato presso lo spazio del Piemonte, invitata dal presidente Alberto Cirio. Al tavolo, assessori, ministro Lollobrigida e solito codazzo di parlamentari, portaborse e amichettismo vario. A metà pranzo, senza alcun invito degli organizzatori, rimasti basiti, si è palesato il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, candidato, Salvini e Berlusconi permettendo, a guidare la Lombardia. Come è noto Prandini, e la sua potentissima organizzazione di contadini, è stato un grande sostenitore del referendum sulla giustizia appena perduto da Giorgia Meloni e dal suo governo. Non è che porta male visto che non è la prima volta che Coldiretti sostiene referendum perdenti?
Pietrificati gli organizzatori della colazione, qualche astante si aspettava un beau geste da parte delle personalità di governo presenti che si sarebbero dovuti adoperare per evitare questo ennesimo incidente del governo dovuto se non a delle scelte evidentemente di parte certamente alla inadeguatezza della squadra che la circonda. “Lasciate qui Prandini, ormai si è intrufolato. Però chiamate subito gli altri presidenti delle Confederazioni agricole qui presenti per un bel caffè tutti insieme”. Questo alcuni dei presenti avrebbero voluto sentire. Questo avrebbero fatto le persone rispettose delle istituzioni e consapevoli del ruolo che ricoprono. Ma che ci dobbiamo fare, troppo complicato chiamare tutti quanti, troppo tardi, ci sono problemi più gravi da risolvere. Il mondo sta per esplodere, non si saranno certo offesi per un caffè?