Ma quindi è davvero tornato il nucleare in Italia? L'approvazione in Senato del DDL Pichetto sul nucleare ha scatenato le più disparate reazioni, fra chi lo ha accolto come una svolta epocale e chi come l'avvento dell'apocalisse. L'obiettivo è chiaro: ridare all'Italia una normativa sul nucleare. Ma questo è solo una legge delega, il Parlamento attribuisce cioè al governo la facoltà di legiferare su una materia attraverso uno o più decreti legislativi, e questi vanno adottati entro dodici mesi dall'entrata in vigore. Quindi no, il nucleare non è “tornato” nel senso che domani parte un cantiere, ma è un segnale, qualcosa, complice la crisi energetica, si muove. Per fare un po' di chiarezza ne abbiamo parlato con Luca Romano alias “L'Avvocato dell'Atomo”, divulgatore fra i più attivi sui social sul tema del nucleare.
Che ne pensi del DDL?
È ben scritto, migliorabile ma abbastanza ben scritto. Il punto è che questo DDL non riporta il nucleare in Italia, ma crea le condizioni legislative per farlo. È un disegno di legge delega, quindi dovranno seguire una serie di decreti attuativi, che disciplineranno vari aspetti del nucleare: per esempio i criteri per la definizione dei siti, i criteri ambientali che i nuovi impianti dovranno soddisfare, e così via. Una volta approvati i decreti attuativi, l'Italia avrà un framework legislativo completo per tornare a costruire centrali nucleari. Questo non implica la necessità di farlo: quei decreti attuativi possono restare virtualmente lettera morta.
Cosa intendi?
Siccome il disegno di legge è stato presentato con tempistiche molto lasche, cioè a fine del quarto anno di legislatura, ritengo improbabile che la decisione di iniziare effettivamente un programma nucleare, quindi scegliere i siti e fare gli appalti per le forniture, venga presa da questo governo.
Quindi cosa potrebbe succedere con un governo di colore diverso?
Un governo di colore diverso può fare una di due cose. Lo lascia lì, decide che il nucleare non lo vogliamo, abbiamo la legge ma non la applichiamo, e quindi resta lettera morta. Poi magari tra cinque anni ci sarà di nuovo un governo favorevole, e allora la legge è sempre buona. L'alternativa è che un governo di centro-sinistra cancelli questa legge e di fatto renda il nucleare nuovamente illegale. Ad ogni modo, in questo momento è quasi una certezza matematica che non si avvierà nulla in questa legislatura, perché i tempi, anche solo per i decreti attuativi, sono tali per cui si andrà sicuramente alle elezioni dell'anno prossimo.
Invece, se si decidesse di continuare su questa strada, quali sarebbero le tempistiche per avere il primo reattore in funzione?
2034-2035 potrebbe essere l'opzione più realistica, ma dipende da una serie di tempi burocratici che non dipendono solo dalla politica. È un po' come il ponte di Messina: tu fai il tuo dovere, poi ti trovi la magistratura che ti blocca per due anni, e dopo la magistratura c'è qualche protesta. Il Tav da questo punto di vista è esemplificativo: sono 30 anni che cerchiamo di farlo e tra proteste e tribunali si blocca tutto ogni volta. Quindi secondo me le tempistiche possono variare molto a seconda di come viene fatta la campagna di informazione e di come vengono scritte le cose, a prova di magistratura e via dicendo.
Che ne pensi della scelta degli impianti? Se non erro il DDL esclude le grandi centrali nucleari?
No, non è giusto, per fortuna. Nel DDL sono effettivamente menzionati solo gli impianti di piccola taglia e quelli che vengono chiamati AMR, quelli di quarta generazione, ma gli altri non sono esplicitamente esclusi. Quindi tecnicamente no, per fortuna.
Una delle cose che riterrei migliorabili in questo disegno di legge è che i reattori di terza generazione sarebbero stati da includere in maniera esplicita come opzione primaria, visto che oggi quelli sono la tecnologia a mercato, quella su cui tutti i paesi o quasi stanno puntando. Però il fatto che non siano esclusi è comunque positivo: vuol dire che del margine c'è.
Che segnale è?
È sicuramente un segnale positivo. Penso che il governo avrebbe potuto essere più coraggioso e presentare questo disegno di legge prima del quarto anno di legislatura, per andare alle elezioni già con qualche contratto firmato, qualche appalto assegnato. Ciononostante è comunque positivo: se il governo si è mosso in questo modo, significa che i sondaggi dicono che la gente è sempre più favorevole, e quindi il governo cerca di sfruttare la cosa per conquistare i voti dei favorevoli. Quindi sì, è sicuramente un segnale positivo. Potrei essere più felice, ma sono ottimista.