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20 luglio 2026

Il Sindacato Autonomo di Polizia attacca Matteo Lepore dopo la morte di Abderrahim Fakir al Pilastro: "Il sit in voluto dal sindaco è contro la stessa polizia che dovrà garantire l'ordine pubblico" parla Tonino Guglielmi

  • di Gianmarco Serino Gianmarco Serino

20 luglio 2026

La morte di Abderrahim Fakir al Pilastro infiamma Bologna. Il sindaco Lepore chiama il suo popolo a manifestare in piazza, ma i sindacati di polizia attaccano. Per Tonino Guglielmi del Sap si tratta di una “Scelta improvvida. Ci saranno problemi seri di ordine pubblico”. Parole in continuità con quelle di Pasquale Palma, segretario del Siulp di Bologna. Tra il caso Roggero, accuse di razzismo e ordine pubblico, la tensione è alle stelle

Foto: Ansa

Il Sindacato Autonomo di Polizia attacca Matteo Lepore dopo la morte di Abderrahim Fakir al Pilastro: "Il sit in è contro la stessa polizia che dovrà garantire l'ordine pubblico" parla Tonino Guglielmi

Abderrahim Fakir, cittadino italiano di origine egiziana, 43 anni, è morto nella giornata di ieri nel quartiere Pilastro di Bologna sotto il peso di due agenti della polizia accorsi insieme ai paramedici su chiamata degli abitanti del condominio, preoccupati dalle urla del cittadino in escandescenza fermato e poi deceduto. Una dinamica ancora tutta da ricostruire, ma è impossibile negare la somiglianza plastica di questa vicenda con quella di George Floyd che sotto la prima presidenza Trump scatenò proteste pesantissime in tutto il paese. Oggi il sindaco di Bologna, Matteo Lepore (Pd) ha ben pensato di chiamare a raccolta i suoi cittadini in un corteo che sarà, inevitabilmente, contro la polizia. Una mossa di grande saggezza oppure un’improvvida secchiata di benzina su un fuoco pronto ad esplodere? La stessa polizia che ha fermato Abderrahim dovrà gestire l’ordine pubblico della manifestazione e la tensione è già alle stelle nemmeno 24 ore dopo il fatto che è in apertura su tutti i quotidiani nazionali. Ne abbiamo parlato con Tonino Guglielmi, segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia, che è stato molto critico nei confronti del proprio sindaco. “Una scelta improvvida” che certamente avrà delle conseguenze in un momento politico-sociale molto delicato per l’Italia intera. Sfortuna anzitutto ha baciato Giorgia Meloni, che da pochi giorni si era complimentata pubblicamente con le Forze dell'Ordine per il loro operato. È inoltre nel vivo l’affaire Roggero. Il ministro dei trasporti Matteo Salvini è in prima linea nel domandare la grazia al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del gioielliere piemontese che nel 2021 dopo esser stato derubato inseguì i ladri in fuga con una pistola per poi ucciderli. Non dovrebbero lamentarsi, dalle parti del governo, di quel che accadrà, dunque, con la manifestazione indetta da Lepore a Bologna. I problemi di ordine pubblico che ne sorgeranno saranno in parte sua responsabilità. Le parole di Tonino Guglielmi, trovano per altro sostanziale continuità con quanto espresso da Pasquale Palma, segretario genereale provinciale di Bologna del Sindacato Italiano Unitario dei Lavoratori della Polizia (Siulp), di cui si riporta il comunicato stampa in fondo all’intervista.

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Cosa ne pensa di questo tragico fatto di cronaca?

Noi su questo tema ne abbiamo fatte tante battaglie, battaglie democratiche. In prima persona mi sono battuto nella raccolta firme per l’introduzione delle bodycam indosso ai colleghi. Dopo tanti anni di storie finite male sulla cronaca, abbiamo ritenuto opportuno non fermarci ai numeri, ai dati alfanumerici, ma di premiare la realtà, quella vera. È una battaglia che va un po’ a rilento, però sta dando i suoi frutti. Se un poliziotto sbaglia, paga. Per il cittadino, invece, è un deterrente. Già solo l’attivazione della bodycam di fronte al fermato inibisce la resistenza al pubblico ufficiale. Ci sono dati statistici che lo provano. In questo caso, infatti, si verificherà dalla telecamera quello che è successo.

Dal punto di vista tecnico del fermo c’è qualcosa di anomalo, secondo lei?

Entrando nel merito è chiaro che col senno di poi è facile per tutti. Il dramma è il dramma. Qui una persona, nelle mani dello Stato, è venuta a mancare, punto. Su questo non si discute. Quindi il primo pensiero è per una persona, un essere umano, chiunque esso fosse, che nello Stato è deceduto. Questo è il primo aspetto che mi riguarda umanamente e personalmente. Dopodiché c'è tutto il resto. Col senno di poi sono tutti quanti molto bravi. Si potranno migliorare le tecniche? Sicuramente sì. Però io direi che oggi, in questo momento, è che qui non siamo allo stadio. Qui è morta una persona. Ci sono due ragazzi giovani coinvolti, poliziotti, ci sono i parenti, ci sono i testimoni, c’erano anche i sanitari. Io aspetterei prima di dare giudizi. C'è la magistratura, a cui crediamo, che rispettiamo. Dopodiché si faranno le dovute valutazioni.

Stasera ci sarà il corteo indetto dal sindaco di Bologna

Penso che chiamare a raccolta un quartiere come il Pilastro, che è già complicato di suo, che è già un quartiere per certi aspetti disagiato, con grandi difficoltà, dove c'è una contesa politica ormai da mesi, non sia saggio. La folla, poi, va gestita. Credo che questa uscita di Lepore, che conosco e rispetto come mio sindaco, sia stata improvvida. Bisogna attendere per dare un giudizio, perché purtroppo qui sono tutti quanti fenomeni da casa, ma poi operare sul campo è una cosa seria. E se hanno operato male, poi, lo diranno i giudici, i tecnici, non la folla di una città indignata con la polizia. È il momento di abbassare il livello della tensione, non di innalzarlo. La stampa già grida all’omicidio, agli assassini. Questo è il rituale. È giusto? Secondo me no. Non stiamo parlando di una polizia fascista o di altro. Parliamo di due giovani operatori che hanno cercato, in quel momento, di fare del loro meglio.

Il video però è abbastanza crudo. Si vede chiaramente che … muore sotto il peso dei due agenti…

Gli agenti non erano soli. C’erano anche i sanitari. Tutta la dinamica precedente all’arresto è da ricostruire. Però ecco, io le ripeto. Secondo lei è normale, da parte di un sindaco, chiamare a raccolta la popolazione della propria città? Davvero crediamo che la Polizia italiana sia così agguerrita, così aggressiva? Non è così. I poliziotti che vengono assunti lo fanno perché pensano di fare del bene. C’è chi ha sbagliato, e lo sappiamo. Abbiamo pagato e la cronaca giustamente lo ha raccontato. Ne abbiamo anche cacciati e condannati più volte. Faccio questo mestiere da 39 anni e negli ultimi tempi abbiamo avuto una casistica molto estesa di video da valutare. Quest’uomo, poi, la polizia non è andata a cercarlo, ma è stata chiamata più volte dai cittadini stessi. È giunta sul luogo con i sanitari. Vedremo poi i verbali dei testimoni. Quindi io sarei molto cauto. Sul curriculum dei ragazzi fare critica è troppo facile. Oggi la Polizia è giovanissima. C’è un ringiovanimento in atto che sta determinando un cambiamento epocale.

Tutto questo avviene in concomitanza a proposito del caso di Mario Roggero, che è un emblema di questo sentimento di sfiducia, da parte dei cittadini, nei confronti delle istituzioni

Questa è la politica e non mi faccio tirare per la giacchetta dalla politica. Però ecco, dopo le contestazioni a Salvini - che è stato due volte davanti al carcere di Bollate – oppure quelle contro Meloni; dopo che il ministro ha tentato di convincere il Presidente della Repubblica per dare la grazia a Roggero, poi non ci si deve lamentare se a Bologna un sindaco ha richiamato la cittadinanza a manifestare contro i poliziotti. Così non va bene. Perché così non sei un uomo delle istituzioni. Così non stai facendo il bene della città, a mio parere. Credo che sia stata una decisione improvvida.

Questa iniziativa da parte del sindaco gli si potrebbe anche ritorcere contro, a posteriori?

Sono scelte politiche che io definisco improvvide e che io non farei, non in questo momento. Guardiamo l'effetto Aldrovandi, sul tragico epilogo di Aldrovandi, guardiamo l'effetto Cucchi. Alla fine mi sembra che tutte le persone che hanno sbagliato abbiano pagato. Nella politica non voglio entrarci, perché questo Paese negli ultimi venticinque anni l’hanno sia centrodestra che centrosinistra. Quindi credo che le colpe siano un po' di tutti se le cose non cambiano, no? I tagli sulla sicurezza li hanno fatti tutti, compreso Berlusconi. Non a caso un mese fa ho manifestato quando è venuto il ministro e non sono neanche andato all'incontro col ministro alla Bolognina, perché trovo che con il commissariato così strutturato non serva a nulla. L'ho detto all'inizio, l'ho detto alla fine. I problemi si possono risolvere solo con una mappatura diversa della città, con dei commissariati dislocati in maniera diversa e soprattutto con più uomini. Stanno arrivando, ma non sono sufficienti. Dati alla mano, questo governo si è impegnato per aumentare il numero di agenti, ma per il momento non sono ancora sufficienti. L'investimento non è sufficiente.

https://www.youtube.com/watch?v=T6on1N3RSzk&t=20s

In molti parlano di razzismo interno alle forze dell'ordine. Da segretario del Sap lei come risponde a queste critiche?

I nuovi colleghi dal punto di vista religioso, dell’orientamento sessuale, culturali o del proprio paese di provenienza hanno un approccio diverso, un'umanità diversa, un altro approccio. La comunità di agenti ormai è metà uomini e metà donne. Le donne, a mio parere, hanno una sensibilità maggiore su questi temi, anche un interesse diverso, approfondiscono un po' di più alcuni temi e hanno forse anche una delicatezza in più che spesso aiuta noi all'interno. L’esercizio della nostra funzione, a volte, ti porta a essere anche un po' più freddo, un po' più distaccato dalla realtà, perché comunque non ti devi far prendere dalle emozioni e perché devi rappresentare lo Stato, mantenere ordine e disciplina. Ma questo non vuol dire essere rigidi oppure fascisti, né troppo rigorosi o discriminare per religione, provenienza o aspetto sessuale. Credo che oggi il cammino che stanno percorrendo i giovani sia un cammino veramente virtuoso e, dal punto di vista culturale, sano.

Comunicato Stampa del segretario generale provinciale del Siulp di Bologna, Pasquale Palma

Esprimiamo piena vicinanza ai colleghi coinvolti nell’intervento, nella consapevolezza che ogni operatore della Polizia di Stato svolge quotidianamente il proprio servizio in contesti caratterizzati da elevata tensione, imprevedibilità e dalla necessità di assumere decisioni in pochi istanti. Sono situazioni in cui è richiesto sangue freddo, professionalità, equilibrio e un costante senso di responsabilità nei confronti della collettività.

 

Al tempo stesso, desideriamo esprimere il nostro più sincero cordoglio e la nostra vicinanza ai familiari della persona deceduta. Di fronte alla perdita di una vita umana, il sentimento di dolore e rispetto deve accomunare tutti, nella consapevolezza che ogni tragedia merita attenzione, umanità e una rigorosa ricerca della verità.

 

Siamo fiduciosi che gli accertamenti in corso consentiranno di ricostruire i fatti nella loro completezza, attraverso un’analisi obiettiva di tutti gli elementi disponibili e non sulla base di immagini parziali, estratti video o ricostruzioni prive del necessario contesto operativo. In uno Stato di diritto il giudizio non può essere affidato all’emotività o ai social network, ma deve fondarsi esclusivamente sulle prove e sul rigoroso lavoro della magistratura e degli organi competenti.

 

Assistiamo con crescente preoccupazione al ripetersi di processi mediatici che rischiano di delegittimare il lavoro delle donne e degli uomini in divisa ancora prima che venga accertata la realtà dei fatti. Bastano pochi secondi di un video, spesso decontestualizzato, per alimentare polemiche e condanne preventive che finiscono per colpire non solo i singoli operatori, ma l’intera Istituzione.

 

È doveroso ricordare che chi indossa una divisa interviene per garantire la sicurezza dei cittadini, la tutela delle vittime, il rispetto della legge e dell’ordine pubblico, assumendosi responsabilità che pochi altri lavoratori sono chiamati a sostenere. Ogni intervento presenta variabili imprevedibili e richiede decisioni immediate che possono essere comprese solo analizzando l’intero sviluppo degli eventi.

 

Il SIULP ha sempre sostenuto che trasparenza, legalità e accertamento delle responsabilità rappresentano principi irrinunciabili. Proprio per questo chiediamo che ogni valutazione sia effettuata con equilibrio, imparzialità e nel pieno rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento. La presunzione di innocenza è un principio costituzionale che deve valere per tutti, compresi gli appartenenti alle Forze di polizia.

 

Difendere i colleghi non significa sottrarli ai controlli o invocare privilegi. Significa pretendere che siano giudicati con gli stessi criteri di imparzialità e di rispetto delle garanzie che la nostra Costituzione riconosce a ogni cittadino. Significa difendere la dignità di chi ogni giorno, spesso in silenzio e lontano dai riflettori, affronta rischi personali per assicurare sicurezza e legalità alle nostre comunità.

 

Rivolgo quindi un appello alla responsabilità di tutti: della politica, dell’informazione e dell’opinione pubblica. Evitiamo sentenze affrettate e ricostruzioni sommarie. Lasciamo che siano i fatti, le prove e il lavoro degli organi competenti a parlare, nel pieno rispetto della memoria della persona deceduta, del dolore dei suoi familiari e dei diritti dei colleghi coinvolti.

 

Alle colleghe e ai colleghi coinvolti va la nostra piena vicinanza, così come va il nostro sostegno a tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato che ogni giorno operano con sacrificio, professionalità e spirito di servizio al fianco dei cittadini. Alla famiglia della persona deceduta rinnoviamo le nostre più sentite condoglianze e la nostra vicinanza in questo momento di profondo dolore, con l’auspicio che l’accertamento dei fatti possa contribuire a fare piena luce su quanto accaduto.

 

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