Il tenente colonnello Fabio Filomeni, incursore in congedo del 9° Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”, è insignito della Croce di bronzo al merito dell’Esercito, conferitagli per il servizio prestato in Bosnia-Erzegovina tra il 1996 e il 1997. Ed è stato a lungo compagno d’armi di Roberto Vannacci, di cui fu anche istruttore negli incursori. Con il generale ha condiviso diversi teatri operativi, dalla Somalia alla Bosnia, dal Ruanda allo Yemen fino all’Iraq, dove nel 2018 Filomeni era responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi mentre Vannacci comandava il contingente italiano. Nel 2023 Filomeni fu tra i fondatori del comitato “Il Mondo al Contrario” e ne divenne presidente, ma nel febbraio 2025, quando il progetto era ormai sempre più integrato nell’orbita della Lega, non ne volle più sapere e abbandonò la nave. Non aspettò nemmeno che Vannacci diventasse vicesegretario del Carroccio - incarico arrivato soltanto il 15 maggio 2025 - perché per Filomeni il problema era uno soltanto. La deriva “neo-atlantista e filoisraeliana” di quel movimento politico. E soprattutto non gli era piaciuta affatto la stretta di mano di Matteo Salvini a Benjamin Netanyahu durante la visita in Israele. Lui che, autore del libro “Io come Chávez”, è da sempre un sostenitore della causa palestinese e non è certo un simpatizzante della Nato, che nei suoi scritti arriva a descrivere come un’organizzazione dalla quale l’Italia dovrebbe uscire. Oggi, però, Vannacci è fuori dalla Lega e guida Futuro Nazionale. Quella postura filo-israeliana che Filomeni contestava quando il generale gravitava nell’orbita di Salvini l’avrà abbandonata? Futuro Nazionale esiste oggi come soggetto politico autonomo guidato da Vannacci, che proprio in questi giorni ne sta presentando strutture e candidati sui territori. Forse è proprio questo il punto sul quale converrebbe fare polemica, suggerisce indirettamente Filomeni, più che sulle accuse di vicinanza politica alla Federazione Russa rivolte a Roberto Vannacci. Accuse e ricostruzioni giornalistiche che Filomeni respinge in quanto fin’ora risoltesi in null’altro che “bolle di sapone”.
Lei è stato a lungo a fianco del generale Vannacci anche in teatri operativi come, ad esempio, in Iraq a Fanpage l’ex diplomatico John Foreman ha rivelato che Vannacci avrebbe spinto per manovre congiunte con la Russia proprio nel 2021
Guardi io il generale Vannacci lo conosco dagli anni novanta. È una conoscenza di lunghissima data e le dico che in merito a questa osservazione dell'ex diplomatico inglese dissento particolarmente. Anzitutto perché la penso in sostanza come Vannacci. Già allora si poteva sicuramente evitare questo conflitto soltanto se il cosiddetto Occidente avesse in qualche modo ascoltato le grida di preoccupazione e di allarme che venivano dalla Russia in merito all’allargamento della Nato. Io credo che Vannacci, e come lui tanti altri, vengano tacciati di russofilia solo per essere delegittimati e perché in contrasto con la narrazione dominante. John Foreman, che se non sbaglio è inglese, ha tutto l’interesse - seguendo chiaramente una linea politica del suo governo -nel delegittimare le voci dissonanti rispetto alla loro narrazione.
Quindi sarebbero tutte critiche strumentali?
Assolutamente. Credo che siano anche prive di fondamento. Lo penso perché conosco Vannacci da tantissimi anni, so come ragiona e lo ammetto pur non riconoscendomi in parti del suo pensiero. Per questa ragione ho anche abbandonato la Presidenza del Mondo al Contrario. Bisogna essere onesti intellettualmente.
Quanto si legge a proposito della moglie di Vannacci e della sua vicinanza alla Russia come lo giudica?
Francamente il discorso per cui sua moglie Camelia sarebbe responsabile di tutto quello che fa mi sembra veramente ridicolo.
Anche il pezzo firmato da Lirio Abbate per ilGiornale sul “generale Fetecchia” si inserisce nello stesso filone?
Non credo, conoscendo Vannacci, che abbia commesso irregolarità volontariamente. Non è uno stupido e sa benissimo che si sarebbe scavato la fossa da solo così facendo. Le accuse che ora stanno venendo fuori mi sembrano po’ pretestuose. E alla fine i sondaggi, per quanto attendibili possano essere, danno ragione a lui. Le inchieste della Procura militare e civile, per ora, si sono tutte risolte in una bolla di sapone.
Lirio Abbate scrive che nella scuola di applicazione di Modena Vannacci veniva definito il “generale Fetecchia”. Lei che ne pensa?
Guardi, io e Vannacci abbiamo vissuto in posti veramente angusti, infestati da topi, serpenti e scorpioni e personalmente non ho avuto mai nulla da ridire verso i suoi comportamenti. C’è stata poi una divergenza politica perché, quando ho abbandonato il Mondo al Contrario, lui stava per entrare nella Lega e io non condividevo questa mossa strategica. Io sono sempre stato dalla parte del popolo palestinese, quindi contro il genocidio. Mi sono dimesso da presidente del Mac il giorno seguente alla visita di Salvini in Israele, quando ha stretto la mano a Netanyahu. Sapevo che Vannacci sarebbe entrato nella Lega.
Adesso che è Vannacci ad essere fuori dalla Lega, lei rientrerebbe in Futuro Nazionale? Oppure in Vannacci permane quella postura filoisraeliana di cui parlava prima riferendosi a Salvini?
Sarebbe interessante capirlo. Io intanto non mi sono certo fatto avanti per salire sul treno di Futuro Nazionale che definirei un vero e proprio Frecciarossa della politica.
Perché no?
Prima di salire su un Frecciarossa vorrei sapere qual è la direzione. Non salgo, se mi trovo alla Stazione Termini, non salgo su un Frecciarossa se non so prima se va a Bari o a Milano. Quindi questa è la mia posizione.
Vannacci su Israele pare non essersi espresso un granché
Facendo un bilancio mi pare si sia esposto in maniera critica nei confronti della Palestina, e più a favore di Israele.