In un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti, c’è chi continua a investire nella diplomazia e nelle relazioni di lungo periodo. È il caso del Vietnam, che guarda all’Italia come a un partner strategico in Europa. Hanoi ha rilanciato il dialogo politico ed economico con Roma inviando nel Belpaese una delegazione d'alto livello, nell'ambito di un viaggio destinato a lasciare il segno. A guidare la missione c’è il presidente dell’Assemblea nazionale vietnamita, Tran Thanh Man, che proprio nel momento in cui scriviamo questo articolo sta seguendo un’agenda densa di impegni compresi rilevanti incontri istituzionali e tappe simboliche anche sul piano multilaterale. Sono previsti, non a caso, meeting con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e con Papa Leone XIV. Non si tratta, dunque, di una semplice visita di cortesia: il Vietnam considera l’Italia un partner privilegiato nell’Unione europea e un interlocutore affidabile con cui rafforzare un partenariato già solido ma ancora ricco di margini di crescita. I numeri aiutano a capire meglio la situazione: nel 2025 gli scambi bilaterali tra le parti hanno toccato i 7,3 miliardi di dollari e continuano a crescere, sostenuti anche dall’accordo di libero scambio tra Ue e Vietnam. Ebbene, in questo scenario l’Italia si conferma tra i principali partner europei del Paese asiatico, mentre il Vietnam è ormai il primo interlocutore commerciale di Roma nel Sud-Est asiatico.
Dietro i dati economici c’è però un obiettivo più ampio, che punta a consolidare una cooperazione su più livelli. Il primo pilastro resta quello economico e industriale, con un’attenzione particolare agli investimenti, alla manifattura avanzata e alle filiere ad alto valore aggiunto. Il Vietnam si presenta infatti come una destinazione sempre più attrattiva per le imprese italiane, grazie a una crescita sostenuta, a una forza lavoro giovane e a politiche orientate all’apertura internazionale. Ma è soprattutto nei settori della transizione energetica, della sostenibilità e dell’innovazione che si intravedono le opportunità più rilevanti. Energie rinnovabili, gestione delle risorse idriche, sviluppo urbano sostenibile e tecnologie per l’efficienza energetica sono ambiti in cui le competenze italiane possono incontrare le esigenze di sviluppo vietnamite. In questo quadro si inseriscono anche gli impegni finanziari per sostenere la transizione verde del Paese asiatico, segnale concreto di una collaborazione che guarda al lungo periodo. Allo stesso tempo, la dimensione normativa e istituzionale gioca un ruolo cruciale: il rafforzamento dei rapporti tra parlamenti e la revisione dei quadri giuridici servono a creare condizioni più favorevoli per imprese e investitori, rendendo più stabile e prevedibile l’intero sistema di relazioni bilaterali.
Accanto all’economia, cresce anche il peso della cooperazione culturale e sociale, elemento spesso decisivo per consolidare i rapporti tra Paesi lontani geograficamente ma sempre più vicini negli interessi. Migliaia di cittadini vietnamiti vivono, studiano e lavorano oggi in Italia, contribuendo a creare un ponte umano che rafforza la conoscenza reciproca. Università, scambi accademici, insegnamento della lingua e iniziative culturali stanno progressivamente intensificando i legami tra le due società, mentre il turismo rappresenta un altro terreno di sviluppo condiviso. Non è un caso che siano stati avviati collegamenti diretti e progetti per valorizzare il patrimonio culturale di entrambi i Paesi. In parallelo, Roma e Hanoi collaborano anche nei contesti multilaterali, coordinando posizioni e iniziative su temi globali che vanno dalla sicurezza alla sostenibilità. La missione di Tran Thanh Man si inserisce dunque in una traiettoria già tracciata, ma con l’ambizione di alzare ulteriormente il livello del partenariato. In un mondo frammentato, la relazione tra Italia e Vietnam si presenta come un esempio di diplomazia pragmatica, capace di coniugare interessi economici, dialogo politico e scambi culturali in una visione condivisa di sviluppo e stabilità.