Un giallo all'Assemblea Regionale Siciliana. Un mistero irrisolto che coinvolge uno dei deputati più in vista del consesso legislativo della Regione. Ismaele La Vardera, giornalista ex Iena, oggi inviato del programma Lo Stato delle Cose di Massimo Giletti e da sempre in prima linea al contrasto alla mafia. Qualcuno si sarebbe introdotto nel suo ufficio, chiuso a chiave, all'interno del cortile Maqueda di Palazzo dei Normanni. Lo avrebbe scoperto grazie al ritrovamento di due filtri di sigaretta elettronica lasciati su una spilla di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Un ritrovamento inquietante. Un'intimidazione? La Vardera è sotto scorta da qualche settimana a causa del suo impegno nella battaglia per le concessioni balneari della spiaggia di Mondello. Aveva ricevuto anche delle pesanti minacce di morte sui suoi canali social, e qualcuno aveva pure lasciato la coroncina di un rosario all’interno della cassetta delle lettere dell’abitazione del deputato. Parliamo tuttavia dell'Assemblea Regionale Siciliana, un luogo altamente sorvegliato da agenti di sicurezza e telecamere a circuito chiuso. Un ingresso abusivo per avere accesso a documenti riservati? La porta dell'ufficio era chiusa a chiave, ma non ci sono segni di forzatura. “Le serrature non sono state mai cambiate», spiega a Repubblica un dipendente di lunga data del Palazzo. “Teoricamente, qualcuno potrebbe anche aver fatto delle copie, per le ragioni più diverse”. Sembra poi che all'appello non manchi nessun documento.
Resta l'inquietudine per l'ingresso abusivo nella stanza di un deputato già a rischio per le sue battaglie. La scientifica è al lavoro da ieri per cercare impronte e tracce genetiche, mentre la Digos ha già messo al vaglio le telecamere a circuito chiuso. “Avrei preferito non diffondere l’ennesima notizia che inevitabilmente infastidisce la mia serenità e quella dei miei cari — dice il deputato La Vardera — ma poi la notizia è uscita e non posso fare a meno di rassegnare il mio stato d’animo. Nella mia posizione vorrei tanto minimizzare, ma non posso – dice ancora l’esponente politico – Mi auguro si faccia chiarezza perché sarebbe inquietante sapere che non posso stare sereno nemmeno dentro al Parlamento, spero tanto di sbagliarmi. In ogni caso vado avanti. Ringrazio la Digos, la polizia scientifica e il dirigente del reparto scorte della questura per la loro attenta presenza”. La Vardera non si ferma nelle sue battaglie dunque, mentre rimane ora da far luce sull'inquietante scoperta. Un ritrovamento che potrebbe non significare nulla ma, in un clima segnato da minacce e tensioni, non può e non deve essere liquidato come una semplice coincidenza.