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13 giugno 2026

Inneggia alla Remigrazione, ma è nato in Ungheria. La parabola dell'influencer Eterno (pestato dai Maranza), dal cabaret alla Lega

  • di Gianmarco Serino Gianmarco Serino

13 giugno 2026

Da Cabarettista e cantautore mancato a volto social della remigrazione: Ferenc Venturelli, in arte Eterno, è passato dalle canzoni "basate sul suo stato d’animo" alla Remigrazione, ma è nato in Ungheria. Tutto a posto?

Foto: Instagram di Eterno

Inneggia alla Remigrazione, ma è nato in Ungheria. La parabola dell'influencer Eterno (pestato dai Maranza), dal cabaret alla Lega

“Sono questo altro e poesia”, ne siamo certi. Così cantava in un suo brano del 2022. Parliamo di “Eterno”, al secolo Ferenc Venturelli, leva 2006, nato in Ungheria, con un passato da cabarettista, notato da Giorgio Vanni durante il covid, però, oggi non canta più. L’indignazione contro l’immigrazione incontrollata paga più dell’arte, questa è cosa certa, almeno in termini di visibilità (lo provano i 37 ascoltatori mensili del suo profilo Spotify). Dei ragazzi africani qualche tempo fa lo hanno malmenato dopo essersi sentiti definire “scimmie” nel centro di Parma da parte del giovanissimo paladino della Remigrazione. La storia è finita pure sul Corriere della Sera. Nonostante tutta questa visibilità, Venturelli non scrive più canzoni “basate sul suo stato d’animo” – si legge su Rockit nella biografia scritta da sé stesso – oggi appunto grida alla “Re-mi-gra-zio-ne”. Ogni tanto se le prende e ha tutta la nostra solidarietà, anche se il suo pestaggio ricorda molto quelli subiti da Vittorio Brumotti. Ma “hey”, fa parte del gioco e in questi casi le botte, quando non sono letali, sono una medaglia. Peccato infangarla con gli insulti a Luca Signorelli, l’eroe che a Modena insieme ad altri italiani – tra cui due di origine egiziana – disarmò lo stragista Salim El Koudri.

Eterno su Instagram insulta Luca Signorelli
Dall'Instagram di mr. Eterno
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Più realista del re, dato che uno dei cavalli di battaglia della Lega e di Roberto Vannacci (comunque Eterno è leghista e non vannacciano, chissà ancora per quanto) sia la lotta per la Remigrazione e soprattutto per lo Ius Sanguinis, contro lo Ius Soli. Sono parole del Generale nel suo congresso romano di qualche tempo fa: “la cittadinanza non è uno strumento di integrazione, c’è chi addirittura sostiene il criterio cronologico: se vivi in Italia da 10 anni, puoi avere la cittadinanza; se hai fatto le scuole puoi avere la cittadinanza”. Cosa bisogna fare allora per diventare italiani? Anzi, pardon “italiani naturalizzati”. Be’, difficile a dirsi, a questo punto. Ora si è introdotto anche questo termine, certamente più analitico, ma anche più divisivo. Gli italiani, però, come disse un campione del giornalismo nostrano, Vittorio Feltri (non certo idolo della sinistra woke), “comprano i giornali perché vogliono una conferma alle loro idee, spesso sbagliate”. Siamo certi che Eterno farà una scelta di campo di fronte a questi radicalismi di pensiero. La Remigrazione, per come intesa da Matteo Salvini e Roberto Vannacci, si riferisce agli immigrati irregolari e non a chi stabilmente lavora, paga le tasse e ha diritto di soggiorno. I sostenitori di questo concetto di “remigrazione”, però, quali anche la pagina Welcome To Favelas, spesso, si sono riferiti anche agli immigrati di “seconda o terza generazione”, sostenendo che il problema fosse proprio derivante da loro. Persone pur stabilmente residenti in Italia con cittadinanza, lavoratori e paganti le sacrosante tasse. Proprio come il caro Ferenc Venturelli che appunto, è nato in Ungheria nel 2006. Ferenc è l’eponimo ungherese di Francesco. Sarebbe triste se questa idea di Remigrazione, una volta presa piede, si espandesse anche a quegli immigrati regolari come Ferenc. Ma no, follia! Direte voi.

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Nemmeno troppo, non è poi così sbagliato temere una simile degenerazione, d’altronde chi per primo in Europa ha parlato di Remigrazione lo ha fatto proprio in termini decisamente più radicali ed estesi di quanto non si creda oggi. Parliamo di Martin Sellner, esponente di spicco del Movimento Identitario Austriaco, tra i più influenti politici della Nuova Destra tedesca, il quale nell’incontro di Potsdam del 2024 parlò proprio di riduzione di benefici sociali, restrizioni al ricongiungimento familiare e politiche che rendano meno attrattiva la permanenza sì da favorire il ritorno volontario di quegli immigrati regolari considerati un “peso economico”, oppure considerati “non assimilati” per ragioni etnico-culturali. Ecco, insomma speriamo di non dover “Farci le guerre” in casa, riprendendo il titolo di uno dei più iconici brani di questa creatura mitologica, Eterno.

https://open.spotify.com/show/5T9xxCp5taZVjub6B8YF56

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