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3 luglio 2026

Invece della patrimoniale fate come Merz in Germania: sgravi fiscali per 10 miliardi, tagli alle pensioni e obiettivo crescita economica

  • di Michele Larosa Michele Larosa

3 luglio 2026

Mentre in Italia il dibattito politico resta ancorato all'ipotesi di una nuova patrimoniale, la Germania di Friedrich Merz sceglie una strada diversa: tagli fiscali per il ceto medio, aumento dell'età pensionabile, riforma del mercato del lavoro e stretta sugli abusi del welfare. Un pacchetto di misure in gran parte impopolari ma pensate per contrastare la stagnazione economica, finanziate non con nuove tasse sul patrimonio ma con un aumento delle aliquote sui redditi più alti. Un modello che l'Italia forse dovrebbe iniziare a guardare con attenzione

Foto di: Ansa

Invece della patrimoniale fate come Merz in Germania: sgravi fiscali per 10 miliardi, tagli alle pensioni e obiettivo crescita economica

Il nostro paese ha speso nel 2025 1152,9 miliardi di euro in spesa pubblica, più del 51% del PIL, un dato che la porta al quinto posto tra i paesi OCSE più "spendaccioni", dietro solo Finlandia, Francia, Austria e Belgio e 4,6 punti sopra la media eurozona. Allo stesso tempo l'Italia è stabilmente ai primi posti anche della classifica per la più alta pressione fiscale, nel 2024 solo dietro a Danimarca, Francia e Austria. Insomma, l'Italia prima spende e poi chiede soldi ai cittadini. Ma un altro problema è: come spende? Il nostro paese ha speso nel 2024 il 6,3% del PIL in sanità, il 3,9% in istruzione e appena lo 0,5% in ricerca e sviluppo, dati nettamente inferiori alla media OCSE. Questo a fronte del 21,1% del PIL in pensioni, ben al di sopra della media OCSE del 13,4%, e del 4,3% del PIL in edilizia e infrastrutture locali contro una media OCSE dello 0,8%, eredità del superbonus.

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Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, esponente del partito cristiano-democratico (CDU) Ansa

E mentre in Italia si discute ancora di come chiedere altri soldi ai contribuenti, vedi il dibattito sulla patrimoniale, in Germania Merz vara un piano per contrastare la stagnazione tagliando 10 miliardi di euro di tasse. In base alle nuove misure, una famiglia con due figli che guadagna 60.000 euro all'anno riceverà oltre 600 euro di sgravio fiscale annuo. Un taglio finanziato sì, come sottolinea Repubblica dalle "tasse ai ricchi", con l'introduzione di nuovi scaglioni più alti sui redditi altissimi: 45% sopra 250.000 €, 47% sopra 280.000 €. Redditi, bene sottolinearlo, non patrimoni. Un compromesso fra le due anime della coalizione, i socialisti di SPD che vogliono che le persone più ricche in Germania contribuiscano di più, mentre i cristiano-democratici di CDU/CSU che avevano escluso in linea di principio aumenti delle imposte, ma che si accontentano degli sgravi al ceto medio. La SPD voleva spingersi oltre, proponendo un'aliquota massima più alta e un aumento della tassa di successione, ma CDU/CSU si è opposta per principio a nuovi aumenti fiscali.

Misure accompagnate anche da un netto colpo di forbice agli sprechi e agli abusi del welfare. Con l'innalzamento dell'età pensionabile che passerà nell'arco di 15 anni da 67 a 67,5 anni, con l'obiettivo di un innalzamento graduale fino a 70 anni. Una maggiore flessibilità economica sul mercato del lavoro, ampliando la possibilità di ricorrere a contratti di lavoro a tempo determinato e consentire orari di apertura più lunghi la domenica. Stop anche al certificato di malattia telefonico: dal primo giorno di assenza tornerà necessaria una visita medica, contro gli abusi che negli ultimi anni sono costati caro ad aziende e sistema sanitario. Sarà poi vietata la nazionalizzazione delle società immobiliari, riducendo in questo modo l'incertezza per gli investitori.

“Ci impegniamo a rafforzare la concorrenza, ad aumentare la flessibilità delle nostre imprese, a ridurre la burocrazia, a preservare il nostro sistema di welfare e ad alleggerire l'onere che grava sui lavoratori e sulle imprese, questo mentre abbassiamo le tasse e semplifichiamo le procedure amministrative” ha detto il cancelliere tedesco. La Germania non ha trovato una scorciatoia: ha trovato un compromesso, faticoso e costoso. E forse dovremmo prendere esempio, misure per molti versi impopolari, ma lungimiranti: età pensionabile più alta, meno abusi sul welfare, mercato del lavoro più flessibile. Soprattutto la convinzione che il benessere passi da una cosa: la crescita economica. Intanto, in Italia, pensiamo ancora a chi presentare il conto.

https://www.youtube.com/watch?v=qyCAv_YrKCQ&t=1400s

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Foto di:

Ansa

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