Vi dicono votate sì, vi dicono votate no. Ma ragazzi, fatevi un regalo. Pigliatevi un BONSAI. Lasciate perdere questa grigia riforma della magistratura, questi grigi ministri pelati con le loro rughe in fronte e la faccia sempre arrabbiata. Lasciate perdere tutti questi personaggi che cercano di tirarvi per la giacchetta verso una decisione. Tanto non cambierà nulla, che il referendum passi oppure no, sarà la stessa cosa. Dunque, dite loro di lasciarvi in pace e fatevi un piccolo regalo. Pigliatevi un BONSAI. Vedrete che tutta quella tensione che avete in corpo, quella rabbia, quella durezza, spariranno. Il cinismo, l’ansia, il fastidio, le nevrosi da burocrazia, le nevrosi da democrazia si scioglieranno come un nodo che non è fatto per reggere a lungo. Tutte quelle parole che avete udito piene di certezza, di arroganza, di disperazione, passeranno sullo sfondo e non conteranno più nulla. Tutti quei nodi che tendono inutilmente ogni vostra fibra muscolare portata allo stremo come i neuroni, si scioglieranno magicamente in un’emozione commovente. Regalatevi un bonsai e riscoprirete la bellezza che si cela nelle piccole cose.
Non c’è niente di meglio che prendersi cura di un piccolo e tenero albero che rimane bambino per sempre e pensare a nient’altro. Ieri sono stato alla conferenza stampa di un cantante di cui non posso rivelare il nome, e mi è stato regalato un BONSAI. “È un regalo meraviglioso” ho pensato. Che bel regalo, che bel pensiero. “Grazie” ho detto, ma volevo piangere. Niente a che vedere con quegli opuscoli dei comitati per il sì, per il no, che ci vengono offerti nervosamente per le strade della città da personaggi dall’animo teso, dallo spirito sfibrato dalle continue miserie che la vita di un arrivista riserva a chi non ce la fa. Lasciate perdere la delusione, lasciate che il mondo vada a rotoli per conto suo. Lasciate che i giornali svolazzino sotto le scarpe di quella gente che va di fretta, che non prova più sentimenti. Voi non ne potete niente, non ne possiamo nulla. Se le cose vanno per il verso sbagliato non è colpa nostra, non è colpa di nessuno. Quei tipi pieni di entusiasmo per il dovere civico, per la partecipazione, con le loro camicie, le loro cravatte, i loro completi su misura con le iniziali in bella vista, convinti che la loro opinione possa cambiare le cose, non cambieranno mai idea, sono grossi e duri come alberi e allora lo vedi che quando devi convincerli sono proprio di legno.
Anche se qualche accigliato influencer con i baffetti vi dirà che bisogna votare di qua, bisogna votare di là, che bisogna indignarsi, che non è possibile che le cose vadano così, lasciatelo parlare. Lasciate che il mondo vada a puttane per conto suo e occupatevi del vostro piccolo BONSAI, lui ha davvero bisogno di voi, ne ha un disperato bisogno, ma non strilla, non si agita, rimane lì, piccolo come un bambino, innocente, pieno d’ingenuità, ma anche così saggio, così antico. Basta bagnarlo una volta a settimana. Tenetelo vicino a una fonte di luce, ma non diretta, se no potrebbe soffrirne. I BONSAI non portano gli occhiali da sole. Potete tenerlo in camera da letto anche se abitate in meno di cinque metri quadri di stanza. L’ossigeno che un Bonsai consuma di notte è pochissimo e non ne morirete soffocati. Il BONSAI è un po’ come quella sana speranza che cresce dentro di te. Dedicala alla bellezza delle piccole cose, non alle grigie illusioni, ai miraggi di cemento. È quella speranza che riluce nei tuoi occhi da quando sei un tenero bambino, è la gioia di tua madre che ti culla fra le sue braccia appena sei nato, le lacrime di tuo padre che non puoi ricordarti.
È quella sana speranza che ti porta a sorridere delle piccole cose, a gioire di un sorriso rubato ad una sconosciuta che ti guarda dal finestrino di un tram che se ne va. Prendersi cura di un bonsai è un po’ come prendersi cura di quel fanciullino che è dentro di noi. È un po’ come prendersi cura di quei ricordi luminosi che ancora sopravvivono e ci fanno scendere la lacrimuccia ogni tanto, così, senza una ragione precisa. È tutto così lontano dalla grigia militanza politica, dal grigio diluvio diplomatico, dal nero senso di giustizia che ogni tanto c’inganna nel presente e ci trasforma in avvoltoi pronti ad avventarsi sul prossimo cadavere eccellente. Prendetevi cura di un BONSAI e capirete che in verità, è lui che ha iniziato a prendersi cura di voi, a indicarvi la serenissima via del “forse”, del “magari dopo”, “può essere”, dove tutto, davvero tutto è possibile e dove quindi c’è tanta bellezza, tanta speranza, tanto amore. Ecco, allora amici, amiche, amanti, nemici comparse e protagonisti di questa storia che semplicemente è, fatevi un regalo. Pigliatevi un BONSAI, perché secondo me, ne avete un disperato bisogno.