L'Espresso gli ha regalato la copertina dell'ultimo numero: "incubo Vannacci". Un brutto sogno per la sinistra? Anzi, per le sinistre del campo largo. Certo, ma soprattutto per le destre del campo minato. Perché più a destra di Futuro Nazionale sì, forse qualcuno c'è, ma non ha un volto preciso e per il momento, non ci sarebbe alcun nemico più a destra del partito fondato da Roberto Vannacci che sta attirando a sé uno ad uno, sbandamenti a parte, deputati leghisti, forzisti e anche politici locali di lungo corso, ad ultimo Francesco Maresca, consigliere comunale per Fratelli d'Italia a Genova, con alle spalle 9 anni di esperienza in giunta Bucci per cui è stato anche assessore, che pochi giorni fa ha annunciato il suo addio al partito di Giorgia Meloni per un futuro diverso, all'avventura politica sulla scia del generale Vannacci. Una creatura politica quella di Futuro Nazionale che nel silenzio della carta stampata ha disseminato l'Italia intera di comitati alle prese con la tornata dei ballottaggi comunali in tutta Italia che nell'ultimo sondaggio Swg lo vede proiettato ad un 4,6% che marca stretto la Lega di Salvini che, invece, è in retrocessione e rischia di finire in serie B alle prossime politiche. Cos'è davvero Futuro Nazionale? Chi lo vota e dove vuole andare? Ne abbiamo parlato direttamente con Francesco Maresca, il cui addio al partito del primo ministro in caric è forse sintomatico di una più profonda crisi al suo interno.
Cosa c’è che non funziona nel partito di Giorgia Meloni?
No, guardi, le mie ragioni sono altre. Ho sposato un progetto politico e, in un momento che a mio parere è di crisi per una certa cultura identitaria della nazione su alcune questioni, e forse anche da un punto di vista organizzativo a livello regionale in Liguria, ci sono state diverse elezioni e quindi sono stati un po' tralasciati alcuni aspetti di valorizzazione delle persone, degli attivisti, delle persone non elette. Secondo me si sono un pochino allontanati dalla strada. Questa è la ragione principale.
Crede si siano un po' imborghesiti rispetto al passato più sovranista?
Sì, più che imborghesiti, credo che si debba stare di più tra le persone, andare a vedere realmente i problemi delle persone. Non tutti, faccio un esempio: alcuni girano sempre tra gli ospedali per vedere quali sono le problematiche, però molti aspetti sono stati un po' abbandonati. Credo che questa sia una delle ragioni.
Quali sono questi aspetti, secondo lei?
Ritengo che gli aspetti più importanti siano alcuni aspetti legati al sociale. La destra, in realtà, quando è nata, dai tempi di Almirante, è sempre stata una destra sociale, molto attenta ai bisogni delle realtà anche più problematiche della città. Questo credo che un pochino si sia tralasciato.
Lei si ritiene il sassolino che trascina a sé la frana? Ci sono altri politici genovesi che, secondo lei, sono pronti al trasloco in Futuro Nazionale?
Credo che ce ne possano essere altri e secondo me ne vedremo sicuramente qualcuno, perché il generale Vannacci piace. È una persona che piace e non piace solo a destra, come molti dicono, ma piace un po' in generale. Quindi credo che possa essere una buona valanga, sì, assolutamente.
Se dovesse fare un identikit dell'elettore di Futuro Nazionale, quale sarebbe?
Lo chiamerei, e questa è una mia definizione, un conservatore futurista. Nel senso: un conservatore che però guarda molto al futuro, che non è visto come un discostarsi dalla storia di un Paese, ma come un futuro equilibrato, di buon senso, capace di integrare culture diverse, purché rispettino la legge italiana e si sentano parte del popolo italiano. Questa sarebbe la mia definizione.
Esiste qualche attore politico più a destra di Futuro Nazionale?
Sicuramente ci saranno, ma non saprei dire quali. Più a destra di Futuro Nazionale non lo so. Secondo me Futuro Nazionale in questo momento è la forza politica più di destra. Lo credo sicuramente.
Con i sondaggi derivanti dalle comunali e dai ballottaggi viene dato al 4,6%, mentre Forza Italia è al 7,2%, sempre in retrocessione, e Salvini, intendo la Lega, è pericolosamente sotto il 5,8%. In queste tornate comunali dove si aspetta che il vostro partito ottenga i risultati più importanti?
A Genova le comunali sono tra qualche anno, mancano ancora quattro anni. Però, se lei si riferisce a Milano o più in generale al territorio nazionale, io penso che dipenderà molto dalla capacità. Avendo nove anni di politica alle spalle, quasi dieci, penso che molto dipenderà dalla capacità delle persone del territorio di trascinare il partito del generale Vannacci. Il generale Vannacci è una figura che piace a molti, però devono esserci dirigenti e un partito che sappiano interpretare bene il suo messaggio e soprattutto che sappiano traslarlo sul territorio. Io sono di Genova e Genova è diversa da Milano. La linea deve essere sempre la stessa, però bisogna comunicarla in modo diverso. Credo che la comunicazione faccia la differenza e credo che potremo toglierci belle soddisfazioni, arrivando in poco tempo anche a risultati superiori al 4%.
Gli ispettori che Piantedosi invierà a Genova per la questione dell'omicidio al Parchetto di Negro ritiene sia una scelta strumentale?
No, io credo che sia giusto. Era la prima cosa che avevo detto anch'io. Ho fatto un post che, tra l'altro, ha ricevuto molti like. Secondo me non è possibile che al giorno d'oggi ci siano persone in Italia da nove anni in condizione di clandestinità, perché quel signore era da nove anni nel nostro Paese clandestinamente, con già delle denunce penali alle spalle, e poi uccide un ragazzo. Per me un Paese civile non può permettersi una cosa del genere. Credo che sia giusto che il Governo invii gli ispettori, perché è necessario che ognuno si prenda le proprie responsabilità. Questo è importante.
Da un lato c'è Salvini che vuole fare il ritiro spirituale della Lega e riceve un po' di picche da tutte le parti, tanto da rinviarlo a luglio. Dall'altro c'è Forza Italia, o meglio Marina Berlusconi, che ha dichiarato non vorrebbe che il partito fondato da suo padre si allei con Futuro Nazionale. Che cosa ne pensa?
Guardi, a noi di Futuro Nazionale questo non interessa particolarmente, perché noi puntiamo direttamente sui programmi per i cittadini. Come ha detto l'onorevole Vannacci, riteniamo che Marina Berlusconi in questo momento non sia il capo di un partito politico, ma una figura importante dell'editoria italiana. Noi parleremo eventualmente con figure di riferimento politiche che hanno un ruolo. Per noi i ruoli sono molto importanti. Noi siamo assolutamente aperti al dialogo con il centrodestra, però ci aspettiamo che il centrodestra voglia dialogare con noi. Anche perché il generale Vannacci ha invitato tutti i partiti all'evento della nostra assemblea costituente che si terrà il 13 e 14 a Roma. Se la destra vorrà dialogare con noi, venga a Roma.
In un periodo in cui la stampa ha parlato molto poco di Futuro Nazionale, sono spuntati comitati di FN un po' in tutta Italia. Vi siete sentiti un po’ silenziati dalla carta stampata?
Penso che siamo in un momento storico di cambiamento, in una rivoluzione digitale che era già partita con il Movimento 5 Stelle nel 2013. Credo che oggi un ruolo rilevante nella comunicazione, sia politica che non, lo abbiano i social e i quotidiani online più ancora della stampa tradizionale. Ritengo che i social, anche su una popolazione un po' più avanti con gli anni, abbiano un effetto valanga ancora più importante di quello dei giornali. Credo che questo effetto derivi proprio dai social e dalla libertà che consentono, ma anche dai giornali online che si sono adattati a questa trasformazione. Infatti, come prova quest’intervista, abbiamo molto più spazio sui giornali online che sulla carta stampata.