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La grandine ha distrutto la vostra auto? Ecco quanto potreste aspettare per vederla riparata

  • di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

26 luglio 2023

La grandine ha distrutto la vostra auto? Ecco quanto potreste aspettare per vederla riparata
La grandine sta distruggendo il nord Italia e le richieste di riparazione di auto sono aumentate in modo esponenziale. Le carrozzerie sono state prese d'assalto e i centralini non smettono di squillare. Ma le tempistiche non possono essere molto brevi. E si rischia di dover superare l'estate. Ecco cosa ne pensa Angelo Vicino, ceo di un gruppo specializzato nei danni da grandine

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

La grandine e gli incendi stanno devastando l’Italia, dalla Sicilia al Friuli Venezia Giulia e i danni causati alle auto sono innumerevoli. I costi per le riparazioni dei veicoli possono arrivare a 10mila euro e le assicurazioni nella maggior parte dei casi non garantiscono indennizzi per incidenti del genere. Eppure, nel nord Italia sono sempre di più le richieste di riparazione in tempi brevi, così da poter tornare a viaggiare normalmente. Ma è davvero possibile agire in tempi brevi? Angelo Vicino, il CEO del Gruppo Maestri, un’azienda di riparazione dei danni da grandine, ha parlato dell’assalto ai call center che hanno coinvolto anche i loro centralini: “In pochi giorni si sono susseguiti tanti fenomeni atmosferici con grandine anche di dimensione importante. Su tutto il Nord Italia abbiamo migliaia di auto da riparare”.

 Angelo Vicino
Angelo Vicino

C’è solo un problema. Non sarà possibile far fronte all’enorme richiesta entro l’estate e molti lavori dovranno essere rimandati a ottobre. “Il nostro Gruppo ha una copertura nazionale capillare ma visti i numeri da qui al periodo delle ferie ci stiamo attrezzando per dare la massima assistenza nel cambio parabrezza e fanali in modo da poter dare mobilità al cliente. A settembre ci dedicheremo alle carrozzerie. Sarà un autunno di grande lavoro”. La strategia migliore e più utilizzata è la cosiddetta “levabolli”, una tecnica a freddo PDR che richiede la specializzazione degli operatori coinvolti. Nei casi più gravi si ricorre invece a una tecnica mista, usando delle leve per le componenti laterali, mentre il tetto e il cofano verranno cambiati e riverniciati. Anche Marco Bassini, della Carrozzeria Bassini di Lissone, conferma l’opinione di Vicino: “Al momento siamo impegnati sulle emergenze per poter rimettere in strada le auto dei nostri clienti che hanno subito danni ai vetri o ai fari. Si lavora tanto e con orario allungato ma potrebbero esserci problemi con i ricambi le cui scorte sono molto variabili per marca e modelli. Poi stiamo programmando i ripristini delle carrozzerie cercando dove possibile di usare la riparazione a freddo per non dover verniciare i lamierati. Insomma tante auto da riparare dilateranno i tempi, anche perché noi carrozzieri dobbiamo garantire la qualità finale del lavoro. L’importante oggi è verificare di avere la copertura eventi atmosferici e prendere contatto con la propria compagnia e fissare l’appuntamento con il centro per la riparazione”.

La tecnica "levabolli"
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