Il Fatto Quotidiano è stato diffidato da Giuseppe Cipriani Jr. per le informazioni e le ricostruzioni di Thomas Mackinson a proposito dell’affaire Minetti e della relativa grazia da parte del Quirinale per la sua condanna nel processo Rubygate. Ieri in Procura a Milano è stato sentito come teste la fonte del quotidiano diretto da Marco Travaglio il quale sostiene che nel ranch uruguaiano di Cipriani e Minetti vi fosse un giro di prostitute, anche minori. Gli articoli di Mackinson hanno sollevato l’incidente in Quirinale tanto da spingere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a chiedere approfondimenti attualmente in corso anche da parte dell’Interpol. Per il momento particolari riscontri non ne sono venuti fuori, ma alcuni punti oscuri vanno ancora chiariti. Dal punto di vista giornalistico si può parlare di lesione alla libertà di stampa? Secondo l’avvocato Ivano Chiesa, che quest’anno ha assistito Fabrizio Corona nel caso Signorini, le due vicende non si possono minimamente paragonare. La diffida non ha nessun valore rispetto alla querela, che invece è una cosa seria e lui, giura, di diffide non ne ha firmata mai neanche una.
Perché?
L’unica cosa che posso dire da tecnico del diritto quale sono è che tutte le critiche mosse al ministro sono completamente sbagliate. Il punto da toccare è la Procura generale. Il ministro non ha potere di indagine, perché riceve gli atti compilati dalla Polizia Giudiziaria che li fa, ovviamente, sulla base delle informazioni assunte sotto la guida della Procura della Repubblica. Poi io non lo so qui come siano andate le cose, non posso sapere altro. Ovviamente se ci sono delle informazioni false è una cosa grave, no?
La diffida è una minaccia?
Una diffida non vuol dire niente. La querela è una cosa completamente diversa. Con la diffida non si impedisce nulla, tanto meno di dire una cosa domani. Lui, banalmente, si lamenta di una cosa detta ieri. In Italia se una persona si lamentarsi di una cosa detta ieri, ritenendo che possa essere diffamatoria, non c’è nessun problema. Se il signor Cipriani pensa che quelle informazioni sono infondate e che sono diffamatorie, ha il diritto di a) querelare il Fatto Quotidiano, b) dirgli di smetterla perché sennò li querela un’altra volta. Cosa diversa è il provvedimento del giudice italiano. Il caso di Fabrizio Corona, che tutti conosciamo, è un precedente pericoloso per la libertà di stampa e di parola, perché è censura preventiva. Con Fabrizio di diffide ne abbiamo ricevute a quintalate. Famosissima è quella che fece l’avvocato Iannacone per Chiara Ferragni. Sa quante diffide ho scritto nella mia vita?
No
Neanche una.
Perché?
Ognuno è libero di fare quello che vuole e di assumersi le proprie responsabilità.
Perché allora una diffida, da parte di Cipriani, e non direttamente una querela?
Sono scelte strategiche e tattiche processuali, io non lo faccio mai.