Cambiare nome è una scelta potente. Milena ha deciso di lasciarsi alle spalle il suo personaggio, la maschera di Malena indossata per tanti anni. Oggi è di nuovo sé stessa. Questa è un’intervista che parla di cambiamento. E il cambiamento non è possibile senza libertà. Milena è una donna coraggiosa: lo ha dimostrato quando è diventata una por*ostar e anche nel momento in cui ha smesso di esserlo. Fregandosene del parere di chi le stava intorno. Di lei hanno detto di tutto, persino che voleva tornare vergine (cosa del tutto falsa), che si sarebbe pentita di aver lasciato il po*no (anche questo: falso) o che le sarebbe rimasta addosso un’etichetta, per sempre. Ma noi siamo le scelte che facciamo. Nel salotto di Privé by MOW ed Escort Advisor, nella seconda puntata della nuova stagione del videocast, si è seduta una persona diversa rispetto a quella che il pubblico crede di aver conosciuto. È la prima volta che Milena parla del suo passato in maniera così profonda e intima. Non rinnega ciò che ha vissuto, né tantomeno è così ipocrita da non ammettere che essere Malena le ha garantito tanti vantaggi. Semplicemente aveva smesso di stare bene in quella veste. È arrivato per lei il tempo di vivere la vita reale, senza finzioni (non usa nemmeno i sex toys: troppo artificiali). Piena d’amore. Ecco: ma cos’è l’amore per Milena? E quali sono le cose che le piacciono a letto? Le posizioni preferite, i luoghi, le caratteristiche che il suo partner deve avere? Insieme al direttore Pisto ha riflettuto sulla sua infanzia e il rapporto con i genitori (in particolare sua madre), sui valori che la sua famiglia le ha trasmesso. Nella seconda parte interviene Bianca, al primo posto delle Top Escort 2025 secondo gli utenti di Escort Advisor, con cui si è confrontata su alcune esperienze comuni, dei paletti necessari quando si parla di intimità e di come sta cambiando la professione.
Tu vuoi essere chiamata Milena, giusto?
Allora, Milena è il nome con cui mi chiamano i miei amici, la mia famiglia, tutti quanti. Chi mi è vicino mi chiama Milena. Poi all’anagrafe io sono Filomena Milena.
E Filomena non ti ha mai chiamato nessuno?
A scuola, all'università. Filomena è un nome molto del Sud. Diciamo che inizialmente anche a me non piaceva perché lo sentivo pesante.
Certo, è un nome pesante, Filomena.
Pesante. Però poi quando cerchi la storia e vedi che ha un significato, ti dici: “Ok, me lo tatuo”. E va bene così”.
E chi era Filomena?
Era una santa bambina, protettrice dei giovani. Aveva una storia particolare, legata alla mitologia. Mi piace il significato.
La famiglia e l'infanzia
E poi in realtà tu sei un po' santa bambina. Che bambina eri?
Sono sempre stata una bambina molto calma, molto docile, che non si lamentava mai, che non piangeva mai e che dormiva tantissimo, e soprattutto molto ubbidiente, tantissimo.
Ah, le regole per te sono importanti?
Le regole per me sono sempre state importanti. Ho avuto un padre severo, c’erano poche regole, poche parole… a buon intenditore!
Pochi limiti, ma che non vanno superati. Ci sono un po' di cose che mi colpiscono, perché tu hai fatto delle scelte nella vita. Quindi restare fedele a quei valori giustificando quelle scelte è una cosa difficile, anche convincere gli altri.
Convincere gli altri e anche me stessa. Adesso sono nuovamente dall'altra parte. Perché è come se fossi stata in un altro universo, in un altro mondo. Sono ritornata nella mia vita quotidiana, alla vita vera, con le difficoltà e con le cose belle e vere.
Il cambio di nome: Malena è tornata Milena
Cambiare nome, infatti, è una roba potente. Questa cosa qua è di un'importanza incredibile. Però per l'opinione pubblica tu sei sempre stata Malena, no? E quindi è una cosa potentissima. Ti voglio fare i complimenti perché questa è una scelta di grande coraggio e ti chiedo: perché l’hai fatta?
Perché a un certo punto mi sono realmente guardata allo specchio, non è una metafora, e mi sono accorta che di me, del mio essere donna, non era rimasto quasi più niente. E quindi ho detto “Bah, che cacchio sto facendo? Sono troppo presa dal personaggio”. Io stessa forse innalzavo Malena. Però Malena non faceva più bene a Milena: la divorava completamente. Quindi mentre mi dava dal punto di vista economico, il successo o comunque tutto ciò che riguarda le cose materiali, mi toglieva tantissimo dal punto di vista affettivo, l'affetto verso me stessa, il volermi bene come donna.
Certo, perché noi siamo le scelte che facciamo. E quindi se non vuoi persone negative intorno devi fare una serie di scelte che magari vanno contro il materiale, vanno contro quello che ti rende economicamente, no? Però è lì che si misura la verità, la persona.
Però io so in fondo che il valore principale che mi è stato dato è proprio quello dell'amore, del rispetto per la vita fatta non solo di cose materiali. Ovvio, io lo dico sempre, le cose materiali sono belle, fanno comodo a tutti, ci devono anche essere, è normale, non posso essere così ipocrita. Però quando diventa tutto esagerato non va più bene. Malena, appunto, era un personaggio creato più per gli altri. Servivo. Servivo agli altri, ma non servivo più a me stessa, quindi non aveva motivo più di esserci. Molti hanno pensato che sia stata una scelta sofferta, una scelta di cui mi potevo trovar pentita. Invece no, l’ho fatta con gran piacere. Malena ha fatto parte della mia vita e ho vissuto delle esperienze, ho fatto degli errori, ci sono state anche delle cose belle sicuramente, però era quello che volevo: lasciarmi tutto alle spalle. So di essere stata Malena, però questo non significa che io mi debba portare un fardello sulle spalle per questo, anzi.
Tu hai recitato una parte, come se fosse stato un grande eterno film.
In realtà sì.
E adesso da quella parte sei uscita come un’attrice.
Sì. Ho voluto interpretare quella parte trasgressiva che pensavo mi appartenesse e invece mi sono resa conto che non mi apparteneva. Era una richiesta magari spinta da altre persone o dagli ambienti che frequentavo.
Forse anche da qualcosa di più profondo che è la volontà di piacere. Il fatto di piacere agli altri, di essere desiderati.
Eh sì, forse anche da donna che vuole essere desiderata. Una cosa che può far piacere, però poi è proprio quello il punto: quando ti rendi conto che sei desiderata solo per quello.
L'amore e il rapporto con il mondo del p*rno
Tu non sei una traditrice, vero?
No, non sono una traditrice, però quando ho tradito ho lasciato perché ho tradito, sì.
E se ti tradisce qualcuno, tu non perdoni?
Divento una bestia. No, no, non riesco a perdonare. È più forte di me. Forse penso che sia una caratteristica delle donne del Sud questa, però non riesco a perdonare. Non sono vendicativa. Piuttosto preferisco girare i tacchi e andarmene. Non vado mai via senza dire il motivo. Poi se uno lo accetta bene, se non lo accetta pazienza.
Cos'è per te l'amore?
Per me l'amore è dare tutta me stessa e forse per quello poi ho sbagliato. Perché io veramente do tanto in qualsiasi tipo di relazione. L'amore è dare, più che ricevere. E forse a questo punto della mia vita, dopo i 40 anni, mi devo rendere conto che devo dare tanto quanto ricevo.
E come hai fatto a fare la scelta che hai fatto? Mi domando, sentendo questa risposta.
È come se fosse stato un gioco. L'ho fatto senza rendermi conto di quello che stavo facendo.
Quanti anni avevi?
33.
Eri anche matura?
Sì, ero matura, ma penso che non fossi matura in amore. È stata una scelta di ribellione. Ma di ribellione forse verso la scelta sentimentale, verso la scelta dell'amore.
E che uomo vuoi tu?
Io vorrei un uomo che pensasse a me, non che mi coccolasse e viziasse, ma che mi facesse aprire gli occhi, che mi dicesse "Stai attenta". Che abbia questo senso di protezione costante nei miei confronti.
Il padre buono che non hai avuto.
In realtà sì, è quello perché per me la figura principale comunque è sempre stata mio padre e quindi penso che la mancanza sia quella. Perciò vorrei un uomo per cui essere l’esclusiva. Perché io sono in grado di rendere l'uomo esclusivo, lo so benissimo. Il mio amore è sempre in un'unica direzione, nonostante le mie scelte, il mio passato trasgressivo e tutto quanto. Però sono una donna che quando ama, ama lui e basta.
Tu devi imparare a perdonare. Le persone ti danno quello che possono dare. La libertà, l'amore è questa roba qua. Non pretendere niente, dare tutto. Quindi tu adesso il po*no non lo vuoi perdonare perché ti ha fatto del male?
No, assolutamente non lo voglio perdonare. Assolutamente no. Perché bisognerebbe avere il coraggio di dire che è una cosa che per la donna, per quanto si possa dire che è bello, tange la vita privata. È così. È assolutamente una cosa che ti sporca la vita. Non puoi negare che non sia un'etichetta. Perché quel lavoro ti mette addosso un'etichetta. È normale che nella società un'altra persona non ti veda bene perché fai quel lavoro. E io non posso neanche dire che mi debba accettare per forza. Il po*no ti rimane dentro. Non puoi prendere e cancellare con una spugna tutto quello che hai fatto, tutto quello che hai vissuto, tutto quello che hai ricevuto, tutto quello che hai dato. Parlo proprio dell'atto. È impossibile.
L'accettazione per te è un concetto molto importante, giusto?
Sì.
Perché tu hai cercato accettazione del mondo del po*no e poi però…
Ma in realtà accettazione del mondo del po*no non ce n'è stato bisogno. Perché se sei quella che fa guadagnare più soldi di tutte, ti accettano a prescindere.
Diciamo che mi sono espresso male. Tu hai cercato accettazione in un mondo di ribellione e anche accettazione invece nel mondo più familiare.
Sì, ho cercato sempre di farlo in maniera naturale perché per me doveva essere naturalmente così. Cioè io non ho mai imposto il mio modo di essere agli altri. O mi amavi o mi odiavi. Poi, ripeto, riguardo Malena: chi non mi avrebbe accettata? Era quella che dava di più in tutti i sensi: a livello performante, a livello economico, a livello pubblicitario. A ogni livello. Bastava pronunciare la parola “Malena” e si andava in tutte le trasmissioni. Quindi l'accettazione nel po*no… è ipocrita dirlo, perché andavo bene comunque, qualsiasi cosa dicessi e qualsiasi cagata facessi. Ed è il motivo per cui mi sarei aspettata che, quando molte persone si sono rese conto che io non stavo bene, che stavo perdendo me stessa, che c'era qualcosa che non andava in me, anziché criticarmi oppure dirmi “sei matta, sei malata”; mi aspettavo che qualcuno dicesse: “Fermati, basta, riprenditi te stessa e poi ritorna a fare questo lavoro”.
Cos'è che non andava?
Non avevo veramente più la percezione di me. Era tutto finto, un grande sballo, nel senso che ero inebriata da questo mondo. Poi vedevo cose che non mi piacevano.
Io ti devo confessare una cosa.
Dimmi.
Nel mondo del po*no ho visto tanta dr*ga.
Sono dei mondi, così come quello della notte, legati proprio a questi elementi. Ci sono cose da cui devi star lontana. Perché si è circondati da persone che non vanno bene. E poi, inutile dirlo, le ragazze possono avere una debolezza per via della solitudine che provano. La mia forza sicuramente è dovuta al fatto che non sono mai stata sola. Se non avessi avuto questo legame forte con mia madre, sarei facilmente caduta in un errore.
Qual è questo legame forte con tua madre? Che legame hai con lei?
Ah, è un legame di simbiosi. Totalmente di simbiosi.
Che donna è lei?
È una donna molto sensibile, molto fragile, ma in realtà è molto più forte di me. Lei è una che te le dice subito dritta in faccia le cose. È sempre stata, da bambina, la più piccina e anche quella più capricciosa, più rivoluzionaria. Lei è stata la prima della famiglia a prendere la patente nonostante fosse la più piccola. Però è sempre stata una donna fedelissima alla famiglia, in cui il rispetto è rispetto, in tutti i rapporti.
Ti sei descritta anche tu in qualche modo.
Eh, sì. E forse anche il discorso del perdono un po' lo prendo da lei.
Se arrivasse una ragazza giovane a dirti: “Io voglio provare questa strada”, tu cosa le diresti?
No, non farlo.
Ferma così, senza possibilità di appello. Perché?
Perché la maggior parte delle ragazze penso lo facciano per una questione economica. Se lo fai per una passione verso il sesso, te la godi meglio privatamente. Se lo fai per una questione economica, ormai le piattaforme ti danno la possibilità di guadagnare comunque. E poi non c'è possibilità di fare carriera. Quindi se io devo rimanere allo stesso livello quando ho iniziato e quando ho finito, se non c'è evoluzione che lavoro è? Che arte è? Se la vogliamo chiamare arte, come alcuni la chiamano. Un lavoro in cui non c'è proporzione di crescita. A meno che, io l'ho sempre detto, se veramente una ragazza lo vuole fare perché le piace, perché vuole fare la po*noattrice, c'è l'America.
E tu sei stata una delle ultime perché adesso in effetti non ce ne sono più.
È l'evoluzione del digitale, come a un certo punto sono scomparsi i dinosauri, è scomparso quel modo di fare por*o. Scomparso, non c'è più. Il digitale ha reso tutto molto più semplice, più fruibile. Chiunque si può sentire una po*nostar, perché lì è una questione di sentirsi, non di esserlo.
Il sesso con Milena
Detto così è bellissimo. Sì, hai dato uno sguardo definitivo. Ma è vero che tu vuoi tornare vergine?
No, assolutamente no. Questa è un'altra cavolata. Diciamo che non avevo tempo di mandare le lettere degli avvocati perché ero in ospedale. L'avrei fatto con piacere perché la verginità è un argomento delicato, che va rispettato e che io non mi permetterei mai di sminuire. Non ho mai detto questa frase e non l’avrei reso un argomento così ridicolo. Non è da me.
Senti, ti posso fare una domanda un po' osé? Ma davvero: com'è, quando ami, fare l'amore con Milena?
Totalmente diverso da quello che uno può vedere, perché quella è tutta performance. Io nella mia vita privata sono una persona molto più semplice, ma che soprattutto fa molto caso ai dettagli, a tutti i sensi. Quando una persona mi chiede: “Qual è, secondo te, il modo perfetto per far l'amore?”. Rispondo che per me il modo perfetto è quello in cui tutti i sensi sono adeguatamente stimolati. Tutti i sensi.
Cosa ti piace fare?
Sono una persona molto molto dolce nella mia intimità e affettuosa, tantissimo. Quindi mi piace l'abbraccio, la carezza. Però non posso dire che sono molto standard e classica, sono intensa. Quello sì. Sono intensa e pretendo l'intensità.
Ti piace parlare mentre fai l'amore?
Allora, questa è una cosa che pensavo non mi piacesse, ma è stata proprio una mia crescita sessuale. Mi piace parlare, però mi piace anche ascoltare. Quando ho detto che tutti i sensi debbano essere abbondantemente stimolati, tra questi c’è anche l'udito.
E anche l'immaginazione?
No, no, quella no.
Vivi il momento.
Io vivo il momento. Io non sono mai stata e non sono neanche adesso, una che chiude gli occhi. Assolutamente no. Mi piace fare l'amore ad occhi aperti e godermi quello che ho, il momento che ho. Dare e prendere il massimo totalmente.
Da 1 a 10 che voto ti dai?
Che voto mi do? 10.
La politica e l’educazione sessuale
Senti, nel tuo passato hai avuto anche una parentesi politica.
Pensavo l'avessi dimenticata.
No, non l'ho dimenticata.
Io penso che la politica non si occupi proprio della sessualità. Che sia lavoro, che sia educazione, che sia piacere. La politica non ha il coraggio di affrontare l'argomento sessualità, sia in ambito educativo, ludico o lavorativo.
Dove ti candideresti per lavorare su queste tematiche?
Credo che una destra liberale sia più aperta a certi argomenti.
Senti, però buttiamola un po' in caciara. Adesso io ti faccio dei nomi e vorrei capire quanto sono sexy secondo te.
No, io non trovo nessuno sexy.
Elly Schlein, non la conosci?
Non riesco a vederla con quell'occhio.
Ma neanche un Conte? Che, per esempio, molte dicono che arrapa?
Sinceramente quando mi fanno queste domande non so che rispondere. Nella politica non vedo niente di sexy perché, ripeto, fino a quando non parleranno della sessualità loro per me non rappresenteranno per niente quell'atto.
Quando è stata la tua prima volta?
L'ho vissuta come una cosa seria: il mio primo fidanzatino, un anno di relazione, doveva essere un momento magico. Ho detto “no, non lo farò mai più”. Per il dolore fisico ovviamente, però è stata una cosa a cui ho dato un senso, un valore. È stato importante. Quella era la mia prima volta.
E l'ultima?
Qualche giorno fa. Perché poi c'è da dire anche questa cosa: ok, uno parla dell'amore, tutto quello che vuoi, però non possiamo negare che il sesso fatto bene, senza andare oltre e rimanendo nel rispetto, fa bene. Inutile che uno lo voglia demonizzare. Parlo del sesso fatto con complicità.
Io dopo un po' che non lo faccio mi alzo e sono più nervoso, e la mia compagna lo vede.
Fa bene. Poi si sa, insomma, tutto quello che viene stimolato, la nostra parte ormonale, però io penso che anche per una donna non ci sia un'età per fare sesso. Quello è il dono della natura che noi possiamo sfruttare fino alla fine. Questo è il dono femminile che c'è stato dato. La donna può sempre. L’uomo poi a un certo punto dice basta.
Adesso la chimica ci aiuta.
Eh, lo so, però io sono per la natura. Non mi piacciono gli aiutini. Ma proprio perché il sesso non va ridotto a un atto fisico, è importante il contatto prima, lo sguardo, ma anche che sia un singolo momento. Io gli ho sempre dato il giusto valore.
Ma io faccio l'amore con Milena, no? Stiamo facendo l'amore, però so del tuo passato.
È questo il problema.
E quindi io ti sento godere, come faccio a capire? Perché saprai fingere meglio di chiunque altro.
Beh, se un uomo è attento ed è un uomo che sa far l'amore, lo capisce. Quando la donna gode lo capisce, sente le vibrazioni. Se invece è un uomo che fa l'amore solo per se stesso e quindi che pensa solo a guardarsi allo specchio, magari mentre fa l'amore o per suo piacere personale, non sente le vibrazioni della donna. Però se è un uomo che sa far l'amore e sente le vibrazioni sì.
Tu sai recitare anche quelle vibrazioni?
No, no, non sono assolutamente recitabili, perché sono tutte lì dentro.
Quindi contempli la possibilità che un uomo possa venire e la donna no?
No, non deve mai succedere. No, assolutamente. Ma neanche il contrario.
Ti sei mai incazzata con qualcuno che non ti ha fatta venire?
Per questo no, anche perché devo dire che è una cosa molto intima per me. La scoperta del mio piacere è una cosa che è venuta fuori dopo la mia scelta, prima ero convinta di preferire altri modi di godere, altri modi di sentire. Oppure mi bloccavo perché per me era bello il momento prima e non durante. Poi mi sono resa conto che era un blocco psicologico: non volevo proprio dare quella parte di me. Sulla mia sessualità ho lavorato molto.
Posizione preferita?
La classica posizione del missionario perché mi piace essere travolta dal mio uomo e sentirlo tutto addosso, averlo su di me, con tutto il peso del suo corpo e tutto quanto.
L’uomo peloso oppure no?
Il giusto.
Depilato oppure no? Là sotto.
No. Totalmente depilato no. Assolutamente no.
Vuoi un po' di verità anche lì?
Beh, sì, anche lì ci vuole un po' di verità.
Luogo più strano dove hai fatto l'amore?
Ma in realtà sono ormai tutti luoghi canonici, non c'è più un luogo strano.
Ma uno che ti è rimasto nel cuore.
Ripeto, il dove non è importante.
Gli esperti di psichedelici dicono sempre che è una sempre una questione di set e di setting, quindi con chi sei e dove sei.
Però adesso che ci penso forse su una sedia, che è la cosa più semplice. Perché sei tu, lui, la sedia e basta. L’essenziale. Però io su di lui ovviamente. Io su di lui e il buio intorno. Il respiro, i rumori, le voci e basta. E tutto è magia.
Entra Bianca di Esco*t Advisor
Senti, io adesso ti voglio presentare una persona che come te ha fatto delle scelte molto coraggiose. Pensa che è una escort e ha delle figlie, dei figli. Anche quella è una scelta che devi prendere di petto. E lei è anche al primo posto delle top escort 2025 di Escort Advisor. Ed è Bianca, vestita oggi di bianco. Siete due persone che hanno fatto delle scelte molto coraggiose.
MALENA: Coraggiosa perché fare l'escort in Italia con dei figli penso sia tosta. Vivere la famiglia è difficile, perché per me la famiglia è rappresentata da mia madre. Per lei è rappresentata dai figli, quindi viverla con queste scelte lavorative è la cosa più difficile. Qualsiasi essa sia, che sia solo un compagno, dei figli, la mamma, è difficile.
Il fatto è che la continuità nei rapporti è una cosa molto difficile. La famiglia poi ne è l'emblema, no?
BIANCA: Sì. Non si può avere un rapporto con il mio lavoro, secondo me, un fidanzato. Impossibile. Nulla nella vita è impossibile, però un uomo non vuole stare con una che fa la escort. Secondo te?
MALENA: Sì, questo forse sì. Io li ho sempre allontanati gli uomini che volevano avere una relazione, oppure appena iniziata la facevo già finire, proprio perché c'era il fatto di voler stare con Malena e non con Milena. Era figo stare con lei. Quindi nel mio caso, forse sono sempre andata in protezione e indirettamente anche tu, perché magari un uomo ti può far credere di essere innamorato. Tra l'altro ho scoperto, anche per esperienza personale, che ad alcuni uomini piace stare comodi, senza lavorare, mantenuti.
BIANCA: Preferisco mantenere i miei figli. I soldi li faccio, ma non per mantenere un maschio.
A me piacerebbe, tutto sommato. Beh, per te sarebbe, come dire, un paradosso.
BIANCA: Certo.
E a te è successo invece?
MALENA: A me è successo, sì. Mi è successo di avere questo approccio, ma mi sono resa conto che in realtà era solo uno sfruttamento economico vero e proprio. E anche lì ho aperto gli occhi e ho buttato via tutto.
C’è bisogno, nel por*o, dell'uomo che faccia la performance. Come se il sesso fosse questa roba qua. Tu invece in qualche modo devi sospendere il giudizio. Perché entra chiunque.
BIANCA: Io faccio servizi anche a disabili. Mi è capitato. È forte fare servizi a un ragazzo in sedia a rotelle, però a me ha fatto piacere dare piacere, cosa che nessuna ragazza, chiamiamola normale, può dare, no? Non hanno coraggio, non lo so, ma era un ragazzo bellissimo. Adesso ha avuto un incidente, può capitare a chiunque, però a lui piace la f*ga ugualmente. Anche un nano mi è capitato, bellino!
MALENA: Invece a me capita che mi vengano affidati i racconti delle varie trasgressioni. Perché sanno che da questa parte non c'è giudizio. Io ho ascoltato delle cose assurde che persone hanno fatto, l'ascolto è comunque pesante. E questa cosa però ancora oggi mi fa sentire… un po' come se si stessero confessando. E quindi nello stesso tempo ti rende felice il fatto che la gente si apra con te e che trovi una persona con cui parlare con la quale non sentirsi strana.
BIANCA: Sì. Perché giudica la gente, appena apri la bocca ti dice: “wow tu sei un pervertito”.
E tu hai avuto pure una donna che veniva da te che poi ha pagato?
BIANCA: Sì. Io faccio anche coppie. E una volta è venuta anche una ragazza.
Ma per parlare?
No, è venuta per fare l’amore. Poi siamo diventate anche amiche.
Bello. Può succedere?
BIANCA: Sì, cioè diventiamo amiche o con le ragazze che fanno lo stesso lavoro o coi clienti. Non è che siamo carne da macello.
MALENA: No, io ho sempre evitato.
Perché? Alla fine in un ambiente ci sta che ci siano falsi rapporti, no?
MALENA: C’è molta competizione. Il nostro, cioè il loro, è un ambiente di facciata molto cinematografico, quindi la competizione c'è.
Molto bello questo passaggio: “il nostro, cioè il loro”.
MALENA: Datemi il tempo di abituarmi a parlare, anche perché questa forse è la prima intervista dove mi sono spinta così oltre a parlare.
Io ne sono onorato.
Sì, di quello che è stato il mio lavoro o comunque anche della mia vita sessuale. Questa è la prima intervista che faccio.
Io ho una serie di domande per voi due. Domande un po' intime. Perché, insomma, due donne così quando caz*o mi ricapita? Per esempio, durante un atto sessuale io mi faccio sempre un po' di problemi a chiamare put*ana la mia compagna. Dov’è il limite in una donna? Secondo voi si può fare o non si può fare? È brutto, ci sono dei momenti in cui farlo? Come la pensate?
MALENA: Nel tempo è passato il messaggio che questa cosa fosse un po' figa e che fosse normale. Adesso mi rendo conto che non è proprio così. Cioè io per poterlo concedere al mio uomo, ci deve essere la situazione, il gioco, ma non l'intenzione. Deve essere un momento scherzoso. Però nel tempo invece è diventato un modo per sopprimere la donna e primeggiare anche col linguaggio verbale, e io ne sono ne sono stata purtroppo partecipe, mi sono resa conto che era sempre un modo per dominare l'altra persona. Allora là dico no. Se poi è uno scherzo ok. L'intenzione che cambia tutto.
BIANCA: I miei clienti mi chiedono se possono chiamarmi in quel modo. Sì, a me non dà fastidio. Però me lo chiedono prima.
MALENA: Secondo me in quel caso c’è già un rispetto, però se tu ti senti autorizzato…
BIANCA: No, lo butto fuori di casa.
MALENA: Ecco perché una donna lo percepisce se è fatto con l'intenzione, e quindi per dominare col linguaggio verbale. Perché il linguaggio fa molto.
Nella gestione di un cliente credo che sia molto importante anche la gestione del momento del denaro.
BIANCA: Quello per prima cosa.
Però un conto è che te li buttano lì, lo fanno con un gesto arrogante.
BIANCA: Può darsi che questa esperienza non mi sia mai capitata, ma quando loro arrivano, c'è un comodino e vanno lì. Perché io vado solo al Sud, sono gran signori al Sud.
MALENA: Sì, l'uomo del Sud ha un diverso rispetto per la donna.
BIANCA: Mi dispiace, ma è così. Loro mettono i soldini nel comodino. Non me li danno direttamente in mano. Il vero signore li appoggia sul tavolo.
Bella questa. E i sex toys?
BIANCA: A me non piacciono i sex toys.
MALENA: Proprio ultimamente ne parlavo: io ormai lo vedo come una cosa antica. Penso che ormai se n'è fatto così tanto uso, se n'è così tanto parlato, che ha scocciato pure quello. Cos’altro si devono inventare? Che altra forma?
Io li ho scoperti ora. Scherzo, però è sempre relativo.
MALENA: No, allora io sono sempre fuggita dalle cose finte, ormai lo avete capito. Non mi piacciono. Non ho un buon approccio con tutto quello che è finto, perché non trasmette emozione, è come se ci fosse un'interruzione.
Ma come convincere una donna a fare sesso a tre?
BIANCA: Ma secondo me non si può convincere. Deve essere la donna o un'amica...
MALENA: Pure io ero convinta di questo, che fosse la donna a decidere. Adesso invece pensando bene a quando riavvolgi il nastro, in realtà l'uomo è molto manipolatore.
Perché di base tra uomini parte sempre questa cosa, no?
MALENA: Io non condivido quando la donna lo fa per accontentare il proprio uomo.
BIANCA: La maggior parte. La vedo così: il marito tutto gasato e lei...
MALENA: Non condivido assolutamente, ma sempre perché mi capita che mi scrivano donne. Mi è capitato anche che una persona che conoscevo, in un ambito totalmente differente, mi aveva chiesto un consiglio su questa roba. Mi diceva: “Lui ha questo desiderio”. E io le ho risposto: “Il desiderio è suo? Non farlo”.
MALENA A BIANCA: Allora, io ne approfitto per farti una domanda. Mi hanno sempre detto che le escort, alcune, non hanno addirittura neanche il profilo social, perché loro hanno sempre detto che l'esposizione, che sia anche mediatica, in realtà è negativa, e rovina il lavoro. Adesso vedo te qua, poi ho visto anche le altre puntate e mi dico: “C'è qualcosa che non torna?”
BIANCA: No, no, è un’esperienza mia. Io ho iniziato a fare l'annuncio dal mio profilo con le mie foto. Ho avuto più risposte positive che negative, perché le persone sanno che sono io.
Cosa vuoi fare adesso? Cosa ti aspetta nella vita?
MALENA: Sicuramente un progetto tutto mio. Ci sto pensando.
Ma in che mondo?
MALENA: Nella cosmetica. Però sempre con una direzione. Mi piacerebbe un progetto al femminile, perché penso che sia ora che si parli un po' di più della dell'intimità femminile. Insomma, che non sia soltanto per un discorso sessuale, erotico, ma proprio anche di bellezza. Quindi sto pensando questo progetto, sto studiando da parecchio tempo. E poi mi piacerebbe fare un podcast, gli argomenti sono tanti. Magari mi faccio raccontare i fatti degli altri, quelli che mi scrivono.
Senti, ma tu paghi le tasse?
BIANCA: Noi escort abbiamo un codice ateco. Sto iniziando a pagare adesso perché non è da molto che lo faccio. Devi fare tutto un lavoro con il commercialista.
Ma se guardate dentro al vostro cuore, ma veramente, da 1 a 10: quanto vi piace il caz*o?
MALENA: Madonna! Sei pazzo fare sta domanda? Beh, anche lì non si può essere ipocrite: 10.
BIANCA: 10. Sì.
Viva l'amore. Viva la libertà. Grazie Milena. Grazie Bianca.