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11 luglio 2026

La Rai vuole far fuori Ranucci definitivamente? “Sospendere le repliche è il primo passo per chiudere Report e la pubblicità invenduta la pagano gli italiani”. Parla l’ex commissario di vigilanza Anzaldi: “Mi arrivò un falso dossier su di lui...”

  • di Gianmarco Serino Gianmarco Serino

11 luglio 2026

Ranucci è il nemico pubblico da abbattere e la Rai è arrivata addirittura a sospendere le repliche estive di Report. Una scelta insensata economicamente (7% di share a costo zero) che dovrà essere risanata dall'azienda con i soldi degli italiani. Ne abbiamo parlato con Michele Anzaldi, ex segretario della Commissione di vigilanza Rai al quale la storia della vittima (Ranucci), trasformato in carnefice puzza e ricorda molto la strage di Addaura. "Ranucci da sempre è odiato da tutti. Quando ero in commissione mi raggiunse dossier su di lui in cui lo accusava di molestie sessuali. Tutto falso, al fine di screditarlo. Quando sei un personaggio scomodo il potere cerca di fartela pagare"

Foto: Ansa

La Rai vuole far fuori Ranucci definitivamente? “Sospendere le repliche è il primo passo per chiudere Report e la pubblicità invenduta verrà pagata dagli italiani”. Parla l’ex commissario di vigilanza Anzaldi: “Mi arrivò un falso dossier su di lui”

Doveva essere il momento di gloria della Rai e invece è stato trasformato nell’esatto contrario, tant’è vero che si è arrivati a sospendere addirittura le repliche di Report. Sigfrido Ranucci è un personaggio troppo scomodo e questo è il primo passo per la chiusura definitiva del programma Report. Una scelta, poi, economicamente insensata, dato che a costo zero le repliche di Report sarebbero arrivate a toccare il 7% di share. E ora? Lo spazio pubblicitario relativo a questa fascia d’ascolto chi andrà a coprirlo? Lo abbiamo chiesto a Michele Anzaldi che in Commissione di Vigilanza Rai ci è stato ben dieci anni. Non si è detto per nulla stupito di come si stia cercando di abbattere il nemico pubblico Ranucci. Addirittura, Anzaldi, quando era in Commissione di Vigilanza, venne raggiunto da un dossier artefatto su presunte molestie da parte di Ranucci nei confronti di alcune colleghe. Una lettera caldeggiata da giornalisti importanti i quali dissero addirittura ad Anzaldi di avere pronte le interviste alle presunte vittime. Interviste mai pervenute e, probabilmente, mai realizzate.

Michele Anzaldi
Michele Anzaldi at his best Foto Ansa

La sospensione delle repliche di un programma di approfondimento come Report così da un momento all’altro, ha dei precedenti? La pubblicità che è stata comprata per lo spazio televisivo che fine fa?

Bisognerebbe chiedersi quale sia il motivo di questa sospensione. Anzitutto, sotto ogni punto di vista, queste repliche hanno fatto bene sia giornalisticamente che economicamente. Pare strano. Secondo. Le repliche sono di Report, che non è una trasmissione qualunque. È la trasmissione di inchiesta principale e migliore della RAI e tra quelle italiane, se ce ne sono ancora. Ricordiamoci che pure Striscia, che faceva delle inchieste, è stata chiusa. Tornando a Report e alle sue repliche, parliamo di ascolti che durante l'inverno vanno intorno al 10% e in estate oscillano fra il 7% e il 5%. Quindi, diciamo, dal punto di vista economico-aziendale è un grosso affare, perché le repliche sono a costo zero e comunque raggiungono il 7%, e in alcune puntate lo superano pure. Dal punto di vista economico questa scelta è insensata. Anzi, secondo me qualcuno dovrebbe chiederne conto, perché sono soldi degli italiani, ricordiamolo, perché hai della pubblicità, su quel 7%, venduta sia come break di Report sia come tabellare. Sostituendolo in fretta e furia, che ascolti potrei fare? Ma soprattutto, dove trovare qualcosa che faccia quegli ascolti? Sono quasi certo che la RAI dovrà restituire o soldi agli sponsor, alla pubblicità che era posizionata in quella fascia, oppure, se non dà soldi, dovrà dare pubblicità in cambio, che è la stessa cosa dal punto di vista economico. C’è un danno economico da ripianare per l'azienda in conseguenza a questa sospensione.

Forse non si aspettava altro perché Report è un programma troppo scomodo

Come ha detto il CDR ieri, questo è il primo passo per chiuderlo proprio, Report. Di sicuro quelli che si avvantaggiano di questa chiusura sono politici, aziende, amministrazioni e tutto quello che è stato oggetto delle inchieste di Report in questa stagione, che non vedranno le repliche. Per fortuna, rispetto al passato, c'è un mondo che forse la politica sottovaluta, che è il web e RaiPlay. Quindi, fossi al posto di alcuni che erano appassionati, me le andrei a cercare lì queste famose inchieste che adesso sono state oscurate.

Se qualcuno dovesse chiedere conto di questa chiusura ad ogni modo si ritrova con una Commissione di vigilanza in tilt

Che sia in tilt ho dei miei dubbi. La Commissione di Vigilanza resta in carica fino a quando non c'è quella nuova. Dopo di che, la Commissione ha un gruppo di deputati dedicati a seguire quella cosa, ma non è che gli altri deputati che non stanno in Commissione di Vigilanza hanno meno potere. Cioè, se un deputato chiedesse conto di questa perdita economica, la RAI è tenuta a rispondere? Certo. Ed è tenuta a rispondere anche a te, alla tua intervista, anche al semplice cittadino che paga il canone. Sarebbe un'operazione di trasparenza giusta e dovuta. In altri tempi, sarebbe successo il finimondo.

Sigfrido Ranucci Ansa
L'arresto di uno degli esecutori dell'attentato a Ranucci Foto Ansa

Anche sulle parole del direttore Corsini al Corriere ci sarebbe molto da dire

Chi è la vittima di tutta questa storia? La vittima è Report, è Ranucci. Qua stiamo invertendo le carte. Chi è che ha subito la bomba? L'ha subita Ranucci. A me ricorda, fatte le debite proporzioni, un caso particolare. Un caso in cui venne messa una bomba a un personaggio amato dagli italiani, o comunque conosciuto dagli italiani, o comunque seguito dagli italiani, e non si trovò il movente. È un classico già visto: si dà la colpa a chi quella bomba l'ha ricevuta. Ricordiamoci che questo in Paese nel 1989, fu trovata una sacca piena di candelotti di dinamite sotto la casa al mare di Giovanni Falcone, all’Addaura, e sui giornali uscì che Falcone se l’era messa da sola, quella bomba. Questo è un Paese strano. Tornando a noi. La vittima dell'attentato è il principale giornalista della RAI, che forse è il migliore in Italia per le inchieste. La bomba è esplosa eccome, su due macchine che avevano pure l'impianto a GPL. Poteva essere una strage non solo per lui. Le auto distrutte, la recinzione abbattuta, ma di che stiamo parlando? E adesso sta venendo fuori che tutto questo se lo sarebbe fatto lui? Per che cosa? Per un eventuale sondaggio? Per fare che cosa? Ma veramente c'è qualcuno che crede che, se vai bene nei sondaggi, puoi diventare leader del centrosinistra? Potrebbe crederlo solo uno che non capisce niente della politica italiana. Se bastassero i sondaggi avremmo risolto il problema del centrosinistra, e forse della politica italiana. La domanda rimane, qual è il movente? Ranucci ha detto di avere i suoi dubbi e che finché non vedrà le carte non ci crede. L’interessato è un super tecnico, un super specializzato del settore, ne sa più di tutti. Oltre a sapere direttamente a chi sia andato a pestare i piedi. Allora, non vorrei che stessimo seguendo una pista sbagliata. Ricordiamoci che tutto il castello del caso Tortora, fatte sempre le debite proporzioni, fu costruito così.

La violenza di certa stampa nei confronti di Ranucci è impressionante se non inquietante

Sono stato per dieci anni, ossia due legislature, in Commissione di Vigilanza. Il sogno della politica è sempre stato quello di ridimensionare, se non qualcosa di peggio, Report, perché è sempre stata una trasmissione che ha portato a grossi scandali o presunti tali. C'è sempre stato questo obiettivo. Anche perché Ranucci ha un modo di lavorare che fa arrabbiare la politica e che io critico: quello di fare interviste che durano un'ora e mezza e poi montarle in venti minuti, un quarto d'ora. Che è una cosa che, secondo me, se io fossi in Report, migliorerei, perché offre il destro all'intervistato per dire: "Ma io non l'avevo detto così, il contesto era diverso", eccetera eccetera. Quindi il sogno della politica è sempre stato quello di ridimensionare quella che era, insieme a Striscia la Notizia, la più grande, e una delle uniche, trasmissioni di inchiesta. Ricordiamoci i grandi scoop che hanno fatto e che hanno provocato terremoti politici veri e propri in Italia, tutte e due. Lo scandalo degli sprechi al Tgr notturno venne tirato fuori da Pinuccio a Striscia e grazie a questo, vennero fatti dei tagli. Ma pure in casa Meloni ricordiamoci lo scandalo sul fuori onda di Giambruno: era sempre Striscia. Lo stesso Report ha generato enormi scandali. Io ne sono pure stato vittima con la vicenda dell’Autogrill tra Renzi e Mancini. Ero deputato di Italia Viva all’epoca e il mio partito ne venne fortemente danneggiato. Come ho già detto in Commissione all’insostituibile Franco Di Mare, Renzi era scortato dai servizi, come pure Mancini, dunque secondo me si è trattato di un terzo servizio segreto che ha seguito per mezz’ora gli altri due. Una storia piena di ombre. Ciò non toglie che ai membri della Commissione di Vigilanza, arrivò uno stranissimo dossier su Ranucci che mi fece storcere il naso, e non poco.

Valter Lavitola in procura a Roma
Valter Lavitola Foto Ansa

In che senso un dossier su Ranucci?

Era una lettera bella lunga che sosteneva che all'interno della redazione di Report vi fossero molti comportamenti criticabili in campo sessuale, sulle colleghe. Questa lettera a me personalmente venne caldeggiata da tante persone, non della politica ma del mondo del giornalismo. Ricevetti telefonate da fior fiori di direttori e vicedirettori i quali mi dicevano di avere pronte le interviste alle presunte vittime di molestie. Interviste che poi, guarda caso, non sono mai uscite. Perché evidentemente non esistevano. Sin dal principio non mi fidai. Facemmo delle verifiche e non risultò nulla. Chiesi alla RAI di fare chiarezza su questa vicenda del dossier, ma ecco. Anche lì era tutto stato costruito per cercare di zittire la trasmissione d’inchiesta Report. Dunque nulla di nuovo. Se tu sei scomodo davvero, il potere cerca di fartela pagare. La cosa che stupisce parecchio in questa storia è che sia l’azienda di Ranucci ad averlo mollato. Corsini è il suo direttore. Quando si trattò della chiusura di Striscia Mediaset era compatta dietro a Ricci. Qui invece è l’esatto contrario. Frasi complicate come "Chi aveva un problema con Report andava a rivolgersi..." provengono dal direttore primo dell’intrattenimento Rai. Doveva essere il momento di gloria dell'azienda e invece è stato trasformato nell'esatto opposto. Poi, oltre ai soldi della pubblicità che andranno restituiti sulle tasche degli italiani, viene a mancare l'informazione. E se manca l'informazione c'è anche una violazione del contratto di servizio, perché la RAI ha un canone perché deve fare delle trasmissioni e deve affrontare determinate tematiche. Se tu non le affronti e mi metti un film western, è una violazione del contratto.

https://www.youtube.com/watch?v=qyCAv_YrKCQ&t=1400s

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