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11 luglio 2026

Mamma e figlia avvelenate a Natale: Laura Di Vita ascoltata di nuovo? La certezza è la relazione di 900 pagine depositata in Procura

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

11 luglio 2026

Il medico legale Benedetta Pia De Luca ha depositato la relazione come anticipato da MOW: è avvelenamento, ma restano i dubbi sulla somministrazione. Mentre i campioni volano in Germania al Robert Koch Institut, l'attenzione degli inquirenti si sposta dalle tracce sul Dark Web ai dati delle celle telefoniche: c'è un uomo che ha frequentato zone particolari. E gli inquirenti, secondo indiscrezioni, avrebbero convocato ancora Laura Di Vita (ma la Procura dice di no)...

Foto di: Ansa

Mamma e figlia avvelenate a Natale: Laura Di Vita ascoltata di nuovo? La certezza è la relazione di 900 pagine depositata in Procura

Poi non dite che non ve l’avevamo detto: Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita sono morte per un avvelenamento da ricina, ma non è possibile stabile se e come la sostanza è stata assunta o somministrata. A confermare l’indiscrezione lanciata da MOW qualche giorno fa, quando mancavano solo le firme su una relazione da 900 pagine circa di fatto già conclusa, adesso c’è anche un'intervista rilasciata a Fanpage.it dalla dottoressa Benedetta Pia De Luca, il medico legale che ha formalmente depositato la relazione presso la Procura di Larino. Secondo l'esperta, comunque, la via orale attraverso liquidi o alimenti rimane la più probabile, ma la certezza scientifica non è al momento raggiungibile. Il fascicolo per omicidio resterà dunque aperto contro ignoti: spetterà agli inquirenti stabilire se si sia trattato di una tragica assunzione accidentale o di un duplice omicidio orchestrato da terzi.

Le indagini, condotte in collaborazione con il professor Locatelli del Centro Antiveleni Maugeri di Pavia, si sono rivelate, secondo la De Luca, sin da subito un unicum nel panorama forense italiano e internazionale, privo di precedenti analoghi con cui comparare i dati. E è anche per questo che per superare i limiti di rilevazione della sostanza – che tende a degradarsi rapidamente col tempo – la Procura ha esteso la consulenza a due massimi esperti tedeschi del Robert Koch Institut di Berlino, Christian Herzog e Sylvia Worbs. Applicheranno metodiche avanzate, non disponibili in Italia, per individuare eventuali tracce di ricina a mesi di distanza.

pietracatella
La famiglia Di Vita

Gli esami, come noto, si concentreranno su settanta reperti alimentari sequestrati nell'abitazione della famiglia Di Vita, oltre che su indumenti e arredi. I nuovi test mirano inoltre a chiarire la posizione di Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime: i limiti tecnici finora riscontrati non consentono infatti di escludere con assoluta certezza che l'uomo, sopravvissuto al dramma, possa aver assunto il veleno in dosi minori. Saranno, quindi, le così dette indagini tradizionali a dover illuminare la verità o comunque a dover fornire un indirizzo su cui approfondire. Negli ultimi giorni s’è parlato di tre sospettati, due donne e un uomo, poi pure di un altro uomo, ma l’impressione è che in verità sia una sola la figura maschile su cui si vuole approfondire. E non sarebbe, come molti avevano creduto, Gianni Di Vita.

Si tratterebbe, invece, di una persona che, stando a una attenta analisi dei dati di cella, avrebbe stazionato a lungo, nei giorni precedenti al Natale 2025, nei pressi di località in cui insistono molte piante di ricino. Potrebbe trattarsi, quindi, dell’uomo che ha fisicamente raccolto i semi poi utilizzati per provare a produrre il veleno. Una ipotesi, questa, che farebbe cadere quella secondo cui i presunti assassini di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita si sarebbero procurati il veleno sul Dark Web. Intanto, è notizia di oggi che gli inquirenti, dopo aver voluto riascoltare il parroco del paese (quello che durante un’omelia raccomandò ai fedeli di non parlare con la stampa), avrebbe nuovamente convocato Laura Di Vita. La donna sarebbe stata nuovamente ascoltata a sommarie informazioni (quindi non è indagata) e si tratterebbe della quarta escussione per lei in pochi mesi, ma questa indiscrezione, per ora, non ha trovato alcuna conferma nelle fonti ufficiali, visto che la stessa procuratrice della Repubblica avrebbe smentito la circostanza.

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