Cortocircuiti da via del Ciclamino. Lì dove tutto è cominciato con ventinove coltellate e dove tutto rischia di impastarsi tra lenzuola d’amanti e ora lenzuola d'ospedale, Manuela Bianchi ha ceduto. Un crollo verticale. Psicologico. E in qualche modo pure annunciato o prevedibile. Sabato notte, la nuora di Pierina Paganelli – la pensionata trucidata nel garage di casa il 3 ottobre 2023 – ha mandato giù due flaconi di benzodiazepine. Roba forte per l'ansia. Roba per addormentare i pensieri. Roba per addormentare pure i ricordi, ora che Louis Dassilva, l’uomo che Manuela ha amato e poi ha accusato, è libero in seguito all’assoluzione in primo grado.
La nuora di Pierina Paganelli è stata soccorsa dal 118. Poi la lavanda gastrica d'ordinanza, il ricovero in gravi condizioni ma senza il rischio di lasciarci la pelle. Sul referto dei medici una parola asettica: gesto autolesionista. La Bianchi, 55 anni, non ha retto più la pressione pubblica, i giudizi, le accuse incrociate che sarebbero piovuti su di lei e persino sulla figlia, il cui alibi regge l'intera impalcatura di quella maledetta notte. In effetti, le insinuazioni sono cresciute a dismisura da quando la Corte d'Assise, lo scorso 9 giugno, ha rimesso in libertà il suo ex amante, Louis Dassilva. Assolto. Libero. E lei, la principale testimone dell'accusa. Ex indagata per favoreggiamento. Ora sola (o mal accompagnata?) al centro del ring.
A stretto giro di posta, prima ancora che il sedativo smaltisse l'effetto, è arrivata la nota ufficiale dello studio Barzan. L’avvocato Nunzia e il celeberrimo e chiacchierato consulente, il criminalista Davide Barzan, hanno tuonato contro il mostro che loro stessi hanno contribuito a nutrire: l’esposizione mediatica. “Da oltre 32 mesi – scrivono - la nostra assistita è oggetto di una costante esposizione mediatica, accompagnata da ripetuti attacchi personali, giudizi sommari e campagne di delegittimazione”. Aggiungendo anche che ci sarebbe stata una "significativa escalation" dopo la scarcerazione di Dassilva.
Lasciatecelo dire: farebbe quasi sorridere se non si parlasse di flaconi di benzodiazepine e lavande gastriche. E di una persona che, al di là di tutto, soffre fino al punto di un gesto autolesionista. Lo studio Barzan scopre oggi i danni collaterali della sovraesposizione? Chi è sempre a tiro di obiettivo, fosse anche quello dei semplici social, non poteva non sapere. O non immaginare. La stessa Manuela Bianchi, prima del crollo, non si è certo sottratta al rito pagano del crime in piazza.
Il circo della cronaca nera funziona così: ti dà la parola, ti regala un palcoscenico e poi, quando la sentenza non è quella sperata e il pubblico comincia a fischiare, si trasforma in una gogna. Fa schifo, ma è così. Ora Manuela Bianchi è in un letto d'ospedale a Rimini, i medici valutano il trasferimento in una struttura specializzata e via del Ciclamino - che non ha più un colpevole - continua a fare vittime. Forse ci faranno una puntata. Con il consulente in collegamento?