Siamo stati i primi a tirare fuori la storia di Esperia e nessuno ci ha cagato fino a che Wired insieme ad Irpimedia, sul nostro innesto, ha fatto un buon lavoro. La storia, poi, è arrivata fino a Report, ieri sera su Rai 3 in un servizio realizzato dal bravissimo Luca Bertazzoni. Purtroppo non siamo stati citati, evidentemente per l’alto ritmo di lavoro a cui i bravi colleghi di Report lavorano e anche perché forse siamo degli sconosciuti che però tutti, a quanto pare, leggono con grande avidità. Ce ne dispiace, ma siamo comunque felici che questa storia sia venuta a galla. D’altronde, dopo tutto questo tran tran il “direttore” Xhino Zavalani e l’editore Pietro Dettori, ex braccio destro di Casaleggio, dovrebbe finalmente fare coming out e andare fiero di essere un new media (non una testata registrata) di destra con connessioni abbastanza chiare all’entourage di Giorgia Meloni. Non c’è da vergognarsi delle proprie idee, ma soprattutto della parte politica per la quale si parteggia senza doversi definire necessariamente indipendenti. Non c’è da vergognarsi nemmeno dal proprio passato. Zavalani, come si apprende dal pezzo di Wired, fu un accanito di fustigatore di leghisti pro Cinque Stelle e probabilmente a questo suo passato si deve la conoscenza con Pietro Dettori. Non vergognarti di nulla Xhino! Di solito funziona così, si tengono alti i vessilli di chi fa in modo che tutto non vada perlomeno in vacca, a meno che non vi sia dell’altro al di là di Eto srl. Infatti, il quesito rimane in piedi nonostante tutto. Perché la proprietà di Dors Media è stata schermata con una fiduciaria? Per non venire accusati di essere meloniani? Ingenuo da parte di un esperto della comunicazione come Dettori credere che non sarebbe venuto fuori tutto immediatamente. I giornalisti cercano notizie, e questa è una notizia. La gente si documenta e si pone le domande corrette. Chi paga la baracca? E scopre che c’è una fiduciaria.
Allora inizia a farsi delle congetture, magari anche assurde. Capiamo che “for the plot” ci sta tutto, ma è un po’ bizzarra questa storia. Perché Zavalani va nel panico quando gli arriva sotto, prima dell’esibizione, Luca Bertazzoni? Quella sorta di attacco d’ansia con le varie accuse di scorrettezza, di “colpi bassi” non è dal Xhino che siamo abituati a vedere negli accaniti reel pubblicati sul suo Esperia. Anche il silenzio granitico di Dettori durante la conferenza stampa per il Comitato per il sì è perlomeno "enigmatico". E’ il silenzio tipico di chi viene colto con le mani nella marmellata e fa molto ridere, però è pure un po’ strano. Va bene, forse è semplicemente il solito discorso. Cerchiamo d’interpretare razionalmente le mosse di un giocatore di Briscola che invece sta semplicemente giocando a cazzo. Ma ecco, non c’è nessun “colpo basso”, nessuna “scorrettezza”, come accusa Xhino durante la sua crisi di nervi. E’ tutto pubblico, tutto legale, semplicemente la gente è curiosa di sapere. E non c’è nulla di male, ripetiamo, ad avere le idee “chiare” e fare del giornalismo militante. Bisogna semplicemente fare coming out e non vergognarsi di quel che si è.
Dopo aver smosso da queste colonne quella polvere che ha preceduto il polverone, Wired e Irpimedia hanno contattato Zavalani e Dettori per chiedere loro di svelare cosa si celasse dietro la fiduciaria milanese Fiditalia, presieduta dall’ex massone della loggia Avalon, Matteo Cassa. Qui si è tirato fuori dal cilindro la Eto Srl, fondata a luglio 2025. Pare tutto coerente. La società è partecipata da Zavalani, Dettori e da Lara Fanti, la compagna del coordinatore social della Presidenza del Consiglio, Tommaso Longobardi. Ancora una volta domandiamo perché nascondere una cosa così ridicola? Cinquantamila euro di capitale sociale non sono molti per una testata. Addirittura il capo di Pietro Dettori, Fabio Perugia di Maim Group ha negato di essere a conoscenza di questa iniziativa di Dettori e ha dichiarato che il contratto di Dettori è comunque in scadenza. Una circostanza piuttosto particolare, dato che la visura camerale della Dors media è accessibile a chiunque. Dunque di cosa stiamo a parlare? Non ci resta che augurare il meglio a Esperia e a Xhino. Non vergognatevi di essere dei destroidi meloniani, se credete davvero nelle vostre idee, non c’è nulla di male.