Ormai è lo schema tipicamente italiano quando c’è di mezzo una qualche inchiesta: prima arriva la televisione, poi (forse) la giustizia. Nel mezzo? Il rumore. Questa volta il rumore è quello che fa il nome di Davide Barzan, criminalista ipermediatico, presenza fissa nei talk sull’omicidio di Pierina Paganelli, ma pure sui servizi de Le Iene che hanno scoperto un suo passato decisamente chiacchierato. Ecco, in merito a quel passato, Davide Barzan è finito a processo, imputato per truffa aggravata. Avrebbe dovuto presentarsi per la prima volta alla sbarra in questo procedimento già ieri mattina. Avrebbe, appunto. Invece è saltato tutto per una questione di procedura, notifiche fuori tempo massimo e termini a comparire non rispettati per uno degli imputati. Tradotto dal giuridichese: stop, rinvio, palla al centro. Se ne riparla, forse, il 13 maggio 2026.
A chiarire il punto dalle pagine di Rimini Today è stato l’avvocato difensore, Marlon Lepera, che in una nota ha messo i paletti: nessuna udienza “a vuoto”, ma un rinvio tecnico dovuto all’accoglimento di un’eccezione difensiva. E soprattutto un messaggio chiaro: il suo assistito è “totalmente sereno”, sia sul piano processuale sia nel merito della vicenda. E’ noto che questa storia, come spesso accade, non nasce in un’aula di tribunale. Nasce davanti alle telecamera e ai microfoni de Le Iene, con Gaston Zama che da mesi ha acceso i riflettori su Barzan e la sua famiglia. E su una serie di “affari” condivisi, posti in essere o proposti negli anni a vari personaggi in Calabria e non solo.
Secondo quanto ricostruito, tutto ruoterebbe attorno alla denuncia presentata da una famiglia di imprenditori del cosentino, in difficoltà economica, che si sarebbe rivolta a Barzan per ottenere un finanziamento. La proposta? Una finanziaria americana riconducibile al criminalista, un conto aperto a Malta per far transitare il denaro. E la richiesta di pagare in anticipo le prime rate del prestito. Prestito che, sempre secondo la denuncia, non sarebbe mai arrivato: l’assegno da 512mila dollari sarebbe risultato scoperto. Il danno contestato supera i 53mila euro, con l’aggravante della rilevante entità. Quindi Le Iene avevano ragione? Per ora, la risposta è sospesa. Smentita no, ma nemmeno certificata.
Quello che è certo, comunque, è che dopo i servizi della trasmissione Mediaset sono state molte le persone che hanno raccontato di aver avuto a che fare con Barzan e di essere state in qualche modo raggirate. Non è escluso, quindi, che possano essere stati aperti anche altri fascicoli oltre quello già trasformatosi in procedimento per truffa aggravata.