I ciclisti sanno bene che le spacconate pagano lo scotto nell’inaspettata salita. Meglio una pedalata lenta, costante, ma sicura. Rincorrere il ritmo di qualcun altro non è mai cosa saggia. Lo stesso vale in politica e Stefania Bardelli lo sa bene. Ciclista, giornalista sportiva da Milano Channel a Sky Sport 24 e poi Mediaset, inviata di Mattino5. Poi portavoce, nel 2019, al Ministero dello Sviluppo Economico, lei, Roberto Vannacci lo ha conosciuto personalmente e molto da vicino. Più volte ospite a La Zanzara, Stefania Bardelli è più di una semplice Bersagliera e Vannacci lo conosce perché è stata la prima a fondare un gruppo territoriale, i cosiddetti team Vannacci, legato all’allora associazione “Il Mondo al Contrario”. La prima a crederci e la prima ad abbandonare la nave, perché a suo dire dietro tutto il rumore che sta facendo Futuro Nazionale, in verità, c’è il nulla. Dalle sparate sul femminicidio a quelle sugli omosessuali, banale tattica per ottenere visibilità. Oggi Stefania Bardelli ha fondato il suo movimento a Varese, un progetto civico MAV, ispirato alla figura dell’eroe di guerra Angelo Vidoletti. Bardelli si sta facendo notare per la sua opposizione verso la giunta di sinistra e per l’iperattività del suo movimento rispetto al letargo dei politici di centrodestra. Il tutto mentre Futuro Nazionale pare viaggiare a gonfie vele non perdendo, però, occasione per mostrare di voler prendere parte alla coalizione di centrodestra che sorgerà dopo le politiche del 2027 e questo, per la Bersagliera, non dovrebbe stupire. Andrebbe più che altro compreso, prima che sia troppo tardi. Vannacci sparava contro la Lega quando era dentro il partito e sparerà contro la coalizione di centrodestra quando ne farà parte. Che il generale sia il cavallo di Troia nel quale si nasconde qualche politico? Magari qualche abile manipolatore e giocatore di scacchi che per il suo passato di rottamatore non può che servirsi di altri per preservare il suo personalissimo potere di guastare la festa al potere? E chi può dirlo. Per Stefania Bardelli, se fosse davvero come scrive il Foglio a proposito di un generale Renzi che alleva Vannacci, ridotto dunque a colonnello, il politico fiorentino prenderà una sonora sconfitta, ma il centrodestra non deve lasciarsi ingannare. Un’analisi politica molto interessante, quella dell’ex pasionaria vannacciana che dal generale si è sentita “tradita”. Nonostante il suo abbandono di un cavallo che l’azzardo dei politici descrive come vincente, Bardelli non ha rimpianti.
Per questo l’abbiamo chiamata per chiederle come se la stia passando, in quel di Varese.
Alla grande, stiamo facendo casino sulle piste ciclabili. L’assessore ne ha voluta una che passa proprio sull’uscio di un povero tabaccaio. Chi esce dall’attività rischia di essere messo sotto.
Un assessore di sinistra immagino
Per forza, abbiamo una giunta di sinistra qui.
Ma quelli di destra non vanno in bicicletta?
Quelli di destra sono inesistenti a Varese. Non vanno in bicicletta, non parlano. Ci sono solo io qui che faccio la mia opposizione. Ho fondato il Movimento Angelo Vidoletti e siamo al lavoro per i cittadini. Per il momento siamo gli unici a fare opposizione su Varese. Il centrodestra dorme, a sinistra li conosciamo. Noi siamo qui nel mezzo.
E di quel libro presentato con Marco Rizzo che ne ha fatto?
Alla fine nulla. Non ci siamo più sentiti perché ho preferito andare avanti con il mio progetto civico. Diciamo che il progetto di Marco non mi ha convinta, quindi ho preferito andare avanti per la mia strada.
Rizzo ha chiamato Vannacci di recente…
Non lo sapevo, però non mi stupisce. Non mi sembra uno molto sicuro di quello che fa e ho preferito prendere le distanze. Da sola ho un valore. Con Rizzo non lo so.
Lei era fra le più convinte sostenitrici di Roberto Vannacci, ma le vostre strade si sono separate, perché?
Credevo fosse un’altra persona. Lui si presenta in un modo, ma poi conoscendolo, scopri che è completamente diverso.
Cosa intende dire?
Io penso che le persone debbano credere davvero in quello che dicono. La tattica di Vannacci, come dimostra anche la bagarre sul femminicidio, è la provocazione. Vannacci vive di provocazioni e questa è la sua unica risorsa politica. Io sono stata la prima a mollarlo perché ho capito che non era la strada giusta. Quando passiamo ai temi c’è il vuoto. I temi sono la cosa importante e lo sto verificando sul mio territorio. Il nostro movimento è in tutto e del tutto orientato ai temi: bisogna parlare alle persone, ai territori e non fare sparate che fanno discutere. Adesso Vannacci è in televisione, su tutti i giornali perché è il suo modo di agire. Fa sparate per creare una polemica pronta all’uso con titolo garantito in apertura e qualche giorno di visibilità. Quando mi sono resa conto che questo era il copione mi son detta. Questo non è quello che voglio, io non sono una persona del genere. Per me, però, è prevedibilissimo quello che sta facendo. È la stessa cosa da quando ha scritto il suo libro in avanti.
Quindi nessun rimpianto
Assolutamente. Le cose che dice sono emblematiche. Vedi la stupidata della sporca dozzina. Lui definisce le persone che aderiscono al suo partito feccia e rifiuti. Ma sono questi compatibili con il progetto che lui sosteneva all’inizio? Lui sosteneva che ci doveva essere una selezione, rigore, disciplina e meritocrazia in un mondo che vedeva al contrario. Poi ha scoperto improvvisamente che la coerenza non è più una linea rossa. Lui fa tanto l’indipendente, ma ogni occasione è buona per esprimere il suo interesse nell’entrare in una coalizione di centrodestra. Esattamente quello che ha fatto con la Lega. Stava dentro e sparava contro il partito. Ora vuole fare la stessa cosa. Entrare nel centrodestra e sparare contro il centrodestra.
È vero che per il tuo progetto civico sei stata contattata da qualcuno?
Per adesso non voglio dire nulla. Il progetto civico è credibile sul territorio. Non voglio scorciatoie. Io parto dal territorio, dalla mia città, dalle persone. Siamo noi più degli altri a fare opposizione ed ecco perché ad un certo punto l’interesse da parte di qualcuno arriva. Io credo in una politica che valorizza il merito, che da spazio ai migliori, non alla feccia. Un paese non cresce quando alla feccia e ai rifiuti dai una casa. Il paese cresce quando guardi in alto, quando vuoi costruire sul valore delle persone, e non sulla mediocrità. L’Italia di Vannacci fa solo rumore. E dopo il rumore arriva il nulla.
Vannacci è una Bestia 2.0, di salviniana memoria?
C’è una differenza sostanziale. La Bestia era una struttura coordinata alla perfezione dietro a Salvini che riusciva ad esaltare il personaggio e creare consenso. Vannacci non ha una macchina perché lui non sa scegliere le persone. Non sa gestire un gruppo e non sa pianificare. Lui basa tutto sulle sue sparate e sulla sua persona.
Come fa allora? Il tempismo suo pare quello giusto, sta attirando parlamentari. Dietro di lui c’è qualcuno che gli dà forse qualche dritta? Sul Foglio è uscito un interessante pezzo: “il generale Renzi alleva Vannacci”
Se è davvero così Renzi prenderà una sonora sconfitta, perché secondo me fa proprio un buco nell’acqua. Non so quale sia l’obiettivo di Renzi. Posso immaginare spaccare il centrodestra, ma non ce la farà. Parlo perché l’ho conosciuto da vicino. Non è capace di costruire un gruppo. Non è capace di avere delle persone di fiducia valide intorno a lui. Tutte le persone valide si sono allontanate da lui. Non può costruire nulla di stabile in questo modo. Come hai visto per il Mondo al Contrario, ha messo tutti i team uno contro l’altro. Poi sì, tanti parlamentari sono passate con lui. Ma erano tutti parlamentari che nessuno voleva. Un progetto credibile lo costruisci con persone che tutti vogliono, che credono in te e nella tua versione. Silvio Berlusconi credeva in una visione dell’Italia e credeva in un futuro che lui stesso aveva costruito in prima persona. Che cosa ha costruito Roberto Vannacci in tutti questi anni? Nulla. Una sporca dozzina e una feccia e dei rifiuti che lui stesso definisce in questo modo. Cosa ci possiamo da una persona del genere? Che cosa vuole, Vannacci, per il bene dell’Italia?
Chi sono i politici validi che hanno abbandonato Vannacci come te?
Norberto De Angelis, già presidente dell’associazione Mondo al Contrario, che dalle pagine di Repubblica lo ha definito un traditore. Ma sono stati in molti. Paola De Franceschi, fra le prime ad essere al suo fianco. Lo abbiamo vissuto tutti in periodi diversi. La verità è che, come ti dicevo a proposito del femminicidio, Vannacci non dice quello che pensa. Lui minimizza, banalizza e riduce tutto ad una questione semantica. Potremmo chiamarlo il generale della banalità. Anche queste sono polemiche opportunistiche sulla pelle delle vittime in questo caso. Lui stesso sa che il femminicidio non indica il sesso della persona morta, ma il perché sia stata uccisa questa persona. Però in quel momento è funzionale per finire sul giornale. Come la storia dei “cari omosessuali non siete normali”. Questa non è l’Italia del futuro. Bisogna cercare di scuotere le persone per fargli capire che questi non sono personaggi a cui ci dobbiamo ispirare. Questi sono personaggi che non lasceranno nulla.