Cosa si saranno mai detti nel lontano 2020, Matteo Renzi e Marco Mancini all’autogrill di Fiano, all’caporeparto del DIS a cui Giuseppe Conte avrebbe promesso la vicedirezione del Dis? L’incontro fu un vero e proprio scandalo e venne intercettato da Report, che ricevette il video da un’anonima professoressa che per caso si trovava lì, in quell’autogrill, dato che suo padre era chiuso in bagno per un grandissimo mal di pancia. Va detto che, a livello giudiziario, la Procura di Roma ha escluso qualsiasi legame tra la professoressa e i servizi segreti, mentre nell’ambito delle indagini condotte dalla Procura di Ravenna fu sentita Elisabetta Belloni, all’epoca direttrice del DIS, che su una serie di domande relative al funzionamento dei servizi e ai loro eventuali rapporti con Report oppose il segreto di Stato, confermato nel 2022 dall’allora presidente del Consiglio Mario Draghi. Ad ogni modo stiamo parlando di un autogrill, quello di Fiano, a 20 chilometri da Roma e in pieno Covid, durante l’esodo pre-natalizio. Un luogo piuttosto esposto per un incontro clandestino, non trovate? Ecco, dunque, alla luce di quanto rivelato da Francesco Boezi su il Giornale dopo la rimozione del segreto di Stato disposta da Giorgia Meloni, qui su MOW possiamo raccontarvi qualcosa di più. Michele Anzaldi, all’epoca Commissario di Vigilanza e deputato di Italia Viva, ci ha rivelato tra le righe di che cosa si potrebbe essere parlato in quel 23 dicembre, presso l’autogrill di Fiano.
Un luogo estremamente visibile evidentemente scelto non a caso per l’incontro e non certo un discorso clandestino come invece descritto da Report che, allora, vi ricamò su per settimane con i suoi servizi. Certamente si trattava di una notizia di interesse nazionale, ma non una notizia scandalosa ma, per come venne confezionata, lasciò intuire trame ben più oscure rispetto a quel che con buona probabilità si trattò, ovvero, politica allo stato puro. Con Michele Anzaldi abbiamo ricomposto il quadro politico di quel momento e, effettivamente, facendo due più due si può intuire, forse, l’argomento di quella conversazione che avveniva in un momento particolarmente delicato per la politica italiana. Erano in arrivo i 200 miliardi del PNRR e Italia Viva di Matteo Renzi, diffidente verso l’accentramento di potere di cui si era reso protagonista Giuseppe Conte, sposò il progetto politico di portare al potere il più esperto Mario Draghi, ex presidente della BCE. Il tecnico necessario per rimettere ordine un Paese totalmente allo sbaraglio e colto di sorpresa dal Covid. In quel periodo Giuseppe Conte, per scongiurare la sua uscita dalla scena politica con l’obiettivo di un rimpasto, più volte aveva tentato di sedurre Matteo Renzi con velate promesse di un posto di rilievo nell’esecutivo che eventualmente sarebbe sorto. Peccato per Conte che le cose andarono diversamente. Il ritiro dei due ministri renziani portò al potere Draghi e poi il resto è storia. Ecco, ma in tutto questo cosa c’entrava Marco Mancini con Renzi a Fiano? E qualcuno ha voluto sfruttare l’evento per interferire con il progetto politico di Italia Viva? Adesso vi spieghiamo tutto, ma ecco, andiamo con ordine. Partiamo dall’inizio.
Le rivelazioni del Giornale rimettono al centro la questione dell’autogrill di Fiano. Ma è mai possibile che tutto questo casino per fargli gli auguri?
Guardi, io non lo so. A memoria, mi ricordo cosa accadeva in quel periodo. Ci troviamo a ridosso di Natale, siamo, se non sbaglio, al 23 dicembre 2020. Il governo Conte era in agonia. Ancora giravamo con le mascherine, c'era il Covid, però si sapeva che se ne stava per uscire e che sarebbero arrivati 200 miliardi di euro di Pnrr per fare ripartire l'economia in Italia. E noi avanzavamo dei dubbi, tutti avanzavano dei dubbi, in particolar modo Italia Viva avanzava dei dubbi sulla gestione di questo danaro da parte di un governo che si era messo in luce per accentrare a sé gli incarichi e le decisioni rifiutando il dialogo addirittura con il parlamento. Si fece avanti la valutazione politica di cambiare il presidente del Consiglio con uno più specializzato, più a conoscenza delle dinamiche europee, per non perdere quest'occasione per l’Italia distrutta dal Covid dei 200 miliardi e addirittura si sognava una persona col curriculum di Mario Draghi. Passano le vacanze di Natale e nel gennaio del 2021 Renzi ritira i suoi due ministri dal governo.
Qualcuno aveva forse interesse a interferire in quest’operazione politica?
Stamattina, dopo aver letto il pezzo sul giornale di Cerno sul ritiro del segreto di Stato sulla vicenda sono andato a risentirmi, e invito tutti a risentirlo, l'intervento di Renzi in Senato quando ritira le due ministre. Dico solo che a confermare la stranezza di tutta questa storia è l’imposizione del segreto di Stato fino al 2037 da parte dal capo dei servizi segreti Elisabetta Belloni. Qualcosa di paragonabile, forse, solo alla tragedia ancora irrisolta della strage di Ustica. Ricordiamoci che oggi possiamo, se possiamo leggere queste carte, lo si deve alla richiesta fatta da Renzi personalmente alla presidente del Consiglio attuale, Giorgia Meloni, che ha acconsentito a rendere pubblici i documenti. Riflettiamo anche solo su questo dato. Un segreto di Stato fino al 2037 avrebbe fatto nascere dubbi a chiunque.
Ma quindi secondo lei cosa può essere successo in quel frangente?
Come ho già detto in commissione di Vigilanza, è mai possibile che un alto dirigente con incarichi importantissimi e alla vigilia delle feste per fare gli auguri di Natale addirittura arrivi a circa 20km dal centro di Roma? E poi in autostrada? Si tratta di un punto di grandissima visibilità in cui la gente paga per mettere la pubblicità sui cartelloni. Qui si vede la bontà e la trasparenza politica di Renzi che avrebbe potuto ricevere Mancini - che all’epoca era caporeparto del Dis con la promessa di Conte di diventare vicedirettore del Dis - anche in privato, e invece lo ha fatto nel posto più visibile che c’era. Mettendo in fila i fatti politici di cui sopra si può ipotizzare, forse, di cosa abbiano parlato. E non sarebbe una notizia scandalosa, ma al massimo un criticabile avvicinamento politico, che come si può sentire nell’intervento di Renzi al senato è avvenuto più volte da parte di Conte.
Ma perché tanto clamore allora?
Come si è detto in Commissione con Franco Di Mare, il punto è che, chiaramente si trattava di una notizia. Ma da qui a trasformarla in una grande inchiesta giornalistica… Incontrarsi in un punto di grandissima visibilità, in piena partenza per le vacanze è stato descritto come un incontro clandestino in un paesino sperduto. E tutto questo veniva segnalato da una professoressa che si trovava lì per caso, bloccata da quelle parti perché suo padre, guarda caso, era al bagno (da ben mezz’ora, per fortuna che non è morto di mal di pancia, solidarietà al papà), l’italiano medio può pensare al complotto, al colpo di stato o a qualsiasi cosa.
Quindi Ranucci, in questo caso, secondo lei ha sbagliato a pubblicare la notizia in questo modo?
Penso che Ranucci in questo caso sia stata addirittura una vittima. Sia Matteo Renzi che Mancini erano accompagnati dalle relative scorte gestite dai servizi segreti. Se entrambi gli apparati di sicurezza dell’ex presidente del consiglio si sono fatti fregare da una professoressa qualsiasi e lasciati filmare per oltre mezzora, allora è tutto molto angosciante e offensivo per i servizi segreti italiani. Non trova?
Ma Ranucci dice che l’autogrill è una delle inchieste per cui venne chiesto il suo licenziamento
Di recente ho scritto un tweet in cui correggo Ranucci su un fatto e allego il link dell’audizione in Commissione. Lui dice che già all’epoca dell’autogrill venne chiesto il suo licenziamento, ma questo non è vero. Basta riguardarsi l’audizione in Commissione di Vigilanza. E fino a ieri Ranucci ha continuato a ripetere questa cosa.
Perché secondo lei?
Forse a lui conviene far sapere di aver avuto nemici da tutte le parti, che sarà pure vero, ma ufficialmente le cose sono andate diversamente. Nei dieci anni che ci sono stato io in Vigilanza, che è un bel periodo, non è mai stata chiesta la chiusura di Report menchémeno l’allontanamento di un giornalista come Ranucci. Chiedere chiarimenti, è un’altra cosa, ma soprattutto è un dovere di chi sta in Vigilanza. Ora, grazie al coraggio politico e la disponibilità della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stato tolto con ben 11 anni di anticipo il segreto di stato a questa storia e tutte quelle cose che sembravano opacità o esagerazioni, invece, non lo erano poi così tanto.