Leggere un’intervista al direttore di una banca qualsiasi – prendiamo, toh: Mps – la domenica mattina richiede ad un italiano medio circa 20 minuti di concentrazione e tanta pazienza. Soprattutto se è domenica e fuori c’è il sole. Chi si occupa di banche, invece, impiega meno, tendenzialmente, a individuare le cosiddette “sole”. Di questo si occupano dalla mattina alla sera, tendenzialmente, i giornalisti del “Sole”24 Ore, e infatti, proprio su questo quotidiano si mettono in fila tutta una serie di inesattezze che l’indistruttibile amministratore delegato del Monte dei Paschi, Luigi Lovaglio, ha tentato di rifilare ai lettori di Repubblica, domenica mattina. L’argomento caldo è, naturalmente, la sfida del banchiere senese contro l’offensiva Opas di Intesa Sanpaolo verso il Monte, proponendosi come “tentatore” verso gli azionisti di Mps.
Intesa Sanpaolo, per ogni azione che gli shareholders del Monte sono disposti a cederle, offre loro in cambio 1,6 azioni proprie + 1 euro cash. Si tratta di un’operazione che si aggirerebbe attorno ai 30,6 miliardi di euro con un premio del 12,5 per cento rispetto ai prezzi precedenti all’annuncio e si oppone alla proposta di Lovaglio, perlomeno ad occhio, non è allettante come l’avance di Intesa che offre davvero un sacco di soldi a quegli investitori che, invece, qualora scegliessero di seguire Lovaglio, otterrebbero più o meno qualcosa di cui sono già in possesso. Ovvero? Stiamo parlando di un’offerta di scambio su Banco Bpm e Banca Generali a cui Lovaglio punta per realizzare la sua complessa strategia che, se andasse in porto, chiuderebbe la partita del Risiko Bancario. Qui Lovaglio offre per ogni azione di Bpm 1,208 euro, di cui 0,302 in contanti e il restante 0,906 in azioni di Assicurazioni Generali. Azioni che Mps detiene già tramite il controllo di Mediobanca. Poi, certo, al momento della chiusura della contesa, le azioni di Assicurazioni Generali potrebbero valere di più e quindi sì, quei 0,906 euro potrebbero moltiplicarsi. Ma il condizionale è d’obbligo e non si tratta, almeno a livello formale, della certezza di cui parla Lovaglio a Repubblica. Come può garantire, Lovaglio, che “il credito non diminuirà”? Certamente l’Mps sorprenderà tutti ancora una volta, disattendendo le critiche alle sue parole con i fatti, ma è certo che l’Ops di Mps su Banco Bpm sia una vera e propria azione difensiva. Cosa che lui, naturalmente, smentisce a Paparella su Repubblica.
Ma cosa si aspettava il Sole24Ore dal buon Lovaglio? L’ammissione di una debolezza su un quotidiano importante come quello fondato da Scalfari? Certamente no, ma la domanda di Paparella su Repubblica era dovuta e la risposta un po’ “paracula” di Lovaglio, scontata. Per quanto riguarda la risposta alla domanda sulle parole di Giorgia Meloni, che si era espressa a proposito dell’unità di Mps, auspicando che la banca senese non venisse “smembrata, perdendo il proprio nome e la propria identità”, la risposta di Lovaglio è quella dello stratega che, nonostante i sabotaggi e l’Odissea che lo hanno riportato in sella al Monte quando tutti lo davano per spacciato, non ha mai abbandonato il suo disegno iniziale. Realizzare un Terzo Polo bancario che ora, qualora dovesse riuscire nel suo intento, diventerebbe addirittura il secondo polo bancario in Italia con 80 miliardi di capitalizzazione, 11 milioni di clienti, circa 2.900 filiali e 810 miliardi di attività finanziarie della clientela.