Chi è Claudia Conte? Una domanda a cui non è semplice dare una risposta, data la vastità del suo curriculum e della sua rete di conoscenze. Qualcuno l’ha paragonata a Maria Rosaria Boccia, ma il suo network di conoscenze e la preziosità delle sue entrature sono ben superiori a quelle dell’ex amante dell’allora ministro della Cultura Sangiuliano. Infatti, la Conte è arrivata ben più in alto, ovvero al Ministero dell’Interno. Francesco Piccinini, di Fanpage Confidential, ha provato a ricostruire una parte della rete della (forse ex) amante di Matteo Piantedosi e quel che salta fuori è la prova che questa storia non è solo “gossip”, come la si è voluta derubricare finora, perché qui siamo a un livello ben diverso e più profondo. Perché va bene il finanziamento ottenuto dal Festival del Cinema di Ferrara da parte del Ministero della Cultura (dopo due anni di bocciature alle varie richieste) nel 2025, l’anno in cui Claudia Conte è stata contrattualizzata: siamo nella norma. Poi viene fuori che il documentario realizzato da Claudia Conte, “La voce di Israele”, è stato sponsorizzato dal Keren Kayemeth Leisrael Italia, una delle più antiche fondazioni d’Israele, fondata nel 1901, ancor prima della nascita dello Stato stesso, essendone alle radici.
Poi ancora: Claudia Conte, in rapida successione al suo quasi omonimo politico Giuseppe Conte, incontra l’inviato speciale della Casa Bianca per le relazioni globali, Mr. Paolo Zampolli, il quale a Francesco Piccinini, al telefono, spiega di essere stato alla presentazione del suo libro solo perché l’aveva conosciuta all’ambasciata italiana a Washington. Dove? Al gran galà della National Italian American Foundation, l’evento più prestigioso in assoluto per la comunità italiana negli Stati Uniti, al quale si partecipa solamente su invito. Il portavoce dell’ambasciata italiana a Washington spiega che, in quell’occasione, Claudia Conte ottenne l’accredito per realizzare un’intervista, per conto di Affaritaliani, al presidente della Regione Lazio (la regione d’onore del galà 2025), Francesco Rocca. Lo stesso Francesco Rocca che scrive la prefazione del secondo libro della giornalista Claudia Conte: “La voce di Iside”. Mentre “La legge del cuore” è la sua prima fatica letteraria, con tanto di prefazione da parte di Cafiero De Raho. Insomma, un personaggio particolarmente interessante che, a quanto pare, è – a suo dire – “cugina” di Andrea Iervolino, il noto produttore cinematografico che, raggiunto al telefono da Piccinini, spiega che a Cassino ci si rivolge tra amici con “cugino”, come a dire “fratello”, “amico”. “E poi”, sempre parole sue: “chi è che non conosce Claudia?”. Così si spiega la sua presenza al Festival del Cinema di Venezia. Ma le sue entrature non si limitano a Iervolino, perché, secondo quanto scoperto da Fanpage, la Conte sarebbe anche l’ex fidanzata di un attore, il cui nome rimane censurato, e che da qui l’avrebbe in qualche modo aiutata a introdursi nel Festival del Cinema di Roma, essendo lei desiderosa di diventare un’attrice. Mai, però, fidarsi di un’attrice che fa un secondo lavoro, soprattutto quando si è generali delle Forze Armate italiane.
Grazie all’Esercito, infatti, Claudia Conte ha anche realizzato un documentario sull’alluvione dell’Emilia-Romagna e uno sul tour dell’Amerigo Vespucci (prossimamente in sala), grazie alla società Difesa e Servizi, di cui l’amministratore delegato è Luca Andreoli. Ma è qui che viene il bello, perché non ci si limita alla sua insistenza nel farsi invitare ai numerosi eventi delle Forze Armate, con tanto di relazioni informali con alti papaveri delle Forze Armate e dell’ordine. No: Claudia Conte ha anche ricevuto in premio la cittadinanza onoraria della cittadina di Krasnokutz per il sostegno ai bambini ucraini da parte del sindaco della città. E come ci finisce in Ucraina la nostra eroina? Insieme a Stefano Nicolussi Rossi, fondatore di Domus Europa, centro europeo di cooperazione Italia-Ucraina, nonché presidente di Renovua S.p.A., società specializzata nella costruzione di infrastrutture nello scenario postbellico ucraino. Nicolussi, tra l’altro, è fra gli ospiti del Ferrara Film Festival. Ma cosa c’è che non torna in tutto questo? Una delle sue società, Vita, presenta un profilo di rischio molto alto per sproporzione tra struttura e ambizioni. È una microimpresa con 0 dipendenti e che si occupa di sminamenti bellici. Per intenderci, per sminare un fondale marino sono necessarie le tecnologie richieste da Trump a Meloni per Hormuz, alle quali la premier ha opposto un diniego. Insomma, trascurando la fase emiratina a Dubai e le sue particolari frequentazioni, non resta che fare i complimenti alla signorina Conte per le sue spiccatissime doti di pubbliche relazioni, ma anche arrivare a constatare che forse parlare solamente di “gossip”, ormai, è decisamente una forzatura.