Una fonte vicina al ministero della Difesa lituano mi ha detto che i servizi americani gli hanno detto che sanno di sapere – e lo hanno detto anche ad altri europei (chi? boh) – che gli agenti del Cremlino in Europa “utilizzeranno droni lanciati dal mare, nascosti in un container; non è tanto difficile” per attaccare dal Mediterraneo Spagna Francia e Italia. Sì, che al mercato mio padre comprò. Quanta certezza e quanta mancanza di verbi al condizionale utilizzati da Xavier Colás nel suo scoop pubblicato da El Mundo. Per carità, grande scoop e complimenti al giornalista, ma non certo a chi ha preso per oro colato una velina confezionata per la stampa da un presunto uomo della Difesa lituana che, è ormai noto alle cronache, per la sua postura geopolitica nei confronti della Russia ad ogni occasione di tensione o fragilità diplomatica tra Occidente e Federazione Russa, getta benzina sul fuoco. Un’operazione che non è sbagliato definire “terrorismo psicologico”. Soprattutto ora che a Mosca si vota per la riconferma di Vladimir Putin che quindi potrebbe pericolosamente oltrepassare anche determinate linee rosse imposte dall’Occidente per ragioni meramente elettorali. Ora, poi, che Donald Trump ha invitato il presidente russo a prendere parte al G20. Diciamo che per quanto riguarda l’attendibilità degli allarmi lanciati sulla Russia dallo scoppio della guerra in Ucraina a oggi, il ministero della difesa Lituano non si può dire affidabile come Revolut (e non è una marchetta).
Come al solito i giornalisti italiani si sono gettati immediatamente sulla notizia titolando “La Cia ha detto che la Russia attaccherà l’Europa dal Mediterraneo”. Ehm. No, non è proprio così. Non è il titolo corretto. È un titolo totalmente sbagliato. Repubblica, infatti, ha chiamato i servizi italiani per sapere se il dossier dell’intelligence Usa (che poi, quale delle 17 agenzie esistenti in America? Ma certo, la Cia, anche se nel pezzo non c’è scritto) fosse cosa vera oppure l’ennesima fregnaccia per alimentare un po’ di più quell’isteria collettiva che caratterizza il panorama dell’informazione nei momenti di massimo sforzo diplomatico. Inutile ricordare che il ministro della Difesa italiano ha poi smentito pubblicamente questa notizia specificando che in tempi già difficili e nervosi non serve gettare “ulteriore benzina sul fuoco”. Questa notizia che di solido ha ben poco offre pure la sponda a Matteo Salvini, consentendogli di sedersi pubblicamente alla parte della coerenza senza spostarsi di troppo dalle sue posizioni già in passato favorevoli alla Russia e oggi, per la pace. Anche Emmanuel Macron ha dichiarato che quella diffusa da El Mundo fosse “un’informazione da smentire” senza negare che però la situazione internazionale è preoccupante. Infatti, in questo periodo basta dare uno sguardo alle aperture della principale agenzia di stampa russa, la Tass, per notare articoli parecchio ostili all’Occidente e, per certi versi, non più così favorevoli al presidente Donald Trump come nei mesi precedenti ai fatti di Lipsia e a tutta la serie di attacchi ibridi che si sono verificati in Europa nelle ultime settimane: dall’incendio alla fabbrica polacca di droni Wb Electronics di Skarżysko-Kamienna, ritenuto probabilmente un sabotaggio dalle autorità polacche, ai sabotaggi contro la rete elettrica tedesca. La tensione rimane alta, ma non per questo bisogna cedere alle solite veline, fin troppo semplici da trascrivere.