Belen Rodriguez è la donna più odiata d'Italia. Tocca capire a chi abbia rubato in casa, a quanto pare a noi tutti, per cercare di 'spiegare' un livore di questo livello, su scala nazionale. L'effetto dei commenti barbari contro di lei, perfino nel giorno in cui esce la 'notizia' - che sarebbe stato il caso di mantenere privata, come in tantissime altre occasioni in cui ci sono 'famosi' coinvolti in questioni serie - di un suo ricovero in ospedale. Per ragioni su cui nemmeno ci soffermiamo, purtroppo le sapete già: qualsiasi dettaglio della vicenda, sia pure fantasioso, giganteggia in apertura di ogni sito, dalle testate più blasonate a ilmiolabrador.com. Rimbalza sui social come fosse gossip, un amorazzo tra ex gieffini, la gaffe di un'influencer, la storia di presunte corna tra coppie di influencer qualsiasi. Ci sono perfino giornalisti e wannabe tali che bisticciano sulla patria potestà dello 'scoop', se ne dicono di santa ragione tramite X o storie Instagram. Un circo dell'orrore dove non solo è legittimo sciacallare, ma diventa motivo di vanto. Mentre i follouè, le persone, assorbono quanto vedono, stando da una parte o dall'altra. Intanto, nessuno sta dalla parte di Belen, a cui comunque e in primis auguriamo ogni bene. Primo problema: la salute non è gossip né materia di pettegolezzo. Esistono dei confini di umana decenza, di rispetto. Ed è assurdo ritrovarmi qui a ricordarli, come se fosse un concetto alto, complicatissimo. E non una sana evidenza. Da anni oramai Belen Rodriguez fa titolo soltanto e costantemente per storie brutte, negative. Che alimentano e rafforzano ciò che perfino oggi, appunto, la gente si sente in diritto di commentare: "Se lo merita, è una puttana, magari fosse la volta che crepa". Cosa stracazzo vi abbia mai fatto di male questa donna è la vera domanda. E no, non accetto risposte retoriche qui. Perché i media, tra siti, social e tv, sono i primi ad alimentare, con buona pace di ogni deontologia, il più becero vampirismo. Salvo poi farvi la morale perché, quando effettivamente succede qualcosa, 'commentate male'. Ma dai? Smettetela di farvi prendere per il naso. Soprattutto dagli editoriali 'empatici' che, è chiaro pure ai ciottoli di fiume, stanno lì solo per scaricare il barile e accollare la responsabilità di qualsiasi malcostume alla 'gente', cioè a voi. E quanto siete cattivi, signori miei.
Mi resta solo una premessa importante: se Belen avesse condotto la prossima 'Isola dei Famosi' e non l'avessi trovata all'altezza, sarei stata la prima a criticarla. Perché è il mio lavoro scrivere di tv. Ma appunto di tv, spettacoli, musica, costume, intrattenimento. Non di ospedali ed eventuali problemi personali che riguardano la salute. Se non cogliete la differenza tra questo e il 'gossip' o una considerazione sul mestiere di qualunque personaggio più o meno celebre, lasciate perdere e tornate a farvi fottere, ben contenti, da 'Dentro la Notizia' o qualsiasi altra boiata avvoltoia che vi insegna come si campa 'per bene' nel sempre serio e puntuale mondo dell'informazione, via.
L'odio social è un tema reale, importante. Però c'è 'l'odio' che viene raccontato e sfruttato per scopi personali (leggasi pure 'commerciali', ndr), poi c'è quello vero. "Sei brutta", "Non mi piaci" è questione che noi tutti poveri stronzi abbiamo bene o male risolto sul finire delle medie. Qualcuno lo dice e lo dirà sempre, amen, andiamo avanti per la nostra comunque. E non siamo certo 'eroi'. Negli ultimi anni, invece, esistono soltanto sacre vittime: personaggi che hanno impostato la propria stessa 'fama' sulla lamentatio (a vanvera). E che ce l'hanno pure fatta a diventare 'qualcuno' nello showbiz. Grazie soprattutto a media amici e compiacenti che tengono tanto a 'mandare un bel messaggio', a insegnare l'empatia, il rispetto, le buone maniere. Ma da quale pulpito? Dal pulpito di chi s'avventa su qualunque tragedia, pubblicandone i dettagli più morbosi, senza il minimo scrupolo. Fa click, fa views, 'funziona'. Poi se è vero no, poco importa, intanto se magna. Non su tutti, però. Nella storia dello spettacolo internazionale, si contano tantissimi personaggi famosi finiti male 'all'improvviso'. Per storiacce di dipendenze o altre sciagure fatali di cui proprio nessuno s'era accorto prima. O ne aveva dato 'notizia'. Possibile mai? Infatti, non è possibile. Cosa mettere online e cosa no è, in primis, questione di scelta. Un management 'potente', rapporti di amicizia e tante altre quisquilie rendono certuni 'intoccabili', mentre altri da mandare al macello, non importa come e perché, 'la gente lo vuole/deve sapere". E questa urgenza di 'sapere', da dove arriva mai? Esatto, dai media stessi che decidono a monte di propinarla. Ciò vale per i vip tanto quanto per Garlasco. Tutto equivale a tutto, in questo non si fanno differenze. Ed è terribile. Perché, appunto, oggi ci ritroviamo di fronte a orde di Unni sui social che 'tifano' per una pronta finaccia di questa showgirl argentina, argomentando che, dopotutto, sarebbe una bella 'vittoria' per l'ex Stefano De Martino. Una rottura di maroni in meno per il prossimo conduttore di Sanremo. Bimbi, che cosa è? Un cazzo di derby? Tipo Inter-Milan e si esulta quando la squadra avversaria 'segna' (ovverosia tira le cuoia)? Coraggio, sono sicura che possiate essere un filo meglio di così.
Sono anni oramai che Belen Rodriguez, per esempio, viene raccontata come la peggiore. E non venitemi a raccontare che questo sia 'il prezzo della fama'. Perché Belen Rodriguez, oggi, non è più quella della 'farfallina' a Sanremo. Non la vediamo in tv tutti i giorni, solo ogni tanto. Intervistata, oppure al timone di programmi sul canale Nove che non sono, con tutto il rispetto, 'Che Tempo che Fa'. E allora come mai si continua a blaterare, sempre e soltanto male, di costei? Per rendere l'idea: un paio d'estati fa è diventato caso nazionale il fatto che avesse bisticciato con un benzinaio in Sardegna. Se ne parlò per settimane. E sono certissima che non stesse accadendo nient'altro di più rilevante nel mondo in quel periodo. Come no? Il punto è che la 'narrazione' di 'Belen fuori di capoccia' è l'unica che viene mediaticamente spinta e promulgata da tempo. Troppo tempo. Va in un'unica direzione: l'annientamento. Strano che oggi 'i social' la detestino, vero? Dopotutto stanno in giro soltanto voci che renderebbero subito simpatico lo stesso Hitler. Un esempio? Si mormora da anni che Belen si sarebbe 'messa in mezzo' al matrimonio della sorella Cecilia. Perché? Perché 'è una puttana', no? Lo sanno tutti. E perché lo sanno tutti? Da dove arriva tale granitica certezza? Dal fatto che, in una subdola maniera o in un'altra, i media lascino intendere, per quanto la riguarda, sempre la stessa cosa, a ripetizione: che è una puttana, non si ferma manco davanti alla sua stessa sorella, vedete? Chissà poi se sia vero ma non conta, la nomea è cementificata nella pubblica opinione quindi è come se fosse accaduto realmente, anzi, non sussistono dubbi.
Mentre questo bellissimo meccanismo procede senza sosta, diventa sempre più evidente un semplice fatto: Belen Rodriguez è stata lasciata sola. E chi ha intorno, prospettando magari di non 'poterci' più fatturar sopra tramite gli ingaggi televisivi della sua epoca d'oro, ora sceglie di guadagnarci comunque abbandonandola in pasto a qualsiasi rumor infame. Che porterà, è sicuro, a interviste esclusive, e ben pagate, su 'come sta adesso, Belen'. Risponderanno accoratissimi parenti, amici, cugini di terzo grado, piangendo in quache salottino tv. Tutta gente che, se Belen non fosse esistita, ora sarebbe in Argentina, mi dispiace, a vender stracci. Non sto dicendo che sia un business, non mi permetterei, ma 'ha senso', purtroppo, vero? E forse l'abbiamo già visto succedere tante volte, bevendoci ogni singhiozzo ostentato in tv e sui social. Ecco, magari stavolta si potrebbe intervenire un filo prima del peggio. Perché il peggio, come scenario generale, qui si sta preparando da un bel pezzo.
Belen Rodriguez, fino a ieri, era il nome di punta per la conduzione dell'Isola dei Famosi (le cui riprese inizieranno dalla prossima settimana). Fulmine a ciel sereno, è giunta notizia che, invece, potremmo trovare al timone del reality (manca ancora ufficialità Mediaset) Selvaggia Lucarelli. Le persone sui social commentano. E commentano, senza sapere cosa sia successo per davvero - nessuno lo sa all'infuori di chi lavora al programma - che sia stata una sorta di 'usurpazione', che la showgirl argentina sia finita ricoverata in ospedale nottetempo come conseguenza di cotanto maltorto. Roba che, in ogni caso, si merita. Perché è sempre stata una cagna maledetta. E se magari avesse lasciato l'incarico all'ultimo, per qualsiasi motivo? È possibile. Però a nessuno viene in mente.
Ora io non sono qui a 'difendere' il talento artistico di Belen Rodriguez. Voglio soltanto dire che in tv ce ne sono sempre state e non mancano nemmeno oggi tantissime prive di qualsiasi qualità percepibile, oltre al design. Pure meno appariscenti e 'dotate' di Belen (che in ogni caso conduce, canticchia, si muove, ha una personalità propria nel bene e nel male). Qual è la differenza? Che le altre a un certo punto si sposano con l'imprenditore, l'armaiolo di turno. E, agli occhi bigotti della gente, fanno un percorso da 'ragazze per bene': dalla televisione alla chiesa, per poi metter su stabilmente famiglia. L'enorme peccato originale di Belen è quello di non aver mai intrapreso, manco per finta, la via della 'santità'. Si è andata a maritare con un concorrente di 'Amici' ventenne di Torre Annunziata, letteralmente uno qualunque. E ci ha figliato. Poi si sono mollatil, dopo lunga storia d'amore, ripresi e lasciati di nuovo. Lei non ha mai fatto mistero, social compresi, di avere una vita sentimentale e sessuale post divorzio. Lui, tutto sommato, sì. E questo 'premia' nel qui e ora in cui viviamo e che si dice tanto empatico e femminista quando ancora stiamo alla manichea suddivisione tra "bravo ragazzo' e "puttana". O bianco o nero. E, guardacaso, l'ago della bilancia del giudizio non va mai a favore delle donne. No, nemmeno del 2026. Si devono 'saper comportare'. Leggo in giro infinite volte che Belen 'debba' la sua carriera a Stefano De Martino. Ok, magari stavate ancora in culla o non eravate nati, ma per almeno un decennio Belen Rodriguez era i Ferragnez pre-pandoro. Da sola, non in coppia. Il prossimo conduttore del Festival di Sanremo, invece, la sua pochette. Non importava a nessuno il mero fatto che esistesse. Se proprio vogliamo parlare di 'convenienza', e non ne ho intenzione perché faccio sempre il tifo per l'amore, non era l'argentina ad aver 'bisogno' dello scugnizzo per avere successo. Lo aveva già. Al massimo, 'doveva' essere più scaltra e sposarsi 'meglio' per assicurarsi un futuro sereno, come fanno tutte quelle che tanto adorate. E non innamorarsi, poi, di un parrucchiere manzo, procreando pure con esso. Che oscenità, eh? Ancora, lo ripeto, nel 2026.
Prendiamo l'intervista a Vanity Fair. Sì, proprio quella, avete capito. È lì che mi è stato chiaro un sospetto che, occupandomi di comunicazione e lavorando in questo ambito da un bel pezzo, avevo purtroppo già da tempo: Belen Rodriguez è sola. Nessun management l'avrebbe accompagnata, in quelle condizioni, a un'intervista pubblica, con gli spettatori davanti, su un palco, le telecamere e gli smartphone a filmare tutto. Nessun giornalista avrebbe accettato di 'dialogare' per un'ora e col sorriso con un personaggio che non è che non si reggesse in piedi, non si reggeva manco seduta. Perché non si fa, perché non è corretto, per umana decenza. Manco un'anima s'è fatta lo scrupolo, Belen è andata 'virale' messa così. Aveva già parlato, per esempio in una prima intervista a 'Domenica In', d'aver vissuto male il divorzio. D'essersi presa un sacco di corna, di ritrovarsi ricoverata in clinica per dipendenza da benzodiazepine (psicofarmaci, ndr). Insomma, aveva già parlato di una brutta, bruttissima depressione contro cui aveva lottato duramente. Nel qui e ora in cui qualunque influencer lamenti mezz'unghia incarnita suscita l'empatia nazionale, a Belen nessuno ha creduto: "cerca solo visibilità", "vuole rovinare l'immagine di Stefano". Questa la sentenza definitiva della pubblica opinione. Senz'appello. Siamo disposti a credere a tutte, in quanto donne, ma a Belen no. Mai. Ci è voluta Elena Santerelli a 'Belve' per ricordare la gravità di quanto contestato a Chiara Ferragni a causa della 'opacità' della sua beneficenza pandorica. Santarelli ha parlato da mamma di bimbo malato. E per un attimo ha riaperto gli occhi a molti, oramai imbevuti dalla narrazione, anche se non soprattutto mediatica, per cui dopotutto 'alle donne non si perdona mai il successo'. Qui la palla è stata spostata dal focus principale, Belen invece sta sempre sul rogo. Perfché? Qualunque risposta mi possa venire in mente è, purtroppo, terrificante e apre scenari a cui non voglio neanche pensare.
Non avete idea di quanta gente famosa 'seria e per bene' abbia, come tutti, le proprie rogne. Storie di corna o di dipendenze palesi e manifeste. Però non finiscono nelle hompage dei siti, non se ne parla - come è giusto che sia, affari loro. Se vogliamo 'giocare', possiamo per esempio notare quanti si presentino in pubblico e parlino soltanto in sede di promozione film/disco/tour. Tra un progetto e l'altro, silenzio. Come se nemmeno esistessero. Presumo che almeno qualcuno di questi 'santi', per esempio, abbia pur bisticciato con un benzinaio nel frattempo. Ma no, le cose 'brutte' le fa soltanto Belen Rodriguez, tutti gli altri chierichetti, monaci eremiti, sacre vestali. Ribadisco: a monte di ogni 'notizia' che esce, c'è una scelta. In alcuni casi, molti in realtà, i media optano per un'umanità così generosa e clemente da esondare quasi nel più omertoso dei silenzi. In altri, vale tutto ed è sempre un ottimo giorno per la macellazione di questo o quella. Quando vi ritrovate a 'odiare' un personaggio noto e ad auspicarne la morte o che ogni cosa gli/le vada male, per favore, cercate di far caso a cosa sapete di 'sto cristiano. Ossia a ciò che hanno voluto dirvi di lei, di lui.
Promemoria valido per sempre, in ogni frangente: no, Belen Rodriguez (o chi per essa) non è mai venuta a rubarvi in casa. Lasciatela in pace, cercate - e mi rendo conto che non sia semplice - di essere un po' meglio dei titoloni con cui vi bombardano il cervello. Perché poi, col cervello bombardato, non si ragiona più, non si comprende, si vomitano le cose peggiori. Non esiste anima che abbia il diritto di festeggiare se qualcuno, celebre o no, viene ricoverato in ospedale, bimbi. Non fatevi trascinare nelle pagliacciate. Vogliono solo accumulare views, engagement, visibilità del post. Per poi farvi la morale mettendosi in bocca parole di dura e allarmastica condanna contro 'l'odio social' - che intanto si sono prodigati a creare e alimentare. Del resto, quando il circo arriva in città non rimane soltanto una sera. L'unica buona notizia, però, è che nessuno sia obbligato ad andarci, si può evitare di farne parte. Mentre finisco di scrivere questo pezzo, e sono le 16.20 del 26 maggio 2026, leggo che Belen sia già stata dimessa dall'ospedale, risultando 'in buone condizioni'. Di cosa vi ricorderete? Ve lo anticipo, chiamatemi pure Cassandra: vi ricorderete che Belen Rodriguez, si sa, 'sta fuori di capoccia'. Il battage mediatico sensazionalistico intorno al 'ricovero choc' sarà, in tutti i casi, sempre più forte e quindi rimarrà impresso, rispetto a ciò che, invece, arriva dopo. Anche se è la verità.