Ne parla per prima l’edizione palermitana di Repubblica, ma sul cartaceo nazionale appena un trafiletto, anche se la notizia è gravissima. Il Fentanyl è sbarcato a Palermo. Come spiega Giampaolo Spinnato, direttore dell’Unità operativa Dipendenze patologiche dell’Asp, la potentissima sostanza sta iniziando a essere utilizzata come sostanza da taglio degli stupefacenti. I tossicodipendenti da eroina, infatti, stanno iniziando a riportare stati di torpore di addirittura 15 ore, contro le appena due ore in media che provoca l’eroina nei suoi consumatori. Sono gli stessi frequentatori dell’associazione La Casa di Giulio ad aver segnalato questa anomalia.
L’allerta di grado terzo, quella massima in Italia, è già scattata dal 2024, quando per la prima volta la sostanza venne sequestrata a Perugia. Ora però ci troviamo a Palermo, dove l’eroina viene spacciata nelle zone più povere e degradate, ostaggio dei clan mafiosi, come Ballarò, lo Zen e Borgo. Una città che è tornata a essere un Far West, tra auto incendiate, minacce agli imprenditori per il pizzo e sparatorie a cielo aperto, come nel caso della “banda dei Kalashnikov”, e che ha reso evidente a tutta la stampa nazionale che del Sud Italia ci si interessa solamente quando la situazione è oltre ogni limite. In mezzo a tutto questo disastro i tossicodipendenti palermitani compensano l’eroina con il crack che, ad esempio, negli Stati Uniti, ha preceduto il passaggio definitivo di milioni di tossici tra le braccia del Fentanyl.
Ad oggi i ministeri dell’Interno e della Salute hanno istituito un protocollo specifico per monitorare la comparsa della potentissima droga, al fine di stroncare sul nascere la filiera di diffusione. Il Fentanyl, oltre a rappresentare un’emergenza medica, è anche una questione di sicurezza nazionale, come dimostra il caso statunitense. È peraltro molto recente il caso del furto di 80 fiale di Fentanyl dall’ospedale Israelitico di Roma, dove i due custodi della struttura sono stati inseriti nel registro degli indagati da parte dei pm capitolini, che stanno cercando di individuare i destinatari della partita di stupefacente. Non è certo un singolo furto a provocare un’ondata di overdose come negli Stati Uniti e la vicenda non è necessariamente collegata all’emergenza palermitana, ma, ad ogni modo, il fatto che la stampa nazionale trascuri questa notizia non è un buon segnale. Si tratta di un fatto gravissimo che non va sottovalutato e l’attenzione va mantenuta alta, così come la guardia.