Partiamo da un assunto semplicissimo: tutti, in un modo o nell’altro, dobbiamo lavorare. E anche gli aspiranti rivoluzionari, gli intellettuali dell’anticapitalismo, gli alfieri antisistema sono costretti dallo stesso sistema a integrarsi all’interno dei perversi meccanismi della società contemporanea. È quello che è successo al povero Youssef Siher, che dopo anni passati a combattere l’imperialismo occidentale e l’ordine capitalista fra i banchi dell’università e sulla carta stampata, lo scorso gennaio, ha iniziato a lavorare in un’azienda: la Mercor. Ma cos’è la Mercor?
È una startup americana con sede a San Francisco, fondata nel 2023 da Brendan Foody, Adarsh Hiremath e Surya Midha, ex studenti delle università di Georgetown e Harvard (a proposito di “università d’élite che producono il sapere legittimo”) e Thiel Fellows, cioè parte di un programma creato nel 2010 da Peter Thiel che prevede una borsa di studio a giovani che lasciano o non iniziano l’università per dedicarsi a un progetto imprenditoriale, scientifico o di ricerca. I tre, appunto, hanno fondato Mercor, una piattaforma che si occupa di reclutare ingegneri, avvocati, medici, banchieri e giornalisti (Siher?) per addestrare modelli di IA e chatbot. Fra i clienti i più grandi colossi dell’IA, come OpenAI e Meta, fra gli investitori Peter Thiel appunto, figura legatissima al mondo MAGA, reazionario e tecnocratico, considerato un “regista” della politica americana, primo grande finanziatore tech di Donald Trump, sostenitore dell’ascesa politica del vicepresidente J.D. Vance, cofondatore di PayPal e Palantir, che tra le altre cose fornisce software di analisi dei dati, intelligenza artificiale e sorveglianza a governi, servizi segreti (CIA, FBI), forze armate e programmi di sicurezza globali. Ma anche la società di venture capital Felicis, Jack Dorsey, cofondatore di Twitter, e Larry Summers, segretario al Tesoro con Bill Clinton, presidente dell’Università di Harvard e direttore del Consiglio economico nazionale con Barack Obama.
Con Mercor da gennaio di quest’anno Siher svolgeva (e probabilmente svolge) il ruolo di Generalist Expert, cioè quello di esperto a contratto esterno, che si occupa appunto di valutazione e addestramento di modelli di IA. Una sorta di esproprio proletario. Nulla di male, ripetiamo, ma permetteteci di cogliere un po’ di ironia in chi durante la settimana lavorava per un colosso della Silicon Valley e il weekend urlava al megafono contro l’imperialismo americano e il mondo ultracapitalista, da cui poi però traeva ovviamente gran beneficio. A marzo, in un pezzo intitolato “Platone nel ventre della bestia” scriveva che il sistema finanzia chi lo critica per renderlo innocuo, e che “il mercato ha una capacità davvero notevole di assorbire la propria critica”. Suona quasi come una profezia autoavverante. O come una confessione ben scritta. Traditore di classe o vittima del sistema, la differenza è sottile. Del resto, anche Youssef tiene famiglia.