image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Be Folk
Be Folk

Madre, figlia (disabile), padre e pure il cane: a Pietralata sono morti tutti. Non è un “omicidio-suicidio”: mani armate di inadeguatezza e sciatteria

Emanuele Pieroni

1 settembre 2026

Ma quale omicidio-suicidio? La formuletta pulisci coscienza stavolta non basta neanche per pulirsi qualcosa di meno nobile della coscienza. A Pietralata si è sterminata una famiglia: tre persone e un cane sono morti sì di disperazione, ma per la sciatteria di uno Stato che dice di "seguire" le famiglie e invece confonde “seguire” con altri verbi. E’ la solita, tristissima storia di burocrazia sorda, frasi di circostanza dei servizi sociali, e fallimento delle istituzioni. Ma, se vi basta, chiamatelo solo “ennesimo caso di cronaca nera”…

Erano seguiti dai servizi sociali. Punto. Non servirebbe aggiungere altro. Perché “erano seguiti” dai servizi sociali e sono morti. Tutti: figlia disabile, madre, padre e pure il cane. Poi è partita la corsa a raccontare la tragedia, a bollare tutto come “omicidio-suicidio”, perché tanto quello che conta è la forma delle narrazioni. E fanculo la sostanza, che però resta una: erano seguiti dai servizi sociali. Solo che quando chi è seguito finisce per ammazzare e ammazzarsi, il verbo non è più seguire: è “spingere”. Di sicuro non è “trattenere” o “contenere”. Meno che mai “aiutare”. I servizi sociali – e chi firma questo pezzo parla per esperienza – quasi sempre “ricevono” e raramente “ascoltano”. Neanche cose che ripeti per mesi. Neanche sofferenze che, umiliandoti oltre ogni dignità, metti sul tavolo. Ti rispondono con “la teoria”, spesso quella ideologicizzata delle posizioni strumentali. E se una volta, quando non ne puoi più, magari chiedi un verbale o fai muovere una richiesta da un avvocato, allora diventi il cattivo. Quello che inasprisce i rapporti. Quello che spezza la fiducia.

La cronaca, signori, non dovrebbe essere solo il racconto del macabro. Ma qualcosa di nero su cui focalizzarsi per poi guardargli intorno: nei contesti, nelle circostanze, nelle mani che sembravano tese a aiutare e invece hanno spinto o non hanno saputo trattenere. Mani di Stato armate di inadeguatezza e sciatteria. Spesso anche di impossibilità a fare qualcosa davvero. Il problema non solo le persone, le competenze, i percorsi formativi, sia chiaro, ma l’esercizio di funzioni strutturate male e portate avanti peggio. A Pietralata non s’è consumato un omicidio-suicidio, ma s’è palesata quanta solitudine c’è pure in chi, almeno formalmente, non è stato lasciato solo.

20260901 101939747 3564

Il resto è solo il racconto di una tragedia che mette davanti a una considerazione amara, cinica e spietata: quella famiglia ha finito di soffrire. Tanto nessuno poteva fare niente. E alzi la mano della coscienza chi non l’ha pensato prima di abbandonarsi al racconto dei fatti. Il racconto di Pietralata e una famiglia. Il racconto di un padre e una madre che scrivono appunti, soffrono, ci ripensano, scrivono ancora. Poi decidono: “da soli non ce la facciamo”. E’ il testamento d’angoscia di chi ha capito che alla fine, davanti alla marginalità d’ordinanza, la cosa migliore da fare è arrendersi. Oppure, se serve a non far lavorare le coscienze, ecco la cronaca nera secca di quello che è successo.

Lunedì pomeriggio, 31 agosto, i vigili del fuoco sfondano la porta dopo l'allarme di un parente che chiamava a vuoto. Dentro la casa c’erano tre corpi freddi nella camera da letto: Luca Ambasciano, 42 anni, Valentina Pambianco, 41, e la loro bimba di cinque. Accanto a loro, abbattuto dalla stessa mano e dalla stessa furia disperata, anche il cane di casa. Tutti trafitti da colpi di arma da fuoco. Una pistola regolarmente detenuta, comprata e tenuta in casa con tutti i crismi della legge, finché non è servita a stilare tre certificati di morte più uno del veterinario. Sul tavolo, fogli scritti a quattro mani:“Da soli non ce la facciamo”. La bambina era affetta da una grave disabilità, un calvario quotidiano che richiedeva presenza, risorse, forza. Sostegno vero e no un cazzo di “erano seguiti dai servizi sociali”. Cose che finiscono così, quando lo Stato tace. Puntuale come il ribrezzo è arrivato il rimbalzo delle responsabilità è arrivato più veloce del dolore e del cordoglio. Dal IV Municipio si affrettano a far sapere che la famiglia era "seguita", pure economicamente. Che la madre aveva lasciato il lavoro per accudire la figlia. E poi il solito, insopportabile repertorio istituzionale: il "profondo sgomento", l'invito a "riflettere", la confessione condita di ipocrisia: “Evidentemente tutto questo non è bastato... ci sentiamo impotenti”. Impotenti? Eh già! Impotenti come chi mette a a verbale l'assistenza erogata per lavarsi la coscienza, mentre i vicini rilasciano dichiarazioni incredule sul "grande amore" di quei genitori. Ma la realtà d'ufficio racconta un'altra storia: due genitori lasciati soli a contare i minuti di un'agonia quotidiana, fino a quando l'unica via d'uscita è apparsa quella di diventare cadaveri.

20260901 102008542 1028

More

Mamma e figlia avvelenate a Natale: Pietracatella, ricina e acqua santa? Gli inquirenti (ri)vogliono Don Stefano (e la storia della “busta Monique”)

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Pietracatella

Mamma e figlia avvelenate a Natale: Pietracatella, ricina e acqua santa? Gli inquirenti (ri)vogliono Don Stefano (e la storia della “busta Monique”)

Pamela Genini: la bomba da Google Earth, le impronte digitali che porteranno a un nome e quei palloncini rosa

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Caso Genini

Pamela Genini: la bomba da Google Earth, le impronte digitali che porteranno a un nome e quei palloncini rosa

Luigi Grimaldi e gli slip sul divano? Ok l’Ordine dei Nove Angoli, ma la sostanza è in un verbale

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Omicidio Poggi

Luigi Grimaldi e gli slip sul divano? Ok l’Ordine dei Nove Angoli, ma la sostanza è in un verbale

Tag

  • Cronaca nera
  • Cronaca
  • Omicidio
  • Denuncia

Top Stories

  • Ecco i documenti sui rapporti tra i vertici di Urban Vision e Valter Lavitola, e spunta anche il nome di Deloitte. Intanto i magistrati sono sempre più sulla pista dei soldi africani

    di Michele Larosa

    Ecco i documenti sui rapporti tra i vertici di Urban Vision e Valter Lavitola, e spunta anche il nome di Deloitte. Intanto i magistrati sono sempre più sulla pista dei soldi africani
  • La cosa più brutta e triste del finale di partita tra Ranucci e Rai è l’ex conduttore di Report che sparla dei colleghi Piervincenzi e Presutti: ma l’Ordine dov’è?

    di Riccardo Canaletti

    La cosa più brutta e triste del finale di partita tra Ranucci e Rai è l’ex conduttore di Report che sparla dei colleghi Piervincenzi e Presutti: ma l’Ordine dov’è?
  • Dopo il caso Ranucci-Lavitola ritorna il caso Renzi-Mancini all’autogrill? L'ex deputato Michele Anzaldi a MOW rivela tra le righe cosa si dissero davvero e no: non è lo scandalo descritto da Report

    di Gianmarco Serino

    Dopo il caso Ranucci-Lavitola ritorna il caso Renzi-Mancini all’autogrill? L'ex deputato Michele Anzaldi a MOW rivela tra le righe cosa si dissero davvero e no: non è lo scandalo descritto da Report
  • Mamma e figlia avvelenate a Natale: Pietracatella, ricina e acqua santa? Gli inquirenti (ri)vogliono Don Stefano (e la storia della “busta Monique”)

    di Emanuele Pieroni

    Mamma e figlia avvelenate a Natale: Pietracatella, ricina e acqua santa? Gli inquirenti (ri)vogliono Don Stefano (e la storia della “busta Monique”)
  • Delitto di Garlasco: e se l’esposto (o querela?) di Stefania Cappa fosse “l’aiuto da casa” che Napoleone e Civardi sognavano?

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: e se l’esposto (o querela?) di Stefania Cappa fosse “l’aiuto da casa” che Napoleone e Civardi sognavano?
  • Marina Berlusconi assiste al caos italiano dalla tenuta di Valbonne: come mai il potere dei Berlusconi si è trasferito lì e tutto quel che dovete sapere sulla sua storia e su come è fatta

    di Gianmarco Serino

    Marina Berlusconi assiste al caos italiano dalla tenuta di Valbonne: come mai il potere dei Berlusconi si è trasferito lì e tutto quel che dovete sapere sulla sua storia e su come è fatta

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

Prima di Valterino l’Africano c’era Valterino il Sudamericano, che ballava la samba brasiliana con le società: le inchieste, i guai giudiziari e i collegamenti con il carbon credit di cui nessuno parla (PARTE 1)

di Michele Larosa

Prima di Valterino l’Africano c’era Valterino il Sudamericano, che ballava la samba brasiliana con le società: le inchieste, i guai giudiziari e i collegamenti con il carbon credit di cui nessuno parla (PARTE 1)
Next Next

Prima di Valterino l’Africano c’era Valterino il Sudamericano,...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy