Un nome già ce l’ha: “Operazione Colle 2029” e prevede il ritorno della candidatura di Pier Ferdinando Casini (già stretto collaboratore di Arnaldo Forlani), in Parlamento dal 1983, e per questo chiamato anche l’Eterno. Promotori: il Pd (in questi casi non manca mai) e (si dice, sembra, forse) una parte di Forza Italia guidata dal duo Marina Berlusconi e il Supremo cioè al secolo Gianni Letta, chiamato anche il Conte Zio, di manzoniana memoria. Incominciamo col dire apertis verbis che Marina Berlusconi quando questa ipotesi ha cominciato a girare ha smentito categoricamente tutto e si è anche arrabbiata alquanto. Tuttavia, quando c’è di mezzo roba e cose che riguardano la vecchissima Balena Bianca (cetaceo coriaceo), occorre sempre stare molto accorti e non tralasciare mai gli insegnamenti del Nume Tutelare della Democrazia Cristiana e cioè quel Giulio Andreotti che diceva che “a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca quasi sempre”. Il perché è presto detto: l’attuale situazione politica e le possibili evoluzioni lasciano aperte tutte le porte e poiché il giornalismo vivaddio ha il compito anche di fare supposizioni se non addirittura illazioni, quanto poi fondate ognuno giudicherà, noi le facciamo.
Fatte queste debite e chiare premesse la partita a scacchi è aperta. Si noti che facciamo queste considerazioni quando il “Melonellum” o altro sistema elettorale è ancora solo una ipotesi quantistica, avvolta da una nube probabilistica. Le forze in campo sono la sinistra più o meno allargata in blocco e – per la destra – Fratelli d’Italia, la Lega, Vannacci e Forza Italia, più cespugli moderati. Ma la partita si gioca proprio con Forza Italia che – memore del famoso Nazareno – è quella che più tende all’abbocco con il Partito Democratico se non altro per affinità elettive, con il doppio senso assolutamente ricercato e voluto. Allora c’era però uno scaltrone del calibro di Matteo Renzi ora no, a sinistra ci si accontenta della Schlein, che obiettivamente non è molto. Tuttavia dobbiamo considerare che Forza Italia di problemi al centro-destra non ne ha dati pochi, anzi. L’arabo Tajani (il suo cognome deriva – a dire del proprietario dello stesso – da un antenato filosofo arabo che poi trovò rifugio in quel del frusinate) quando può ha sempre polemizzato con Matteo Salvini e la Lega. Lo ha fatto cercando in continuazione di distinguersi dal Ministro delle Infrastrutture e di accreditarsi, camaleonescamente, come la “sinistra del centrodestra” e quindi con il necessario corollario di humanitas, declinata come presa di distanza dalle leggi contro l’immigrazione, pro ius scholae (paraculata linguistica), contro le leggi specialissime in divenire sulla legittima difesa (in chiave anti Vannacci), il tutto in nome di un cristianesimo buonista e cattolico che ha come vessillo un “semo abbastanza de sinistra pure noi eh!”.
Roba molto simile, per intenderci, a quella che gira in orbita dall’altra parte, appunto il Nazareno, dove se si può aiutare qualcuno che nuoce alla società lo si fa volentieri. E siccome c’è da fare il Presidente della Repubblica nel 2029 un po’ male si può pensare, visto che è estate torridissima e fa appunto molto caldo. Questo si può pensare, ma non si deve dire; o meglio si vorrebbe che non si dicesse, ma noi lo diciamo lo stesso. Infatti il centrodestra ha un chiaro “Progetto Colle 2029” e si chiama Giorgia Meloni, che diverrebbe così non solo la prima donna Presidente del Consiglio ma anche la prima donna Presidente della Repubblica. E in effetti al Quirinale una donna – e soprattutto una donna di destra – non si è mai seduta. Quindi Pier Ferdinando, giramondo politico che ha “fatto il militare a Cuneo”, ex centrodestra e attuale centrosinistra targato Pd, potrebbe non dico diventare Presidente ma essere almeno tatticamente utile a Forza Italia quando si siederà al tavolo delle trattative. Una utilità marginale, si intende, ma che comunque qualche munizione ad Arcore la porta. Quindi, proprio nell’ottica dorotea a cui aderì da giovane nella DC, un ruolo Pier Ferdinando potrebbe anche avercelo nella “Operazione Colle 29” ma non come probabile eletto, ma come “spauracchio trattativale”. Ecco, questo penso si possa dire, senza incorrere nelle ire di Marina Berlusconi, ‘che appunto si tratterebbe solo di un bluff per rafforzare la posizione negoziale di FI. Ma lui, Pierfurby, credo che ci abbia a sua volta creduto perché da tempo è animato da un certo simpatico ringalluzzimento senile che lo vede attivo più del solito. Manca in effetti ancora molto tempo, ere geologiche per i tempi della politica, e chissà intanto cosa accadrà alle prossime elezioni del 2027, ma intanto un po’ di sano esercizio andreottiano non può che fare bene alla democrazia.
Visto che siamo nei tempi giornalistici giusti, aggiungiamo un fatto (solo apparentemente) curioso: è recentissima la nomina di Roberto Mancini a CT della Nazionale di calcio italiana. Nomina voluta dal Presidente della FGCI Giovanni Malagò ed avallata dal Ministro dello Sport Andrea Abodi. Cos’hanno in comune questi tre signori? Tutti e tre fanno parte del Circolo Canottieri Aniene, appunto il salotto buono di Roma Nord sul Tevere. E chi è un noto frequentatore sia del Circolo Canottieri Aniene che del Circolo Canottieri Roma? Pier Ferdinando Casini… Ah Andreotti! Se non fosse esistito, avremmo dovuto inventarlo!