Ammissione preventiva di sarcasmo: il titolo non vuole mancare di rispetto a nessuno, ma è una provocazione! Perché è arrivato un altro Natale dopo quello del dramma consumato con la morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita dopo aver ingerito ricina. La Procura di Larino continua a tenere in cima all’indagine i nomi dei cinque medici che hanno curato le due donne, anche se sono scagionati da tutto già da un pezzo, e contestualmente continua a procedere contro ignoti, in trepidante (e soporifera) attesa dei riscontri ufficiali del prestigioso Robert Koch Institute di Berlino, i cui esiti sui reperti sequestrati in casa arriveranno, forse, quando avremo già riposto gli abiti di questo secondo inverno. Addobbi natalizi compresi.
Nel frattempo, manco a dirlo, è ricominciato il giro delle escussioni. Comprese quelle mai avvenute. La politica che, secondo alcune agenzie e alcuni colleghi era stata ascoltata per via di un particolare legame coi Di Vita, infatti, in verità non è stata ascolta. Anzi, non era neanche in Molise in questi giorni, ma a Roma. Così come era a Londra quando metà famiglia Di Vita è stata sterminata. In Questura a Campobasso, invece, hanno sfilato altre persone. Gli ultimi in ordine di tempo? Alcuni insegnanti delle scuole su cui sono stati effettuati i sequestri dei PC, ascoltati come persone informate sui fatti. Insomma: il cerchio non si stringe, ma è sempre più largo. Non tanto sui sospettati, quanto sulle ipotesi di movente. Siamo, di fatto a un romanzo che ha sempre un capitolo nuovo che, invece di condurre al finale, allontana.
A proposito di libri, in poche settimane sono spuntati ben tre volumi su Pietracatella. L’autore di uno di questi, Agostino Rocco, è dovuto passare per gli uffici della questura campobassana lo scorso 4 novembre, probabilmente per spiegare agli investigatori quali fonti ispirino certe ipotesi romanzate. E mentre gli autori scrivono e i professori verbalizzano, Gianni Di Vita – marito e padre delle vittime, rimasto parte offesa e non (ancora?) indagato – torna a sfogarsi pubblicamente con la giornalista Alessandra Potena. Dichiara di non avere nulla da nascondere, implora che la verità trionfi per la serenità sua e dell'altra figlia Alice, ma si spinge oltre: confessa di sperare quasi che non si tratti di un omicidio, perché scoprire che qualcuno ha voluto sterminare la sua famiglia rappresenterebbe "una seconda tragedia".
Finita qui? No, non ancora. Perché in queste ore ha cominciato a girare anche una ipotesi nuova. Anzi, una ipotesi che forse nuova non è, ma è tornata a farsi concreta. Ruota sempre intorno alla famiglia, ma c’entrerebbe niente (o comunque solo marginalmente) il così detto movente passionale. Anzi, sul piano del movente passionale sembrano essersi sgonfiati i sospetti su Michele, il chimico e marito dell’amica speciale di Gianni Di Vita. Ma un anno di indagini hanno già detto che tutto potrà cambiare ancora. E, forse, pure che con tutta la gente ascoltata dagli inquirenti, essendo Pietracatella così piccola, chiunque potrà aspettarsi una convocazione.