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6 luglio 2026

Nessuno si incu*a i morti della guerra in Myanmar (ma è peggio di Gaza e Sudan)

  • di Federico Giuliani Federico Giuliani

6 luglio 2026

Negli ultimi anni vi hanno fatto una testa grande così con il dramma della Striscia di Gaza. Giustissimo, per carità, però nel frattempo c'erano anche altre tragedie da raccontare. Come in Sudan e, soprattutto, in Myanmar. Quanti media vi hanno raccontato dell'apocalisse birmana? Di una guerra civile dimenticata da tutti e che in cinque anni ha causato 100.000 morti accertati? Nessuno. Quindi abbiamo deciso di farlo noi

Foto: Ansa

Nessuno si incu*a i morti della guerra in Myanmar (ma è peggio di Gaza e Sudan)

L'apocalisse ha un inizio preciso: febbraio 2021. Un golpe militare rovescia il governo guidato dalla vincitrice del Premio Nobel per la Pace, Aung San Suu Kyi, e interrompe l'esperimento democratico decennale che stava prendendo forma in Myanmar. Le proteste contro il colpo di Stato vengono represse dalle forze di sicurezza. Gli attivisti fuggono dalle città e si dirigono nell'entroterra. Si formano decine di gruppi di guerriglieri che iniziano a combattere al fianco degli altrettanti numerosi eserciti delle minoranze etniche da tempo restie a collaborare con ogni governo centrale. Inizia così una guerra civile senza esclusione di colpi che in cinque anni provoca la morte di 100.000 persone. Molti sono militari ma tanti, tantissimi, sono civili inermi. In realtà non esiste un bilancio ufficiale delle vittime e le stime variano notevolmente da fonte a fonte. L'Armed Conflict Location & Event Data (Acled), per esempio, ne ha registrate 100.114. Più o meno quanti a Gaza e in Sudan, epicentri delle altre due apocalissi in corso ma che, a differenza del Myanmar, hanno almeno il merito di essere finite sotto i riflettori, approfondite e analizzate (a onor del vero più la prima che la seconda). Della cosiddetta guerra civile birmana, invece, nessuno ne parla. Eppure le Nazioni Unite hanno pubblicato dati emblematici: oltre 3,7 milioni di persone sfollate e più di una persona su cinque alle prese con una grave insicurezza alimentare in un contesto di progressivo impoverimento nazionale.

Myanmar
Dal 2021 a oggi la guerra in Myanmar ha causato oltre 100.000 vittime Ansa

Negli ultimi cinque anni il Myanmar è stato governato (per decreto) dal capo della giunta militare Min Aung Hlaing. Lo scorso aprile si è ritirato dall'esercito per assumere la carica di presidente al termine di un elezione controversa che non ha affatto convinto i ribelli. I gruppi anti governativi, infatti, continuano a respingere l'appello di Min a nuovi colloqui di pace e considerano la chiamata alle urne come un tentativo ipocrita di ripulire la sua immagine all'estero. Nel frattempo gli scontri non si sono affatto fermati. Dopo le elezioni, infatti, il Tatmadaw (il nome dell'esercito birmano) ha intensificato le offensive contro i ribelli, bombardando le roccaforti della resistenza con incendi di villaggi e raid aerei quotidiani. Per capire di cosa stiamo parlando, a marzo una campagna di bombardamenti ha coinvolto oltre 240 attacchi distinti causando la morte di almeno 400 persone. Il generale Zaw Min Tun, portavoce militare, ha spiegato al New York Times che quei raid erano stati ordinati e coordinati contro "obiettivi militari legittimi". "L'affermazione secondo cui così tante persone, civili, sarebbero state uccise nei raid aerei è pura propaganda", ha dichiarato. E pensare che nel 2023 le forze anti governative erano riuscite a conquistare diversi territori fino a spingersi nei pressi di Mandalay, la seconda città più grande del Paese, salvo poi subire il ritorno di fiamma della giunta appoggiata da Russia e Cina.

More than 100,000 have been killed in Myanmar since a military coup five years ago triggered civil war. Under a 2024 conscription law, many forced recruits have been killed or fled to Thailand instead.

Al Jazeera’s Tony Cheng reports. pic.twitter.com/SUxCLPrG8E

— Al Jazeera English (@AJEnglish) July 1, 2026

La guerra in Myanmar ha innescato un vero e proprio effetto domino. Il conflitto ha spezzettato l'intera nazione in un mosaico di territori controllati dal governo e da decine e decine di gruppi armati. L'Acled ha registrato oltre 1.200 fazioni armate distinte definendo quello birmano “il conflitto più frammentato al mondo”. È inoltre difficile dividere in buoni e cattivi, perché se da un lato sappiamo che la giunta continua a usare il pugno duro contro i ribelli, dall'altro è altrettanto vero che diversi gruppi riempiono le proprie tasche (e finanziano i loro combattimenti) con i profitti derivanti dalla fiorente produzione di droghe come eroina e metanfetamina (leggetevi Narcotopia di Patrick Winn). Le zone di confine del Myanmar sono invece diventate un focolaio di centri di truffe online, spesso attive all'interno di complessi fortificati e sorvegliati da organizzazioni criminali. A Yangon si stanno moltiplicando gli omicidi occasionali, mentre altre zone sono dilaniate da guerre trincerate o sono martoriate da quotidiani raid aerei condotti dai jet della giunta. “È pericoloso per i civili. Il conflitto si è esteso a tutto il Paese", ha spiegato Sun Mon Thant, analista senior di Acled. La cosa ancora più preoccupante è che parliamo di un conflitto del quale si fatica a vedere la fine. E che pochi sembrano conoscere.

https://www.youtube.com/watch?v=qyCAv_YrKCQ&t=1400s

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