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22 novembre 2022

Niente frecce, distanza e la colpa è degli altri: ecco perché per gli italiani la sicurezza stradale è un optional

  • di Giulia Ciriaci Giulia Ciriaci

22 novembre 2022

In base a uno studio condotto da Anas, gli italiani alla guida tendono sempre a dare la colpa agli altri qualsiasi sia l’intoppo in questione, mostrando una grande incapacità nell'assumersi le proprie responsabilità. Uno stile di vita, alla guida, in cui le norme del codice della strada non vengono quasi mai rispettate…
Niente frecce, distanza e la colpa è degli altri: ecco perché per gli italiani la sicurezza stradale è un optional

Si sa, in Italia gli automobilisti sono molto indulgenti verso loro stessi. In caso di incidenti e situazioni di pericolo, si tende ad attribuire la responsabilità alle condotte altrui. Tuttavia, molto spesso le regole del codice della strada non vengono rispettate. In base alla ricerca sugli stili di vita degli utenti, commissionata da Anas, e presentata durante il convegno "Sicurezza stradale: obiettivo zero vittime", il 54,1% degli automobilisti non utilizza le frecce durante il sorpasso, il 35,4% non segnala il proprio ingresso in strada dalla rampa di accesso e il 19,5% l'uscita. E ancora, il 10,3% utilizza il telefono alla guida e l'11,4% non indossa la cintura di sicurezza (dato che raggiunge il 75,7% per i passeggeri sul sedile posteriore). Su oltre 357mila veicoli monitorati da Anas, il 9,6% supera i limiti di velocità, e il 77,7% non rispetta la distanza minima di sicurezza.

Strade trafficate
Strade trafficate

La violazione del codice della strada riguarda anche i dispositivi di ritenuta per bambini: il 41,7% non li utilizza sul lato anteriore dell'auto (48,4% nel sedile posteriore). Angelo Sticchi Damiani, presidente di Aci: "Bisogna fare attenzione al miglioramento del comportamento degli utenti sulle strade, occorre educarci al rispetto dell'altro sulla strada". Punto di partenza dell'indagine è la maggior parte degli incidenti sono provocati dal comportamento del guidatore. Dato su cui si basa anche la campagna di Anas "Quando guidi, guida e basta", con l'obiettivo di ridurre del 50% le vittime di incidenti stradali entro il 2030. Aldo Isi, l'ad di Anas: "Anas è uno dei più importanti gestori delle reti stradali, quindi proprio da qui deve partire una riflessione sul tema della sicurezza stradale, è la più grande opera che dobbiamo portare a termine nei prossimi anni. Dobbiamo tornare a curare il patrimonio delle nostre infrastrutture. Lo faremo con un piano di investimenti di 50 miliardi in 10 anni, di cui buona parte dedicati all'infrastruttura esistente".

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