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28 maggio 2023

Non rompete i Meloni ad Arisa

  • di Maria Francesca Troisi Maria Francesca Troisi

28 maggio 2023

Arisa alla gogna perché non ha insultato la Meloni. Possibile? Sincerità per sincerità, si può sostenere la comunità LGBTQ e contemporaneamente simpatizzare a destra. L'intervista tanto contestata (e fraintesa) lo esemplifica
Non rompete i Meloni ad Arisa

Sincerità per sincerità, si può sostenere il mondo arcobaleno e contemporaneamente simpatizzare a destra. È il caso di Arisa, al centro della gogna social per le sue affermazioni al programma La Confessione. Incalzata da Peter Gomez, l'ex madrina del Pride si è schierata dalla parte del premier: “La Meloni mi piace perché ha molta cazzimma. Questa cosa andrà contro di me. Una volta ho fatto un discorso dicendo che la signora Meloni mi piaceva. Tutti i miei amici mi avevano sconsigliato di farlo, affermando che sarei stata accusata di essere fascista”.

Arisa
Arisa

E continua: “Le sue non sono posizioni aperte, ma secondo me si comporta come una madre molto severa e spaventata. Una madre che non è solo madre di un figlio, ma ne ha quattro, e allora sembra che lei faccia cose che vadano bene per tutti e quattro i figli, magari penalizzandone uno… Ci vuole tempo, da parte nostra serve un cambio di atteggiamento: non sempre in lotta, ma in dialogo”.

Dialogo a cominciare dai prossimi gay pride di Roma e Milano, cui Arisa dovrebbe prendere parte: “Vorrei cercare di ampliare la rappresentanza nei media, la comunità non è fatta solo di macchiette e di cose oscene e plateali, ma anche di gente come tutti, colta, dobbiamo smettere di spaventare, anzi chi fa un certo percorso, spesso tormentato e difficile, sviluppa una sensibilità maggiore, è un grande dono per tutta la comunità…”.

Commento Arisa via social
Commento Arisa via social

Un discorso imperdonabile per la comunità LGBTQ, che si è sentita tradita dalla sua paladina. C'è chi la insulta, chi la ripudia perfino come artista. “Ora scusate, vado a togliere La notte su Spotify”. Chi l'accusa di essere salita sul carro del vincitore, alla ricerca di un facile pass per Sanremo. “Diciamole addio”, manco avesse ucciso qualcuno.

Ma a ben vedere, le parole di Arisa meritano davvero la stigmatizzazione?

Uno dei tanti commenti contro Arisa
Uno dei tanti commenti contro

In fin dei conti non ha mai detto di concordare con la linea della Meloni, anzi l'ha invitata a cambiare idea. In fin dei conti non ha offeso gli esponenti LGBT, neanche col termine (fraintendibile) “macchiette”. Piuttosto ha criticato i partiti che considerano il Pride una carnevalata. Fronte contrarietà all'utero in affitto, anche all'interno della comunità arcobaleno c'è chi non condivide tale pratica. Allora, qual è la colpa di Rosalba Pippa? L'unica: sottrarsi agli attacchi verbali e mostrare simpatia per il presidente del Consiglio, al contrario di altri vip.

Controvento. C'è chi preferisce il dialogo alla Resistenza passiva (chissà se è ancora in vigore quella della Michielin), incurante delle prevedibili critiche. Sincerità per sincerità, è addirittura più utile così.

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