'Nuova Scena' è un talent per rapper che forse pochi guardano. Ma a cui gli altri talent 'blasonati' dovrebbero guardare per capire come si racconta per bene questo tanto vitepurato e oramai moribondo genere televisivo. Dal 22 giugno sarà a piede libero sulla piattaforma della grande N la terza stagione dello show e quindi è tempo di promo. Tra le varie attività per spingere il titolo, ecco comparire su YouTube la puntata di una sorta di podcast che dura 20 minuti e coinvolge i quattro giudici in un dibattito sullo specifico tema della famiglia. Da una parte del 'ring' troviamo i 'romantici' Rose Villain e Geolier. Da quella opposta, i più cinici Fabri Fibra e Guè Pequeno.
La discussione, che malgrado il titolo non è assolutamente un 'dissing' in cui varrebbe tutto e lamentarsene poi sarebbe da ignoranti veri dell'ABC del rap, resta pressoché pacata fino al termine, quando Geolier si scaglia contro Fibra: "Ma quando festeggi, festeggi sempre da solo?", comincia. Per poi sbraitargli in faccia: "La tua famiglia ti ha ostacolato? Sono problemi tuoi!".
Ora, Fabrizio Tarducci è tra i grandi padri fondatori del rap in Italia. Metteva in fila barre da molto prima che fosse mainstream nel nostro Paese, da oltre un decennio prima che il genere venisse sdoganato (e brutalizzato da trapperini bling bling), arrivando al grande pubblico, tipo pure le vostre nonne. Quindi per prima cosa, se sei un rapper non gli alzi la voce in quella maniera perché se non ci fosse stato lui, oggi non ci saresti manco tu. Tocca portare grande rispetto. Inoltre, anzi in primis, Fibra ha trovato nel rap una sana valvola di sfogo per le guerre fratricida che da sempre vive con i propri famigliari, dalla madre al fratello (Nesli, ndr) passando per il padre. Storie di tradimenti, di infanzie rovinate da violenza domestica, pianti, urla, tutte cose che l'hanno inevitabilmente segnato e che non si sono risolte col tempo. Ancora nell'ultimo disco, 'Mentre Los Angeles Brucia', dedica un brano al papà scomparso di recente e in cui ogni verso è una coltellata al cuore non solo del defunto, ma anche di chiunque ascolti. Geolier, da rapper, non ha mai sentito mezzo pezzo di Fibra? Non è al corrente della sua situazione? Sarebbe già gravissimo così, dato il mestiere che fa e che lo ha reso milionario. In più, dovrebbe sussistere in ognuno di noi quel poco di decenza umana che impedisce categoricamente d'andare a prendere a cazzotti con gretta superficialità quelle che sono ferite aperte, dichiarate e delicatissime, di qualunque persona con cui si interagisca.
Fibra non ha bisogno di alcuna difesa, lo fa da una vita e benissimo da solo e in questo frangente s'è dimostrato pure gran signore mantenendo la lucidità, nonostante l'attacco improvviso e superficiale, di non rispondere di pancia, ma continuando a cercare di spiegare, con calma, il proprio 'punto di vista' riguardo al tema. Geolier, comunque, gli dovrebbe davvero davvero delle scuse. Che, con enorme sorpresa da parte di nessuno al mondo, non arriveranno mai. Ma è stato un inqualificabile cafone qua.
Posto che lo scambio di cui stiamo scrivendo possa essere una semplice trovata commerciale per lanciare la nuova stagione del talent, dubitiamo che Fibra si sarebbe prestato a un 'gioco' del genere per promo. Perché abbiamo bisogno di mantenere almeno una certezza in questa bolgia di parvenu che infesta lo showbiz nostrano. E se invece ci sbagliamo, almeno ci sbagliamo per parlare di qualcosa di giusto, no de sarcicce.
L'assurdità di base è che Fabri Fibra, col passato che tiene, si ritrovi a parlare di 'famiglia' con Geolier, un condensato di cliché aprioristici tipo 'la famiglia è sempre la famiglia' punto e basta, e Rose Villain. Figlia di Franco Luini, milionario fondatore del brand Tucano. E sposata con il produttore discografico Andrea Ferrara. Non ci sono dubbi sul fatto che per costei, oggi neomamma del piccolo Francis Knight (sic!), il parentado sia fondamentale. E che ci sia molto affezionata. Le condizioni di partenza e gli sviluppi vissuti dai due restano imparagonabili. A maggior ragione, ci si poteva aspettare un filo di tatto in più a riguardo. Che invece non c'è stato, nemmeno da parte di Rosa Luini dai capelli azzurri ma con buona pace della fata turchina. Infatti, a un certo punto arriva a lasciar intendere, rivolta a Fibra ma chiamandolo 'Ciccio' che se i genitori non l'avessero maltrattato fin dall'infanzia, lui non sarebbe mai diventato 'Fabri Fibra'. Quindi, poco poco, meglio così. Per l'arte. Tutto sommato, è stata una fortuna, no?
Il peggiore del duo resta comunque Geolier. E, spiace dirlo, a parti invertite, sarebbe scoppiata una caciara mediatica immediatamente per molto meno di così. Con social e testate d'accompagno col coro greco. Fibra sarà pure di Senigallia e non di Aversa, ma qui è stato offeso su quanto ha di più personale e incasinato da circa 50 anni, ossia da che sta al mondo. Può convivere con la questione, come sta facendo e lo spiega bene, ma è impossibile che, emerge cristallinamente dalle sue barre di ieri e di oggi, non la 'senta'. E allora Geolier è stato un gran cafone, nessuna giustificazione. Ma nell'era in cui l'Italia intera si stringe intorno a qualunque influencer appena racconta sui social che qualcuno le ha scritto 'Sei brutta', questa mancanza di rispetto assoluta viene passata sotto silenzio. Infatti, meglio creare e alimentare 'empatia' verso il 'dramma' di personaggetta nota Y a cui, proprio stamani, purtroppo s'è spezzata l'unghia dell'alluce. Ci ha fatto sopra quindici storie Instagram frignando, ha centinaia di migliaia di follower, la gente deve sapere (e poi magari 'sta roba alza le views al sito). Adesso, proviamo a 'spiegare', per quanto non dovrebbe essercene nemmeno bisogno, un concetto molto semplice per chiunque non sia un totale analfabete emotivo: non è che soffre per davvero 'solo' chi piange (ogni giorno sui social). Anzi.
Il fatto che Fibra mantenga un contegno di fronte alle bordate di Geolier e provi a rispondergli con decoro, riuscendoci, non assolve il giovane rapper. Non significa che non sia 'successo niente'. A parte che, basta guardarlo in faccia, si vede che sia rimasto male davanti a quegli affondi inaspettati, ci rendiamo ben conto che in un mondo in cui chiunque lacrima ogni dì per attirare l'attenzione e 'fare hype', la gente finisca, paradossale per paradossale che sia, a non distinguere più un'emozione vera, concreta, autentica. Nemmeno quando je salta in braccio.
E visto che 'chi' fa una cosa (bella o brutta che sia) è sempre il criterio più importante per stabilire la gravità di un fatto, si tende a passar sopra alla qualunque quando a perpetrarla è un personaggio che ci sta simpatico, che seguiamo sui social, che 'adoriamo' per qualche motivo. Anzi, chi lo critica è un invidioso, rosicone, lo odia e aspetta ogni occasione per attaccarlo. Se non se ne presenta una, la crea pur di aizzar caciara. Questo è sempre sbagliato. Perché il fanatismo (e derivati) non può essere unica chiave di lettura della realtà. Perché si può stimare tantissimo qualunque personaggio, certo, ma conservare il proprio spirito critico rispetto a ciò che fa e dice. Ne parlavo l'altra sera con un amico romano. A un certo punto, mi fa: "Sono cresciuto con Francesco Totti, per me chiunque s'azzardasse a parlar male di lui come calciatore deve prima passare sulla pelle mia. Però, se nella vita dice una cazzata, dice una cazzata. Mica mi faccio problemi ad ammetterlo, sono due cose completamente diverse, tutti sono discutibili, non ce stanno mica santi".
Ecco, trovo sia proprio questa lucidità a mancare. Almeno sui social e mi auguro non anche nella vita reale delle orde di kamikaze che commentano negando perfino l'evidenza della realtà, pur di 'difendere' il proprio idolo. Constatare che qui, per esempio, Geolier abbia sgravato non significa fare 'hating', diprezzare il suo successo, volergli rigare la macchina coi denti. Solo, è andata così. E Fibra è stato un signore a gestire la cosa. In altre occasioni, per carità, lo è stato molto meno.
Ma non facciamo confusione, oggi siamo nel qui e ora, parliamo di 'Nuova Scena' e di questa specifica 'scena'. Non importa se nel 2005 gli sia capitato d'esser sgarbato con tizio o con caio, non fa testo nella contingenza attuale. Le scuse, stavolta, le dovrebbe ricevere Fibra. Anche se siamo ben consapevoli che non arriveranno mai. E Fibra può essere un personaggio controverso che piace o meno proprio in virtù o a causa di questo. Ma su un tema del genere non si può essere tanto elefantiaci, nel 2026. Posto pure che lui, invece di rispongergli per le rime, prova a farlo ragionare a parole: 'Ne parli come se fosse colpa mia, ma non è così, ti voglio spiegare il mio punto di vista". E gli regala pure buoni consigli: per esempio, il mero fatto che potrebbe essere un errore considerare il 'manager' come 'parte della famiglia', per quanto Geolier ne sia persuaso. Non per diffidenza, si sa che al mondo sono tutti buoni e cari, specie quando e se ci stanno di mezzo gran soldoni. Perché, invece, è importante, nonché salutare, lasciare ben divisi i piani: lavoro/affetti personali. Onde evitare fraintendimenti e amare delusioni non facili poi da ricomporre a livello emotivo. Ma Geolier dimostra d'avere l'emotività di un gatto di marmo perciò, forse, perfino le premure 'da zio' di Fibra oltre che immeritate sono gettate al vento.
Ci dispiace, Fabrizio. Non ti incazzare che nessuno qui ti esprime 'solidarietà' o ti pensa piccola fiammiferaria. Solo, l'abbiamo visto. Ce ne siamo accorti. Ed è stato molto difficile riportare l'accaduto senza mezza imprecazione tra una parola e l'altra.
Applausi per Fibra, sempre.