Nelle ultime quarantott’ore, sotto la pioggia che gronda sul Nord Italia, sono state fatte, a distanza di poco tempo l’una dall’altra ma a parecchi chilometri di distanza, due scoperte agghiaccianti. A San Giorgio delle Pertiche, vicino a Padova, martedì mattina il corpo di un uomo ucciso con un’arma da fuoco è stato ritrovato con le mani legate all’interno di un’automobile senza targa, spinta tra le acque del fiume Tergola. A Milano, invece, ieri sera dal lago delle Cave di Baggio è riemerso il cadavere di un uomo in avanzato stato di decomposizione, il cui riconoscimento, al momento dell’intervento della Scientifica, è risultato impossibile.
Entrambi i corpi sono stati recuperati dal corpo acquatico dei vigili del fuoco e consegnati alle forze dell’ordine. Come scrive il Corriere del Veneto a Padova il fascicolo dell’inchiesta è finito sul tavolo della Pm Claudia Brunino. Dentro quella vecchia Fiat Bravo nera, finita tra le acque del fiume vicino alla chiusa di Torre di Burri, dove il canale si fa più profondo, i sedili erano abbassati e su di essi i Carabinieri hanno ritrovato un sacco nero con dentro il cadavere dell’uomo, coperto dalla ruota di scorta. Il tutto dopo la segnalazione iniziale da parte di alcuni artigiani, che verso le otto e mezza di martedì mattina, in quel luogo non proprio semplice da raggiungere per chi non lo conosce, hanno notato le ruote emergere dal velo dell’acqua. Parrebbe, da quel che si legge sui giornali, che la vittima sia di origine albanese. All’auto è stata rimossa la targa, probabilmente per tentare di intralciare le indagini, ma dalla matricola del telaio gli investigatori sono riusciti a risalire al suo proprietario, un italiano residente fuori provincia, che ora sarà chiamato a dare spiegazioni agli inquirenti.
La zona è costellata di telecamere, a partire dal laboratorio di falegnameria che sorge nei paraggi. Per il momento non vi sarebbero testimoni di circostanze sospette. Un residente, però, ha raccontato che nei giorni precedenti al ritrovamento, pur avendo osservato più volte quel tratto di canale, non avrebbe riconosciuto alcuna automobile. Dunque, ora sarà determinante comprendere il momento preciso in cui l’auto è stata gettata nel fiume e, soprattutto, quando l’uomo sia stato ucciso e il suo cadavere riposto al suo interno.
A Milano, invece, come riportato dalle varie agenzie, ieri sera in via Quarti, su segnalazione di alcune persone che avevano notato in una roggia del lago delle Cave qualcosa di simile a una figura umana galleggiare tra le acque, sono intervenuti i vigili del fuoco di Milano, che poi hanno consegnato i resti del corpo alla Polizia Scientifica. Nell’eseguire i primi rilievi, gli agenti non hanno potuto identificare la vittima né, tantomeno, stabilire la presenza di eventuali segni di violenza.