Possiamo dire che il governo italiano su Ceuta ha sbagliato proprio tutto tutto? No? E invece è andata esattamente così. Dateci pure dei comunisti, degli pseudo-globalisti e filo-tecnocrati, ma ecco perché ora Pedro Pedro Pedro Pé (scusate, domani iniziano le ferie) gliela farà pagare, e molto cara, a Giorgia Meloni. La scelta di reintrodurre i controlli alle frontiere con la Spagna, in sospensione straordinaria di Schengen, è dovuta meramente a ragioni demagogiche. Poi certo, anche securitarie, per carità, ma va detto: il governo italiano è troppo ossessionato da Vannacci, nel tentativo di rincorrere ogni sua mossa, per capire che tutto questo è goffo e miope. In questo caso la mossa sarà parecchio controproducente dal punto di vista di quel consenso che si è creduto di recuperare sfoggiando il pugno di ferro contro gli spagnoli, nemesi dell’Italia (che, tra parentesi, nel report annuale dell’intelligence non viene praticamente mai citata e questo vuol dire solo una cosa). L’eterogenesi dei fini di questo irrigidimento italiano nei confronti della Spagna ha già provocato la dura reazione dell’Unione Europea contro Roma e ora la ritorsione della Spagna, che farà passare delle tremende vacanze a tutti gli italiani che hanno scelto la Penisola Iberica per trascorrere le loro vacanze e prendere un po’ di sole. Nonostante il caro benzina, il caro bollette e il caro vita, le guerre, eccetera eccetera. D’altronde la Spagna ha ragione a domandarsi dove sia andata a finire quella solidarietà europea di cui l’Italia si è tanto riempita la bocca quando invocava l’aiuto dell’Unione Europea. Questa volta è capitato alla Spagna, ma la prossima volta potrebbe essere l’Italia destinataria di un ricatto simile a quello inferto da Rabat a Madrid.
Eh sì, perché ci dimentichiamo forse che la crisi di Ceuta non è stata un fenomeno spontaneo, ma è ormai acclarato che sia stata una macchinazione del Marocco per mettere pressione al nemico spagnolo, che supporta politicamente le rivendicazioni dell’Algeria nel Sahara occidentale – conteso con il vicino Marocco, appunto – e che mantiene il controllo dello stretto di Gibilterra insieme a quello su Ceuta, territorio ex-coloniale conquistato nella seconda metà del diciannovesimo secolo e utilizzato per l’invasione del Rif negli anni Venti insieme a Melilla. L’invasione da parte dei 72mila migranti verso Ceuta, che ricordiamo non è propriamente inclusa all’interno dell’area Schengen, si è risolta con il rimpatrio immediato degli immigrati giunti a Ceuta e non nella Penisola iberica. Dunque la mossa dell’Italia di sospendere Schengen solo per la Spagna, con rapidità inaudita – già il 30 luglio Meloni aveva invocato questa decisione – senza nemmeno attendere di avere conferma sulle cifre degli immigrati provenienti dal Marocco, è frutto di una miopia politica gravissima. La convocazione dell’ambasciatore italiano in Spagna da parte del ministero degli Esteri ne è la plastica e corretta conseguenza. D’altronde il vero fronte del governo Meloni è quello della propaganda sui social network.
I video dei migranti sbarcati in massa a Ceuta devono aver scatenato il panico nella compagine governativa, in quanto vera e propria benzina per i canali social – letteralmente esplosi – di Futuro Nazionale, la creatura politica di Roberto Vannacci che, per la sua posizione strategica a destra di Fratelli d’Italia, fa continuamente scacco matto a ogni mossa dell’esecutivo. La soluzione, però, non è isolarsi, ma dare una risposta unitaria a livello europeo in questa crisi che è, né più né meno, un atto di guerra ibrida da parte del Marocco nei confronti della Spagna, sì, e dunque dell’Unione Europea tutta. Peccato che Pedro Sanchez sia un governo troppo scomodo da difendere da parte di un’Italia che con gli Stati Uniti e Israele è ai ferri corti da un pezzo e che non può proprio permettersi di inimicarsi ulteriormente l’iracondo e venale inquilino della Casa Bianca. D’altronde, ricordiamo che l’ultima telefonata di Trump con Daniele Compatangelo – il corrispondente da Washington di La7 morto in circostanze per il momento ancora misteriose (sono passate 3 settimane) – non fu esattamente delle più distese e provocò una vera e propria crisi diplomatica. Dunque, che dire. Buone vacanze, italiani! E… ps: se all’aeroporto di Madrid doveste avere problemi con il vostro passaporto – che magari non vi siete portati perché in Unione Europea è sufficiente la carta d’identità per viaggiare – non prendetevela con gli spagnoli. Prendetevela con il governo italiano.