Nanni Moretti ha avuto un secondo infarto. A pochi mesi di distanza dal primo, avvenuto nell'ottobre 2024, il regista di Ecce Bombo e Il Sol dell’Avvenire è attualmente ricoverato in terapia intensiva al San Camillo di Roma. Il tempo si ferma, si congela. Roma resta sospesa, e con lei il Sacher, il suo cinema a Trastevere. S’appiattisce di colpo. Perché Nanni sta male, ancora. Molto prima di questi infarti, nella sua vita aveva già affrontato due tumori. Il primo, un linfoma di Hodgkin, divenne parte del suo cinema: Caro Diario (1993) raccontava anche quello, tra il mare – perché si sta bene solo in mare –, Roma appiccicosa d’estate, i cinema accaldati, la Vespa, la malattia. Poi, nel 2017, un altro tumore, oltre vent’anni dopo. Anche quella ferita aperta si trasformò in racconto: Autobiografia dell’uomo mascherato, un cortometraggio che mostrava una sua seduta di radioterapia dopo una passeggiata sul Lungotevere. “Senta, Moretti, è la seconda volta che le capita. Cosa ha imparato da queste esperienze?”. “Nulla, assolutamente nulla”.

Oggi, con il secondo infarto, la situazione è complessa, ma almeno stabile. Trasportato d’urgenza nella struttura, Moretti, come leggiamo su Repubblica, è “stato trasferito in sala operatoria nel giro di 6 minuti dall’arrivo e subito sottoposto a un intervento per salvargli la vita. Successivamente, lo hanno ricoverato nel reparto di terapia intensiva cardiologica. Le sue condizioni sono apparse serie, ma la situazione è stata definita 'non drammatica'”. Merito della prontezza del regista, che avrebbe saputo riconoscere tempestivamente i sintomi. Perché in casi come questo, è davvero una questione di tempo. Come riporta Virgilio Notizie, Francesco Saia, presidente della Società Italiana di Cardiologia Interventistica (Gise), ha sottolineato proprio la rapidità con cui Moretti avrebbe identificato il dolore – profondo al torace, al dorso, alle spalle, al collo e alle braccia – capendo subito la gravità della situazione. Grazie a questo, dopo pochi minuti dall’arrivo in ospedale, è stato trasferito in cardiologia interventistica e sottoposto a un’angioplastica coronarica. Forza Nanni.
