image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Olimpiadi
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Mowida
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • olimpiadi
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • mowida
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

Pamela Anderson con The Last Showgirl come Demi Moore con The Substance. Ma a Hollywood vogliono rilanciare le dive? Sì, ma è solo un’illusione (come l’Oscar a No Other Land)

  • di Ilaria Ferretti Ilaria Ferretti

2 aprile 2025

Pamela Anderson con The Last Showgirl come Demi Moore con The Substance. Ma a Hollywood vogliono rilanciare le dive? Sì, ma è solo un’illusione (come l’Oscar a No Other Land)
Ok, bellissimo The Last Showgirl di Gia Coppola (nipote del grande Francis), un film pensato (forse?) per rilanciare la carriera di una diva come Pamela Anderson. Ma funzionerà davvero? La verità è che probabilmente finirà come per Demi Moore con The Substance: tanto hype, ma poi…

di Ilaria Ferretti Ilaria Ferretti

Figata The Last Showgirl! Pamela Anderson protagonista, Gia Coppola (nipote del maestro Francis Ford Coppola) alla regia, e in tutto il mondo c’è chi grida alla rivincita della star di Baywatch. “Finalmente la sua nuova era!”, dicono. Ma è davvero tornato il suo momento? Forse no. Il rischio è che l'attrice con questo film faccia la fine di Demi Moore con The Substance. Entusiasmo alle stelle, il mondo del cinema che si fa scudo per difenderla, lei Demi Moore, troppo spesso messa in un angolo nel corso della sua carriera, la celebra con un film, la stampa la osanna, e poi la lascia. Un film semplice ed estetico, quello della regista francese, di plateale denuncia, con al centro un tema “urlato” e preciso: la bellezza e il successo dopo i cinquant’anni. Demi Moore l’interprete perfetta, forse il ruolo atteso da una vita intera. Brava, bravissima (tanto quanto Pamela Anderson). Giù scrosci di applausi. E poi? Poi arriva Hollywood, quella vera che alla fine agli Oscar non premiano l’attrice sessantaduenne che hanno tanto elogiato nel corso dell'anno, ma la sua “versione migliore”, più giovane, per citare proprio The Substance. Infatti, l’Oscar come miglior attrice chi se l’è portato a casa? Non Demi Moore, ma la giovanissima Mikey Madison per Anora. Quindi, questa inclusione tanto celebrata è tutta ‘na farsa?

Demi Moore in "The Substance" di Coralie Fargeant
Demi Moore in The substance di Coralie Fargeat

E se servisse un’ulteriore prova, basterebbe guardare a un caso ben più complesso, No Other Land: al centro, tematiche ben più gravi di un ritorno sulle scene, un film che l’Oscar lo ha vinto, sì, nella categoria miglior documentario (al centro, gli sforzi di Basel Adra e altri attivisti palestinesi di opporsi alla distruzione del loro villaggio natale di Masafer Yatta nel governorato di Hebron) ma senza che la collettività si prendesse la responsabilità di riconoscere la violenza subita da Hamdan Ballal in Cisgiordania (qualche giorno dopo si sono scusati, sostendendo di “condannare la violenza di questo tipo in qualsiasi parte del mondo!!!”). Perché agli Oscar si parla di cinema, e basta. La vita, la società e i mali del mondo devono restare fuori. Oppure accade - e spesso va così - che alcuni temi sociali si possono far sentire, ma al massimo per un paio d’ore. Poi basta, tutto deve finire. Eppure, lo diceva tanto bene Tarkovskij che il cinema doveva far specchiare la vita, che era un “mondo interno che si rifletteva in qualcosa”. E allora, cosa stiamo facendo? Non ci resta che sperar in una vera presa di coscienza collettiva, in un risveglio delle menti assuefatte dagli algoritmi falsamente inclusivi e fare un appello affinché tutto il cinema sia pretesto e funzione attiva per risolvere un problema. E non buttarlo dentro, semplificarlo, fare il lavoretto e finirla lì. E che una Pamela Anderson non sia davvero “l’ultima showgirl”, com'è scritto nel titolo del film, ma sia solo la prima di una serie di rivoluzioni di cui abbiamo dannatamente bisogno per non morire.

20250402 134206446 8681
Pamela Anderson in The last showgirl di Gia Coppola
https://mowmag.com/?nl=1

More

Abbiamo visto in anteprima il nuovo film di Valerio Mastandrea ora al cinema, ma com’è? L'amore, la morte, Dostoevskij e quella voglia di restare aggrappati alla vita (“Nonostante” tutto)

di Ilaria Ferretti Ilaria Ferretti

c'è sempre una prima...

Abbiamo visto in anteprima il nuovo film di Valerio Mastandrea ora al cinema, ma com’è? L'amore, la morte, Dostoevskij e quella voglia di restare aggrappati alla vita (“Nonostante” tutto)

“Mi sento un po’ il John Connor degli autistici”, parla l’attore Yuri Tuci. “La società sta regredendo perché...”. E sul film La vita da grandi di Greta Scarano con Matilda De Angelis

di Ilaria Ferretti Ilaria Ferretti

numero 1

“Mi sento un po’ il John Connor degli autistici”, parla l’attore Yuri Tuci. “La società sta regredendo perché...”. E sul film La vita da grandi di Greta Scarano con Matilda De Angelis

Tag

  • Oscar
  • Film
  • Cinema

Top Stories

  • Riccardo Muti asfalta i critici di Beatrice Venezi a La Fenice: “Lasciatela dirigere e poi le orchestre decideranno. Giudicarla è sgradevole”

    di Riccardo Canaletti

    Riccardo Muti asfalta i critici di Beatrice Venezi a La Fenice: “Lasciatela dirigere e poi le orchestre decideranno. Giudicarla è sgradevole”
  • La classifica dei libri più letti nel 2025 è una tragedia: tranne il Premio Strega non ci sono romanzi italiani (ma Cazzullo e Alberto Angela sì). Paolo Di Paolo: “Il libro dei giornalisti è diventato una specie di totem ingombrantissimo”

    di Riccardo Canaletti

    La classifica dei libri più letti nel 2025 è una tragedia: tranne il Premio Strega non ci sono romanzi italiani (ma Cazzullo e Alberto Angela sì). Paolo Di Paolo: “Il libro dei giornalisti è diventato una specie di totem ingombrantissimo”
  • Addio Striscia la Notizia? Dopo l'ultima puntata, possiamo dirlo: la promozione in prima serata è stata davvero il delitto perfetto di Pier Silvio Berlusconi

    di Irene Natali

    Addio Striscia la Notizia? Dopo l'ultima puntata, possiamo dirlo: la promozione in prima serata è stata davvero il delitto perfetto di Pier Silvio Berlusconi
  • Pier Silvio Berlusconi scappa dalle Olimpiadi, toglie la fiction di Gabriel Garko e piazza una turcata all'ultimo minuto: ma Canale 5 non aveva deciso di fare concorrenza alla Rai? La tv è sempre più piatta...

    di Irene Natali

    Pier Silvio Berlusconi scappa dalle Olimpiadi, toglie la fiction di Gabriel Garko e piazza una turcata all'ultimo minuto: ma Canale 5 non aveva deciso di fare concorrenza alla Rai? La tv è sempre più piatta...
  • Falsissimo, ma davvero Marina e Pier Silvio Berlusconi “hanno chiamato la Rai” per cancellare l’intervista di Corona da Giletti a Lo Stato delle cose?

    di Irene Natali

    Falsissimo, ma davvero Marina e Pier Silvio Berlusconi “hanno chiamato la Rai” per cancellare l’intervista di Corona da Giletti a Lo Stato delle cose?
  • Pucci rinuncia a Sanremo, ma non è lui il fascista: lo sono le risate all’olio di ricino di chi va ai suoi spettacoli. La finta comicità e il conformismo spacciato per libertà d’espressione

    di Gianni Miraglia

    Pucci rinuncia a Sanremo, ma non è lui il fascista: lo sono le risate all’olio di ricino di chi va ai suoi spettacoli. La finta comicità e il conformismo spacciato per libertà d’espressione

di Ilaria Ferretti Ilaria Ferretti

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

La Milano Design Week 2025 è qui: tra natura “umana”, tavolini “toast” e viaggi sensoriali, il Porta Venezia Design District quest’anno è “senza confini”

di Matteo Suanno

La Milano Design Week 2025 è qui: tra natura “umana”, tavolini “toast” e viaggi sensoriali, il Porta Venezia Design District quest’anno è “senza confini”
Next Next

La Milano Design Week 2025 è qui: tra natura “umana”, tavolini...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy