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27 marzo 2025

Abbiamo visto in anteprima il nuovo film di Valerio Mastandrea ora al cinema, ma com’è? L'amore, la morte, Dostoevskij e quella voglia di restare aggrappati alla vita (“Nonostante” tutto)

  • di Ilaria Ferretti Ilaria Ferretti

27 marzo 2025

“Le prime volte” in amore del cinema. E chi se le dimentica. Questo il titolo della rubrica di MOW dedicata agli emergenti. Quanti giovani attori, registi, sceneggiatori ci sono in Italia di cui non si parla mai? Troppi. E allora iniziamo a conoscerli. Questa volta sotto i riflettori dell’opera seconda di Valerio Mastandrea. Nonostante. Al centro della storia, uomini e donne sospesi tra la vita e la morte, un amore immenso e la paura di lasciarsi andare
Abbiamo visto in anteprima il nuovo film di Valerio Mastandrea ora al cinema, ma com’è? L'amore, la morte, Dostoevskij e quella voglia di restare aggrappati alla vita (“Nonostante” tutto)

Nonostante è un film che vive di contrasti, un’opera seconda che attraversa il confine sottile tra la vita e la morte. Un gruppo di pazienti ospedalieri vaga tra letti gelidi e corridoi sospesi nel silenzio, Lino Musella, Laura Morante. Nel cast anche Barbara Ronchi e Giorgio Montanini. Eppure, nessuno ha un nome. Nessuno è mai davvero chiamato. Nessuno, in fondo, è. Almeno per un po'. Poi ci sono Lui (Valerio Mastandrea) e Lei (Dolores Fonzi). Si incontrano. Si innamorano. Semplice, come una canzone d’altri tempi, come le feste di quando avevamo tredici anni, ha detto Mastandrea alla Mostra del Cinema di Venezia, dove il film è stato presentato nella sezione Orizzonti. Ma Nonostante non è solo una love story. È molto di più, è un film che trasforma il dolore nero della scomparsa in un volo tra il cielo e l’asfalto. Ci si fa leggeri quando si ha a che fare con la morte, ci si fa pesanti quando si ha a che fare con la vita. E si sente che in tutto questo, in tutto il film, c'è la carezza stilistica del compianto regista e sceneggiatore Mattia Torre, amico ed ex collega di Mastandrea. 

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“Nonostante” di Valerio Mastandrea

*Spoiler*

E se la paura più grande fosse dimenticare? Tutto, di un solo periodo della propria vita, ma forse il più intenso mai provato. A un certo punto della storia, Lui teme proprio questo (per motivi che non vi stiamo a dire): che Lei non ricordi nulla. Di lui, di ciò che sono stati, dell’amore che li ha attraversati (anche se lo spettatore avrebbe voluto saperne di più). Un sentimento grande, improvviso e ingenuo tra un uomo che non credeva di essere terribilmente ancorato alla vita e una donna che invece lo aveva sempre saputo. Kirillov, ne I Demoni di Dostoevskij, diceva: “La vita è dolore, la vita è paura e l’uomo è infelice. […] Colui che vincerà il dolore e la paura, sarà lui Dio. E quell’altro Dio non ci sarà più”. Chissà se Mastandrea, scrivendo Nonostante, si sia ispirato alle parole dello scrittore. Chissà se alla fine il protagonista del film si è trasformato proprio in quell’uomo nuovo, libero e imperturbabile. E se nel suo lasciarsi andare, nel vincere il dolore e la paura, portando dentro di sè il ricordo di un amore, avesse trovato l’unico modo per esistere davvero?

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