Ci siamo: Porta Venezia è pronta a diventare il tempio urban per la celebrazione di un design senza confini. Lunedì 7 aprile si apre infatti la Milano Design Week 2025, e il quartiere attorno ai bastioni si prepara a una nuova trasformazione. Da due anni il Porta Venezia Design District è diventata la casa della creatività, con oltre 45 installazioni ospitate e circa 300 designer provenienti da tutto il mondo che qui hanno trovato l’atmosfera perfetta per esprimersi. Per l’edizione 2025 il distretto ha scelto il suo manifesto: “No Boundaries Design. To Create, one must first question everything”, ispirandosi a Eileen Gray, designer visionaria e pioniera del modernismo. Ad accomunare le installazioni disseminate per il distretto sarà l’idea di una naturale e necessaria contaminazione tra architettura, arte e design, che rompe ogni barriera, da quella disciplinare a quella culturale, per esplorare nuove potenzialità espressive.

Porta Venezia sarà “un organismo vivo”, come lo ha definito il Co-founder del distretto Enzo Perego, impegnato a sfidare costantemente l’idea di confine: tra lo spazio interno e l’esterno, tra l’aspetto funzionale e quello poetico delle installazioni, tra il sapere radicato e la proiezione verso il futuro: “No Boundaries Design" è un invito a riscoprire il potere rivoluzionario del dubbio e a ripensare il perimetro stesso della creatività: non più tracciato da vincoli fisici o semantici, ma ridefinito come uno spazio di libertà in continua evoluzione”, ha detto Carlo Barbarossa, altro cofondatore direttore creativo del distretto che resterà aperto fino al 13 aprile.

Lakapoliesis - Matteo Cibic, Fondazione Luigi Rovati
Tra le decine di progetti che animeranno il distretto c’è la riflessione sulla natura Lakapoliesis, creata da Matteo Cibic per la Fondazione Luigi Rovati e già in scena dal 26 marzo all’interno del Padiglione d’arte contemporanea e nel suo giardino. Cibic esplora il mondo delle piante mettendole al centro e capovolgendo la visione antropocentrica che caratterizza l’essere umano. Protagoniste della mostra saranno realizza cartografie cromatiche tridimensionali e composizioni vegetali di grande formato ispirate alle mappe illustrate di Alexander Humboldt e agli scritti di Jagadish Chandra Bose e Monica Gagliano, sculture in legno, alluminio riciclato e polvere di marmo che raccontano la rinascita dei materiali. Accanto alle nuove opere, la mostra al Padiglione d’arte include un estratto di Dermapoliesis un precedente progetto in cui Cibic ha immaginato un futuro in cui le piante possano generare profumi e prodotti già processati, reinventando i sistemi produttivi da cui la nostra società dipende.

SENSES - IAMMI e materiastudio, Auditorium di MelzoDodici
È un viaggio in un ipotetico soggiorno multisensoriale il tema di SENSES, la collezione che combina forme e materiali audaci per creare oggetti che ambiscono all’iconico restando freschi e irriverenti. Ne sono un esempio il Friendly Monster Cabinet, che trasforma il concetto del “mostro nell’armadio” in un mobile moderno e rassicurante, il pouf Un pesce fuor d’acqua rivestito in pelle di agnello, che fonde i mondi animali; la collezione Tofu in gommapiuma upcycled e poliuretano che simula la pietra naturale giocando sulle consistenze; per non parlare di Toast, il coffee table in travertino dalla silhouette che ricorda il pane tostato. I progetti di SENSES ruotano tutti attorno al concetto di recupero, sia riguardo ai materiali che agli scarti di processi produttivi dismessi.

PAFF PAFF – Liminal Spaces for Sensorial Rituals - Finemateria x Park Associati, in collaborazione con cc-tapis e QuadroDesign, Via Benvenuto Garofalo, 31
“Paff paff”, un titolo-onomatopea che richiama il suono felpato di un paio di pantofole e il momento in cui si pregusta di gettarsi su qualcosa di morbido, come un divano o un letto. Un suono che segna dunque il passaggio dall’ambiente esterno ad uno spazio intimo, dedicato alla cura della persona. È questa l’idea che percorre il progetto che esplora un materiale, la lana, per ripercorrerne l’origine lontana e gli usi primordiali. L’installazione si compone di due elementi: pannelli sonori modulari e un set di sedute. I pannelli, simili a paraventi, delimitano uno spazio circolare e intimo, mentre le sedute offrono un luogo dove rilassare mente e corpo, sprofondando in morbide superfici. Entrambi gli elementi sono rivestiti in lana, lavorata con la tecnica della taftatura.

Lumen: Creativity, AI and Community - ATMOSFERA magazine, A.A.G. Stucchi e Futureberry, Via Vivaio, 8
Tra la selezione di progetti ed eventi in scena a Porta Venezia c’è anche Lumen, uno spazio di incontro che ci racconta delle potenzialità espressive e relazionali della luce. AMOSFERA magazine, un progetto editoriale che mira a diventare un faro per quella che chiama “cultura della luce”, ha collaborato con A.A.G. Stucchi e Futureberry per dare vita a un luogo che il 10 aprile ospiterà un talk, un workshop sul suolo dell’intelligenza artificiale applicata all’ambito del lighting, oltre all’AI Creative Hackathon, una competizione tra artisti che creeranno attraverso l’uso dell’AI generativa. Un’opportunità per sperimentare i linguaggi che derivano dall’utilizzo di nuove tecnologie.

Mission Aldebaran - Marc-Antoine Barrois
La multisensorialità e in particolare l’olfatto saranno stimolati dall’installazione Mission Aldebaran, che presenterà la fragranza dell’omonimo marchio di Marc-Antoine Barrois. I visitatori saranno immersi in un ambiente onirico ispirato alla stella Aldebaran, simbolo di speranza e ottimismo, attraverso l’intenso profumo della tuberosa, il fiore della notte.

