Altro che impronte, Dna e nuove piste investigative. A Garlasco, ormai, il processo parallelo si celebra negli studi televisivi e sui social. E l’ultima battaglia non riguarda Andrea Sempio, Alberto Stasi o le carte della Procura di Pavia. Riguarda i soldi. O meglio, i presunti 50 mila euro che, secondo Fabrizio Corona, sarebbero stati versati a Marco Poggi per concedere a Quarto Grado la sua prima intervista televisiva dopo diciannove anni. Ecco a voi l’ultimo scontro spettacolare tra Corona e l’ennesimo brandello di Mediaset.
Il re dei paparazzi ha acceso la miccia con una delle accuse più pesanti emerse negli ultimi mesi attorno al caso mediatico dell’estate. Secondo Corona, dietro l’apparizione televisiva del fratello di Chiara Poggi ci sarebbe stato un compenso importante. Una cifra che, se confermata, cambierebbe completamente la percezione di quell’intervista. Perché Marco Poggi non è un opinionista in cerca di visibilità né un personaggio dello spettacolo. È il fratello della vittima del delitto di Garlasco, rimasto per quasi vent’anni lontano dalle telecamere e tornato improvvisamente al centro della scena mentre l’inchiesta si riaccende. Un’intervista che aveva già fatto discutere. Poggi aveva difeso la memoria della sorella, smentito ricostruzioni e indiscrezioni circolate online e ribadito la convinzione della famiglia sulla responsabilità di Alberto Stasi. La risposta di Gianluigi Nuzzi a Corona non si è fatta aspettare. Nessuna trattativa, nessun cachet, nessun assegno. Corona parlerebbe di “documenti che non esistono perché non abbiamo pagato nessuno”, ha dichiarato il conduttore di Quarto Grado, respingendo pesantemente la ricostruzione.
Non solo. Nuzzi ha annunciato una nuova querela contro l’ex fotografo dei vip, difendendo il lavoro della redazione e della giornalista che ha realizzato l’intervista. Ora la guerra con Mediaset, già iniziata a Natale con l'affaire Signorini, si espande addirittura sul caso di Garlasco. Una guerra a tutto campo, quella tra Corona e Cologno Monzese, senza esclusione di colpi. E mentre l’inchiesta giudiziaria continua il suo percorso, il caso Garlasco conferma ancora una volta di essere diventato qualcosa di diverso da un semplice fatto di cronaca nera.